Fubine: tentato omicidio e suicidio. La moglie è fuori pericolo
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Fubine: tentato omicidio e suicidio. La moglie è fuori pericolo

La moglie di Adriano Bacigalupo, l'uomo che nella notte fra mercoledì 23 e giovedì 24 gennaio si è suicidato dopo aver tentato di ucciderla, è ricoverata all'ospedale di Alessandria ma non più in pericolo di vita. Mistero sulle cause del gesto, visto che il pensionato in paese era conosciuto per la sua gentilezza e solarità

La moglie di Adriano Bacigalupo, l'uomo che nella notte fra mercoledì 23 e giovedì 24 gennaio si è suicidato dopo aver tentato di ucciderla, è ricoverata all'ospedale di Alessandria ma non più in pericolo di vita. Mistero sulle cause del gesto, visto che il pensionato in paese era conosciuto per la sua gentilezza e solarità

FUBINE – Cosa abbia spinto un mite pensionato, sempre sorridente e disponibile, come lo descrivono i compaesani, a cercare di uccidere la moglie B.G. verso l’una di notte di mercoledì 23 gennaio, prima di prendere la propria auto, guidarla per circa un chilometro fino al centro del paese e lì lanciarsi nel vuoto, dal muragione di via Longo, solamente la donna potrà chiarirlo. Ricoverata all’ospedale di Alessandria, con una lunga prognosi ma non più in pericolo di vita, sarà proprio lei a raccontare agli inquirenti, forse già nelle prossime ore, come sono andate le cose, facendo luce su questo drammatico mistero.

Adriano Bacigalupo, questo il nome dell’uomo, viene descritto in paese come un esempio di solarità ed educazione, “una persona squisita” – come ci raccontano in uno dei bar di Fubine, paese che lo aveva accolto ormai da una quindicina d’anni, quando, andato in pensione dopo una vita da ferroviere, aveva scelto il Piemonte al posto della sua Liguria. “Ancora mercoledì mattina era qui a chiacchierare con noi al bar – raccontano i compaesani – e nessuno poteva immaginare un gesto del genere”. Dina, una sua amica, spiega visibilmente scossa: “era una persona tanto gentile. Nei giorni scorsi si era offerto di darmi una mano per alcuni lavori in casa. Poi, nel pomeriggio di mercoledì, non ha risposto al telefono. Negli ultimi giorni l’ho visto leggermente adombrato, ma nulla poteva far presagire quello che poi è successo”. In paese era conosciuto anche per l’impegno con la proloco, le attività di volontariato, la partecipazione alla vita di Fubine.

Gli inquirenti sono al lavoro per cercare di ricostruire quanto accaduto, ma il quadro che emerge è quello di un gesto estremo, compiuto forse in preda a un raptus. L’uomo di 71 anni ha impugnato una mazzetta da muratore e con questa ha colpito più volte la moglie, di un anno più giovane, lasciandola in una pozza di sangue a casa. Poi, ancora in pigiama e ciabatte, ha lasciato la casa in via del Giardino a bordo della sua auto, una Fiat Idea, finendo per parcheggiarla, con una ruota a terra, lungo il muraglione di via Longo, a pochi passi dalla chiesa, in centro paese. Lì ha deciso di farla finita, lanciandosi da un’altezza di circa 10 metri sul selciato sottostante. A trovarlo, verso le 8 del mattino, un postino, che ha subito dato l’allarme, quando però per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare. E’ a quel punto che, recatisi a casa della coppia per avvertire la moglie, i soccorritori l’hanno trovata semi incosciente con un profondo trauma cranico. Traspostata d’urgenza all’ospedale di Alessandria, la donna è migliorata nella giornata di ieri e si trova ora fuori pericolo. La coppia non aveva figli. 

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