Amiu: va avanti la terapia d’emergenza per un paziente molto malato
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Amiu: va avanti la terapia d’emergenza per un paziente molto malato

Dopo le ansie dei giorni scorsi sull'impossibilità di dichiarare il fallimento di un'azienda pubblica, questa strada, che parrebbe essere la migliore a garanzia di servizi e lavoratori, si riapre. "Sembra si possa proseguire sulla strada intrapresa, per una nuova Amiu" dichiara Porta della Uil. Intanto oggi è giorno di stipendi...

Dopo le ansie dei giorni scorsi sull'impossibilità di dichiarare il fallimento di un'azienda pubblica, questa strada, che parrebbe essere la migliore a garanzia di servizi e lavoratori, si riapre. "Sembra si possa proseguire sulla strada intrapresa, per una nuova Amiu" dichiara Porta della Uil. Intanto oggi è giorno di stipendi...

 ALESSANDRIA – Oggi è giorno di stipendi. Per questo primo mese del nuovo anno a tirare un sospiro di sollievo sono i dipendenti comunali, i lavoratori dell’azienda speciale Costruire Insieme e Aspal. E per fortuna questo mese anche i 192 dipendenti di Amiu, l’azienda partecipata che si occupa della raccolta rifiuti, vedranno arrivare – anche se in ritardo di un paio di giorni – i propri emolumenti.
“Ci è stato comunicato che gli stipendi arriveranno martedì o mercoledì al massimo – spiega Alessandro Porta della Uil – Considerando che il 27 del mese cade di domenica, i versamenti dovrebbero essere sui conti bancari tra il 29 e il 30 di gennaio, cioè con un paio di giorni di ritardo rispetto alla canonica data (oggi, lunedì 28 gennaio)”. Copertura al netto degli emolumenti, mentre c’è una piccola possibilità che non ci sia nell’immediato di questi due prossimi giorni la copertura dei contributi. Anche questi arriveranno a giorni. Ma dalle parole del sindacalista questa sembra non essere l’unica notizia che fa alzare gli occhi al cielo – almeno per questo mese – “Nella settimana appena trascorsa l’azienda ha ricevuto dall’amministrazione comunale 960 mila euro che sono stati utilizzati per pagare gli F24 della fine dello scorso anno”. Da quali fonti di entrata del Comune, di preciso, Porta non sa dire, ma quel che è certo è che questi soldi sono stati “bruciati” velocemente per gli F24 che avevano scadenza improrogabile, salvo cadere nel penale qualora non fossero stati saldati. Invece nessuna certezza era stata data nei giorni scorsi dal presidente Atm, Cabella, sul puntuale arrivo degli stipendi di gennaio per i lavoratori dell’azienda di trasporto pubblico.

Non tira ancora aria di serenità in Amiu – almeno con certezza – sul fronte “burocratico-amministrativo”, dopo le ansie dei giorni scorsi sulla possibilità o meno di poter dichiarare il “fallimento” di una partecipata, ovvero di un’azienda pubblica, e quindi su quel che ne sarà del futuro di un’azienda che oggi si trova in grave difficoltà. “Nei giorni scorsi, dopo la notizia della sentenza di Palermo che negava la possibilità di una pubblica azienda di dichiarare il fallimento – spiega Alessandro Porta, presente a Palazzo Rosso nelle ore di discussione su questa partita – è scoppiato un po’ di panico. Si pensava che Amiu cadesse nel baratro: niente più “nuova Amiu”, che significava impossibilità di passaggio del personale e dei mezzi dalla vecchia alla nuova azienda”. Fortunatamente queste ansie sono durate lo spazio di 48 ore: “ripetuti incontri si sono susseguiti in Comune tra tecnici, amministrazione, avvocati, e ‘luminari’ della materia come il professor Bruti Liberati, presente al tavolo di analisi.
Sembra si sia arrivati alla conclusione che si possa proseguire sulla strada della liquidazione, e sulla attività che si stava delineando”, ha dichiarato Porta. Che aggiunge: “Bisogna ovviamente mettere l’azienda in condizione di lavorare: questo significa che è impensabile un blocco del lavoro di qualche mese nel passaggio da una forma societaria all’altra, perché per Amiu significherebbe morire”. Ed è qui che si inserisce il tassello decisivo, rappresentato come sempre dall’amico-nemico “denaro”: “Sembra che riuscendo a dare soldi ad Amiu (in che modo e da dove si prendano non si sa, ndr) si possa proseguire con l’attività lavorativa e allo stesso tempo riuscire ad acquisire le quote Iren nelle nuova società che formalmente non è mai partita. Questo insomma – conclude Porta – permetterebbe di ripartire ‘puliti’, senza debiti, con i mezzi e i lavoratori di oggi. Tutti, visto che io personalmente non sono a conoscenza di esuberi in Amiu”.
Amiu, che resta un paziente gravemente malato, se si vuole usare la metafora medica, in questi giorni sembra aver ridimensionato la diagnosi tragica che sembrava prefiggersi all’orizzonte, con un ridimensionamento che per un lasso di tempo breve ha fatto pensare ad un futuro nero per l’azienda, alla fine di tutto. “Nessuna visione troppo ottimistica” viene sottolineato da più parti, vista la consapevolezza della situazione grave di Amiu. Ma anche da Palazzo Rosso sull’azienda rifiuti sembra potersi ergere la nota scritta “Men at work”: il lavoro “di più teste” prosegue, con tavoli e incontri che si susseguono giorno dopo giorno. “Il lavoro prosegue e si va avanti – sostiene l’amministrazione comunale – e il fatto che si prosegua nel lavoro per cercare un percorso di soluzione, significa che resta qualche porta aperta”. Insomma per restare in campo medico: resta lo spazio per proseguire a lavorare verso una terapia d’emergenza, per un paziente che resta profondamente malato. Ad oggi comunque nessuno – forse giustamente – vuole e può sbilanciarsi sugli scenari futuri, più o meno certi. Ad oggi “si lavora, si studia, si analizza e si cerca la cura”.

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