“Impossibile disarmare i vigili”
Il sindacato autonomo di polizia interviene nel dibattito sul disarmo dal corpo di polizia municipale con una lettera inviata al sindaco Rita Rossa: fuori luogo l'ipotesi di togliere le armi, perchè la dotazione è prevista per legge
Il sindacato autonomo di polizia interviene nel dibattito sul disarmo dal corpo di polizia municipale con una lettera inviata al sindaco Rita Rossa: ?fuori luogo l'ipotesi di togliere le armi, perchè la dotazione è prevista per legge?
ALESSANDRIA – Non piace al sindacato della polizia municipale l’ipotesi di disarmare il corpo per risparmiare. Non piace soprattutto perchè “è impossibile”, salvo dover rinunciare al servizio serale e notturno. A sostenerlo è Claudio Mascella, segretario generale del Sulpm, sindacato autonomo di polizia municipale, con una lettera inviata al sindaco Rita Rossa.
“Allo scopo di evitare confusione tra i lettori e soprattutto per non creare qualche strano pensiero in testa agli onnipresenti crociati della smilitarizzazione delle Forze di Polizia voglio ricordare che il Ministero dell’Interno ha ritenuto che: “per quanto concerne l’impiego del personale nei servizi notturni, non vi sono dubbi che l’espletamento degli stessi debba essere effettuato da coloro che abbiano in dotazione l’arma”.
Quindi, secondo il sindacato, il disarmo è fuori discussione. “Ribadito che l’acquisto delle armi è obbligatorio spetta al Consiglio Comunale solo la possibilità di prevederne altri in aggiunta a quelli relativi ai servizi esterni di vigilanza, di vigilanza e protezione della casa comunale ed all’armeria, notturni e di pronto intervento. Il Comune è per legge obbligato a far svolgere in armi i servizi esterni di vigilanza, quelli di protezione della casa comunale e dell’armeria, i servizi notturni e di pronto intervento mentre il Consiglio Comunale può prevedere ulteriori servizi da far svolgere in armi e decidere se gli operatori muniti della qualifica di agente di pubblica sicurezza possono portare l’arma d’ordinanza anche fuori dal servizio. Togliere le armi alla polizia municipale significherebbe, al di la’ dell’impossibilità giuridica, – dice ancora – la conseguente cessazione delle attività in ore serali e notturne e di quelle di pronto intervento, tra cui si segnalano il contrasto alla guida in stato di alterazione, il rilievo di incidenti stradali, il contrasto al fenomeno della prostituzione ed all’abusivismo commerciale e tante altre attività che oggi la Polizia Municipale svolge nell’interesse comune della cittadinanza”.
Per contro il Sulpm si dichiara disponibile “a concorrere alla ricerca di soluzioni che vadano incontro alle necessità di tipo economico dell’ente ma senza rinunciare alla sicurezza dei lavoratori e soprattutto a quella che la polizia municipale garantisce alla cittadinanza”. E suggerisce: “se proprio si vuole risparmiare personale si smetta di fare controlli all’autotrasporto, lasciando il compito ad altri organi di Polizia Stradale e ci si concentri sui problemi della sicurezza urbana”.