Indirizzo strategico e priorità della “nuova” Amiu
Che il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti urbani sia per i comuni quello più delicato è stato confermato in questi mesi anche nella nostra città a causa dei problemi accumulati adesso tocca ai nuovi amministratori porre rimedio, e non sarà compito né facile, né breve
Che il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti urbani sia per i comuni quello più delicato è stato confermato in questi mesi anche nella nostra città a causa dei problemi accumulati adesso tocca ai nuovi amministratori porre rimedio, e non sarà compito né facile, né breve
OPINIONI – Dev’essere dotato di notevole autostima l’ex sindaco di Alessandria se, come ho letto, ha chiesto, nel corso di una recente Commissione consigliare al responsabile tecnico di Amiu, come si sia “ristrutturata” l’azienda per effetto dell’eliminazione di alcuni servizi decisa dall’attuale Giunta. Dovrebbe essere, infatti, cosa a tutti nota che l’Amiu è stata “destrutturata” dalla precedente Amministrazione che l’ha ridotta nelle penose attuali condizioni non trasferendo alla società milioni di euro delle tariffe puntualmente pagate dai cittadini. Stravolgendo un sistema avanzato di raccolta che stava dando ottimi risultati nella riduzione del peso dei rifiuti raccolti, dei conferimenti in discarica e con l’aumento dei materiali recuperati e inviati al riciclo. Una modalità, quella domiciliare, che, oltretutto, godeva del consenso della maggioranza degli utenti.1 E decidendo, inoltre, di spendere 2,1 milioni di euro per acquistare 3645 nuovi enormi contenitori da riportare sulle strade, eliminandone altri ancora in ottimo stato.Che il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti urbani sia per i comuni quello più delicato è stato confermato in questi mesi anche nella nostra città a causa dei problemi accumulati, delle disfunzioni cui è stata colpevolmente costretta l’azienda e per le preoccupazioni sul futuro lavorativo che vivono i dipendenti. Tutti elementi che hanno evidenziato come il sistema possa entrare facilmente in crisi e mettere a rischio il normale funzionamento di una comunità.
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Come secondo impegno, appena le condizioni operative dell’azienda lo permettono, occorre intervenire nei confronti degli oltre 13 mila abitanti dei sobborghi dove, pur essendo soggetti alla stessa tariffa di tutti gli altri cittadini, da anni nulla è cambiato nel servizio e si ritrovano ancora sulla strada i vecchi, malandati e male assortiti contenitori.3 Qui il nuovo sistema può essere quello positivamente adottato per i piccoli comuni dell’alessandrino, con la raccolta a domicilio di indifferenziato e organico e, per gli altri materiali, la realizzazione di “vere” aree ecologiche. In più, a seconda delle realtà, si può incentivare la pratica del “compostaggio domestico” che riduce le quantità e l’onere del ritiro. Infine, per riaffermare da parte del Sindaco e della nuova Giunta che il sistema che si intende adottare è quello che si pone l’obiettivo della costante riduzione dei rifiuti e della raccolta domiciliare, decidere in maniera emblematica il ritorno del porta-a-porta in quelle piccole, ma significative realtà come a Lobbi, dove i cittadini si erano opporsi allo smantellamento del servizio, o, più recentemente, in una parte del Cristo, dove sono state raccolte le firme per ritornare a liberare la strada dagli ingombranti cassonetti.
La modalità di raccolta a domicilio è, poi, anche quella a maggiore “intensità” di occupazione e, per questa via, può risultare la più utile per salvaguardare nel loro complesso gli attuali posti di lavoro. Un aspetto, quest’ultimo, a suo tempo non adeguatamente considerato e valorizzato dalle stesse organizzazioni sindacali.
P.S: questa breve disamina sugli aspetti essenziali della raccolta e gestione dei rifiuti urbani di Alessandria non si occupa delle attività e delle prospettive della società Aral che necessita di una trattazione a parte.