Qualità dell’aria: le soluzioni per migliorare
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Marco Caneva - marco.caneva@alessandrianews.it  
21 Gennaio 2013
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Qualità dell’aria: le soluzioni per migliorare

Le proposte di Legambiente per gli obiettivi di breve e medio periodo. Ferralasco: “presto nuove norme in materia di contenimento dei consumi energetici negli edifici e provvedimenti sulla mobilità urbana”

Le proposte di Legambiente per gli obiettivi di breve e medio periodo. Ferralasco: ?presto nuove norme in materia di contenimento dei consumi energetici negli edifici e provvedimenti sulla mobilità urbana?

ALESSANDRIA – Dopo il chiarimento dell’assessore all’Ambiente Claudio Falleti con il responsabile scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti sul fatto che la classifica PM10 ti tengo d’occhio prenda come riferimento la centralina peggiore (ovvero che ha registrato il maggior numero di superamenti nel corso dell’anno) presente nella città, il Comune di Alessandria si impegna a mantenere costante l’attenzione e a valutare tutti gli interventi che si dimostreranno necessari per la tutela della salute dei propri cittadini e per il miglioramento della qualità della vita.

Dal rapporto Mal’aria di città elaborato da Legambiente emerge che sono i processi industriali e di produzione di energia e in città prevalentemente il traffico veicolare e i riscaldamenti le principali fonti di emissione di polveri fini, ossidi di azoto, dei precursori dell’ozono o di altri inquinanti come gli idrocarburi policiclici aromatici o il monossido di carbonio e del rumore. “Questi sono quindi i settori su cui bisogna intervenire con autorizzazioni integrate ambientali severe per siti produttivi e centrali elettriche, politiche di efficienza energetica degli edifici, diffusione di fonti rinnovabili e pulite per la produzione di energia e per il riscaldamento delle nostre abitazioni e una nuova mobilità incentrata sul trasporto pubblico locale e su quello ferroviario. Quello che serve, ancor prima dei singoli provvedimenti – dichiara Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente – è una capacità politica di pensare e di immaginare un modo nuovo di usare il territorio, un altro tipo di mobilità a basso tasso di motorizzazione e con alti livelli di efficienza e soddisfazione, spazi pubblici più sicuri, più silenziosi, più salutari, più efficienti, dove si creino le condizioni per favorire le relazioni sociali, il senso del quartiere, della comunità”.

Interviene a questo proposito anche l’assessore alla Qualità urbana Marcello Ferralasco che preannuncia la revisione del regolamento edilizio in vigore nella città, i cui fondamenti risalgono agli anni Cinquanta. “Provvederemo alla revisione delle normative in materia di energia: i Comuni hanno potestà normativa e possono imporre regole più severe di quelle statali e regionali – spiega l’ingegner Ferralasco – così faremo per quanto riguarda l’uso razionale dell’energia, l’isolamento e gli impianti di riscaldamento sia per le nuove costruzioni sia per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente”.
“In materia di mobilità urbana stiamo studiando provvedimenti di limitazione del traffico nel centro della città e il potenziamento del trasporto pubblico. Gli interventi saranno condivisi tramite la convocazione di un staff tecnico con le associazioni di categoria e ambientaliste” conclude l’assessore.

Secondo i dati elaborati da Legambiente sui dati dell’Arpa Piemonte per il PM2,5 (il particolato costituito da particelle con diametro inferiore ai 2,5 micron) Alessandria è in decima posizione sulle 42 città che monitorano tali inquinante con 30 microgrammi/mc (ma la normativa in vigore fissa al 2015 il raggiungimento del valore obiettivo di 25 microgrammi/mc). Il biossido di azoto è un inquinante secondario che risulta tossico per l’uomo per le sue capacità irritanti per le vie respiratorie e si forma per reazione chimica in atmosfera dall’ossidazione del monossido di azoto, le cui fonti principali sono il trasporto su strada, il riscaldamento e i processi di combustione industriali. Gli ossidi di azoto nell’aria sono, inoltre, i principali precursori dell’inquinamento atmosferico secondario, i cui prodotti sono ad esempio l’ozono o il particolato ultrafine. I limiti stabiliti nel D.Lgs. 155 del 2010 prevedono un limite medio annuo di 40 microgrammi/mc: nel 2011 Alessandria risulta in 32a posizione con 38,7, rimanendo quindi sotto i limite.

A raggiungere valori elevati durante il periodo estivo nell’aria è la concentrazione di ozono, un composto gassoso di origine naturale presente nella stratosfera terrestre. La sua presenza nelle porzioni più basse non è di origine naturale e risulta essere dannosa per la salute dell’uomo: è un inquinante di tipo secondario e la sua formazione deriva da reazioni fotochimiche, favorite dall’aumento della radiazione solare in quel periodo dell’anno. I limiti previsti dalla normativa (D.Lgs. 155 del 2010) per le emissioni di ozono troposferico consentono un massimo di 25 giorni di superamento della soglia giornaliera pari a 120 µg/mc mediata su otto ore consecutive. Alessandria nel 2011 ha superato il limite per 44 giorni (dato registrato da tutte le centraline presenti sul territorio comunale).

Agli Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità Nuova che si sono tenuti nell’ottobre scorso a Reggio Emilia è stato elaborato un insieme articolato di proposte, a partire da un pacchetto di obiettivi da raggiungere nel breve e medio periodo. Gli interventi che, a detta di Legambiente, le amministrazioni locali possono realizzare subito sono il limite a 30 km/h eccetto la viabilità principale, obiettivi di miglioramento concreti nella ripartizione tra i modi di spostamento, la riduzione degli incidenti, della congestione, delle esternalità ambientali e strade scolastiche car free. Per il medio periodo, invece, le associazioni che hanno partecipato agli Stati Generali di Reggio Emilia hanno elaborato una serie di interventi low cost da sviluppare nell’arco di 3-5 anni:

  1. verso un 20-20-20 della mobilità (percentuali di ripartizione tra bici, pedoni, trasporto pubblico locale)
  2. dimezzare morti e feriti tra pedoni e ciclisti
  3. piano di rete ciclabile portante
  4. progettazione e attivazione di servizi integrati e innovativi (parcheggi bici-tpl, stalli, parcheggio spazi condominiali, ciclofficine e luoghidi aggregazione, ciclabilità diffusa, bike sharing, intermodalità, infomobilità orientate alle bici, servizi bici cargo per le merci e bike taxi)
  5. ridefinizione degli spazi urbani (strade e nuovi quartieri Car free, ai fini della moderazione del traffico)
  6. Piani locali della Mobilità
  7. Piani per la sicurezza urbana
  8. road pricing e park pricing (pagamento per l’accesso alle aree più congestionate delle città e la modulazione delle tariffazioni per disincentivare al massimo il traffico privato)
  9. riduzione del parco auto circolante

La relazione completa sul sito di Legambiente

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