“Amiu deve cambiare registro, la città va pulita”
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“Amiu deve cambiare registro, la città va pulita”

Venticinque lavoratori delle cooperative che lavoravano per Amiu fino al 31 dicembre, chiedono solidarietà e lavoro. Il sindaco dura con Amiu: “La città deve essere pulita, Amiu si riorganizzi in modo da garantire il servizio o non escludo l'affidamento ad altri”

Venticinque lavoratori delle cooperative che lavoravano per Amiu fino al 31 dicembre, chiedono solidarietà e lavoro. Il sindaco dura con Amiu: ?La città deve essere pulita, Amiu si riorganizzi in modo da garantire il servizio o non escludo l'affidamento ad altri?

ALESSANDRIA – Tolleranza zero nei confronti di Amiu da parte dell’amministrazione comunale. Lo spunto per dettare un “cambio di rotta” arriva dalle condizioni delle strade cittadine dopo le festività natalizie. “La città deve essere pulita, Amiu si riorganizzi in modo da garantire il servizio o non escludo l’affidamento ad altri”, dice il sindaco Rita Rossa durante la conferenza stampa di inizio anno. A partire dal 31 dicembre non sono stati rinnovati i contratti alle cooperative che garantivano il servizio di raccolta porta a porta e quello di raccolta dei sacchetti abbandonati fuori dai cassonetti. “Svolgevano un ottimo servizio”, ricorda il sndaco che proprio ieri mattina ha accolto una delegazione di due coop, la “Coompany” e la “Liberazione”.
In Amiu il servizio era rallentato perchè “c’erano dei camioncini fermi, guasti e senza pezzi di ricambio perchè i fornitori non sono stati pagati”, ricostruisce la vicenda il sindaco.
“Li abbiamo riattivati in questi ultimi due giorni, ma se la cosa non cambia non escludo di affidare il servizio ad altri. In poche parole servono spazzini per pulire le strade”. E non impiegati negli uffici, è la naturale conclusione dell’affermazione.
L’incarico di rimettere Amiu in carreggiata è stato dato all’assessore Marcello Ferralasco: “ha trascorso gli ultimi due giorni in azienda e, insieme a Bianchi, sta cercando di impostare un lavoro di riorganizzazione”. Suona come una sorta di ultimatum. “Per usare le parole di Ferralasco – riporta Rita Rossa – sarebbe necessario accendere un cero, perchè è un miracolo che Amiu sia riuscita, sebbene con dei limiti, a funzionare. E’ dal 2010 che non viene trasferita al Tia nelle casse di Amiu. Si tratta di 51 milioni di euro. Eppure i cittadini la tassa l’hanno pagata. Amiu è stata lentamente depauperata di forze e risorse”, conclude il sindaco.
“Se è vero che i debiti non li ha fatti l’attuale sindaco – dicono invece le cooperative lasciate senza lavoro – va però detto che c’erano altre soluzioni: una la aveva suggerita il sindaco stesso, andando a lamentarsi da Santoro dei troppi dirigenti di cui le partecipate sono state gonfiate dalle giunte precedenti. Ma chissà perchè, un conto è dirlo, un altro è farlo e questi personaggi continuano ad ingrassare beati”. Emanuele Palermo, uno dei manifestanti, dice di “40 assunzioni, quelle che ho visto passare io”. Lanciano anche una freccia in direzione dei sindacati: “ci hanno messo da parte per salvaguardare i dipendenti. Noi siamo stati solidali, ma da parte loro nessuna solidarietà”. 
Le cooperative suggeriscono anche un’altra via “già applicata da altri comuni italiani, che consiste nel far versare rette (case di riposo, scuole, mense) ed imposte (spazzatura) direttamente alle ditte che forniscono i servizi”.
Nel giro di breve tempo, “il sindaco ci ha garantito l’avvio di tavoli di concertazione”, dice Palermo. E’ stata ipotizzato “il ricorso alla cassa integrazione in deroga, ma non sappiamo se, come cooperative, potremo avere accesso al fondo”. 
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