Manifestazione e presidio davanti all’Inps regionale
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17 Gennaio 2013
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Manifestazione e presidio davanti all’Inps regionale

Manifestazione con presidio di Cgil Cisl e Uil del Piemonte, per oggi giovedì 17 gennaio dalle ore 11 alle ore 13, davanti alla sede dell’Inps regionale a Torino. "Due incredibili colpi di mano contro i più deboli": cancellazione sgravio per i disoccupati delle liste di mobilità e blocco pratiche cassa integrazione in deroga

Manifestazione con presidio di Cgil Cisl e Uil del Piemonte, per oggi giovedì 17 gennaio dalle ore 11 alle ore 13, davanti alla sede dell?Inps regionale a Torino. "Due incredibili colpi di mano contro i più deboli": cancellazione sgravio per i disoccupati delle liste di mobilità e blocco pratiche cassa integrazione in deroga

TORINO – Nella mattinata di oggi (dalle 11 alle 13) le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil saranno a manifestare in presidio a Torino, davanti alla sede regionale dell’Inps. Quale è la motivazione? “Due incredibili colpi di mano contro i più deboli” li definiscono i sindacati: la cancellazione dello sgravio contributivo per i disoccupati delle liste di mobilità e la cassa integrazione in deroga con il blocco delle pratiche di fine anno 2012.
Ma di cosa di tratta nello specifico? “Nella legge di Stabilità non viene più rifinanziato il provvedimento che consentiva ai lavoratori e alle lavoratrici licenziati individualmente per motivi economici, senza diritto all’indennità di mobilità (soprattutto dipendenti di piccole imprese), di usufruire dello sgravio contributivo in caso di nuova assunzione. Secondo queste incredibili disposizioni decadono dal diritto ad usufruire dello sgravio contributivo anche coloro che erano già iscritti nelle liste di mobilità del 2012 e ancora in attesa di una nuova occupazione”.
Solo in Piemonte la norma sugli sgravi ha consentito nello scorso anno a quasi 5 mila disoccupati di trovare un lavoro e molti altri ne hanno usufruito per occupazioni a tempo determinato.
“Una legge che costava meno di 30 milioni di euro l’anno per tutto il territorio nazionale e che rappresentava praticamente l’unica possibilità per queste persone, espulse dal ciclo produttivo, di poter rientrare nel mondo del lavoro”, si legge nelle motivazioni.
“Il ministro Fornero per l’ennesima volta colpisce i più indifesi, con insensibilità e poca ragionevolezza. Questa situazione non farà che aumentare il lavoro nero e la povertà”, aggiungono le tre sigle sindacali.

L’altro tema importante è quello delle pratiche bloccate della cassa integrazione in Deroga. “Con una Circolare Ministeriale e una dell’Inps si è dato il via a un’assurda interruzione nei pagamenti delle pratiche di cassa integrazione in deroga del 2012 inoltrate entro i termini di legge in regione e autorizzate, come sempre, dopo il 31 dicembre, sia per i tempi tecnici di lavorazione sia perché la legge non dà tempi perentori all’iter autorizzativo”.
In questo momento quasi 15 mila lavoratori e lavoratrici sono in attesa del trattamento di integrazione salariale o di mobilità a cui hanno diritto, pur essendo stato richiesto nei termini di legge, e si ritrovano senza alcun reddito o con una riduzione della loro paga, per una burocratica prescrizione che ha bloccato decine di migliaia di pratiche di Cassa integrazione in Deroga e Mobilità in tutta Italia.
“L’Inps che, con un’incredibile solerzia, ha addirittura vietato l’accesso al Sistema informativo per l’inserimento delle pratiche, sostiene che questa disposizione è giustificata dalla necessità di un monitoraggio efficace; ma da quando una necessità contabile viola la legge e produce un blocco di richieste legittime che possono e devono essere esaudite?” si chiedono ironicamente Cgil, Cisl e Uil.
“Anche in questo caso – proseguono – si tratta di una violazione palese delle regole, e sempre a carico dei più deboli, prevalentemente lavoratori e lavoratrici delle piccole imprese e del settore cooperativo, in spregio alla legge, all’equità e al buon senso. È chiaro a tutti che i Fondi per gli ammortizzatori in deroga sono insufficienti“. Il Piemonte per il 2013 ha in dotazione 40 milioni di euro, meno di un quarto di quanto ha speso negli scorsi anni e con una crisi che non accenna affatto a diminuire.
Tutto questo premesso, il presidio di oggi vuole: “ridare ai disoccupati l’unica misura di legge che li sosteneva nella ricerca di un lavoro, pagare Cassa e Mobilità in Deroga a chi ne ha diritto per il 2012, aumentare i Fondi nazionali per Cassa e Mobilità in deroga assolutamente insufficienti”.

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