Caritas: “il gioco è una piaga dilagante. A rischio tante famiglie”
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Caritas: “il gioco è una piaga dilagante. A rischio tante famiglie”

Abbiamo incontrato Giampaolo Mortara, direttore della Caritas diocesana, per fare il punto sull'anno appena trascorso e quello venturo. "Senza l'aiuto dei tanti generosi che ci sostengono potremmo fare ben poco". I rischi maggiori? "Perdita della casa e nuove dipendenze. Il gioco è per molti il nuovo nemico da battere"

Abbiamo incontrato Giampaolo Mortara, direttore della Caritas diocesana, per fare il punto sull'anno appena trascorso e quello venturo. "Senza l'aiuto dei tanti generosi che ci sostengono potremmo fare ben poco". I rischi maggiori? "Perdita della casa e nuove dipendenze. Il gioco è per molti il nuovo nemico da battere"

ALESSANDRIA – L’anno appena trascorso è stato senza dubbio uno dei più difficili che la città ricordi negli ultimi decenni, complici le prime conseguenze di un dissesto che porta disoccupazione e ritardi nei pagamenti di stipendi e fornitori e l’onda lunga di una crisi economica che è stata paragonata a quella storica del ’29 e che ha ridotto in condizioni di povertà tante famiglie che solo qualche anno prima non l’avrebbero mai potuto immaginare. 

Giampaolo Mortara (nella foto), direttore della Caritas, è sicuramente una di quelle persone che può parlare con cognizione di causa, toccando ogni giorno con mano gli effetti più problematici e paradossali di quel capitalismo che dovrebbere essere “garanzia di benessere”. Lo incontriamo nella sede di via della Orfanelle, dove ha sede la mensa che ogni giorno sforna circa 80 pasti caldi. 

Chi sono le persone che si rivolgono a voi?
Sono persone un po’ di tutti i generi. Tanti sono anziani soli, che magari hanno problemi a cucinare. Gli uomini sono la maggior parte, ma ci sono anche donne. Diversi sono coloro che frequentano, oltre alla mensa, anche gli ostelli per dormire, specie quando le temperature calano troppo. Con l‘emergenza freddo abbiamo anticipato l’intervento previsto al 3 di dicembre, e già i primi giorni abbiamo avuto ingressi molto elevati, passando dalle 19 persone della situazione ordinaria a circa 30, per arrivare a circa 50 persone (su 60 al massimo in totale) nei periodi di maggiori freddo, a ridosso del capodanno. Non ci sono solo stranieri, come qualcuno potrebbe pensare. Il 40% delle persone che si rivolgono a noi sono italiane. Fra i dati che colpiscono maggiormente c’è quello relativo alle famiglie. Prima erano una sparuta minoranza, un’eccezione, ora invece aumentano sempre più. Parliamo di persone che hanno perso il lavoro, non riescono a pagare il mutuo sulla casa, o il riscaldamento. In diversi casi sono stranieri di seconda generazione, con genitori che avevano un lavoro e l’hanno perso, e figli che ora fanno il liceo. Un esempio di voglia di integrarsi che rischia di fallire nonostante un’autentica buona volontà. 

Cosa fa la Caritas per aiutare chi si trova in difficoltà? 
La Caritas da sola potrebbe fare ben poco. I nostri volontari si fanno in quattro, ma il merito va spartito con la comunità e la città intera. L’impegno è quello di raccogliere sul territorio quanti più aiuti possibile, da redistribuire. Lo facciamo anche servendoci di un triciclo che raccoglie pane, alimenti deperibili e indumenti per le vie del centro, ma grazie soprattutto alle donazioni di imprenditori, associazioni, famiglie, singoli cittadini. Le inizaitive di raccolta fondi, come quelle del Natale Solidale di via Milano, sono per noi linfa vitale. In concreto il nostro impegno riguarda la gestione della mensa, la distribuzione di vestiario, l’aiuto economico a chi non riesce a pagare il riscaldamento o l’affitto. Ovviamente i nostri progetti sono tanto efficaci quanto più si riesce a fare rete, e preziosa è la collaborazione con il Cissaca e le altre realtà, sia istituzionali che associative, che operano in città. La crisi finanziaria del Consorzio dei Servizi Socio Assistenziali mette in difficoltà diversi interventi, togliendo un po’ della progettualità che sarebbe necessaria per non lasciare che gli aiuti siano semplicemente un sollievo temporaneo. Speriamo che l’anno nuovo porti nuove risorse e che il peggio sia passato. 

Quali sono i pericoli maggiori? 
Spesso le situazioni di disagio portano conseguenze drammatiche, altre volte diventano la naturale causa di comportamenti pericolosi. Nell’ultimo periodo un fenomeno in particolare ci preoccupa sempre più, per il suo dilagare che sembra inarrestabile e per i danni che può produrre: il gioco. Tante persone in difficoltà vedono nelle lotterie, nelle slot machines, nei gratta e vinci, la possibile soluzione ai loro mali. In realtà aggravano la loro situazione sempre più, finendo per dilapidare quelle poche risorse che potrebbero avere a disposizione. Lo Stato certamente non ci aiuta, sfornando nuovi concorsi sempre più allettanti e facili da raggiungere. Ormai ci sono estrazioni del Lotto ogni quarto d’ora e diverse case da gioco stanno aprendo in città, aggiungendosi alle molte già presenti. I meccanismi sono subdoli e consentendo di ottenere qualche piccola vincita ogni tanto fomentano le speranze di tanti di dare una svolta alla propria vita. In realtà per noi è impossibile svolgere interventi efficaci se chi ha la possibilità di tirarsi fuori da situazioni difficili pensa solamente a quale lotteria scegliere per tentare la fortuna. State attenti, il problema è molto serio e si tratta ormai, per molti, di una vera e propria dipendenza, dalla quale è difficilissimo uscire se non adeguatamente aiutati. 

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