Cittadella: cosa fare per mantenerla “viva”
Ilaria Borletti Buitoni, presidente nazionale del Fai: fondamentale preservare l'equilibrio estetico. I privati interlocutori possibili affinché la fortezza rimanga viva e piena di gente. No a qualsiasi speculazione
Ilaria Borletti Buitoni, presidente nazionale del Fai: ?fondamentale preservare l'equilibrio estetico. I privati interlocutori possibili affinché la fortezza rimanga viva e piena di gente. No a qualsiasi speculazione?
ALESSANDRIA – “Grazie all’attivissima delegazione locale del Fai sono venuta a conoscenza dell’importanza della Cittadella di Alessandria e del problema del suo riutilizzo”: Ilaria Borletti Buitoni, presidente nazionale del Fondo Ambiente Italiano, sull’ultimo numero in edicola dell’Espresso ha inserito la fortezza settecentesca nell’elenco dei luoghi italiani da salvare, pubblicato in un’inchiesta intitolata La bellezza ci può salvare. “Quella di Alessandria, di fondamentale importanza per la sua imponenza, è l’esempio di come le cittadelle militari siano un problema per la conservazione e serve da spunto di riflessione per il riutilizzo di strutture del genere. – dice la presidente del Fai – Per un bene identitario come questo è fondamentale conservare l’equilibrio estetico perché il rischio che vada tutto ‘in malora’ è reale”.
“Per la Cittadella, e per strutture simili, non serve solo la conservazione: una fortezza così grande non può essere solo il museo di se stessa” spiega Ilaria Borletti. Quale può essere allora il destino della Cittadella? “Una parte sicuramente deve rimanere testimonianza di quello che è stata, una struttura militare settecentesca che ha avuto un ruolo storico importante dalla sua costruzione al Risorgimento, ma si deve prevedere anche un utilizzo contemporaneo affinché rimanga viva, piena di gente che possa usufruire dei suoi spazi”. Ilaria Borletti pensa all’insediamento di un centro studi o dell’università ed eventualmente anche di alloggi purché non si alteri minimamente l’equilibrio estetico delle strutture e non è contraria all’ingresso dei privati per il riutilizzo e la gestione della fortezza “Certo va impedito in modo assoluto l’insediamento di un outlet e di attività meramente commerciali ma privato non vuol dire per forza speculatore. Privato è anche il Fai e tutto il terzo settore, che sono interlucutori possibili – dice ancora la presidente del Fai – se il Demanio, attuale proprietario, vuole rinunciare a questo e ad altri beni deve scongiurare il rischio di voler solo fare cassa e cederli a consorzi, anche pubblico-privati, di enti e realtà locali che si impegnino a conservare e a progettare un utilizzo per tutta la comunità”.
