Una marcia per la riparazione e le candele per l’espiazione
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Agostino Pietrasanta  
24 Dicembre 2012
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Una marcia per la riparazione e le candele per l’espiazione

Non sono passati vent’anni da quando mons. Charrier volle chiamare il suo popolo ad una conclusione dell’anno e ad un inizio di nuovo anno diversa dal solito: una marcia per le vie della città per richiamare il significato della pace...

Non sono passati vent?anni da quando mons. Charrier volle chiamare il suo popolo ad una conclusione dell?anno e ad un inizio di nuovo anno diversa dal solito: una marcia per le vie della città per richiamare il significato della pace...

OPINIONI – Sembrano tempi abissali, ma non sono passati vent’anni da quando un vescovo illuminato ed attento (non che non ve ne siano altri) come mons.Fernando Charrier volle chiamare il suo popolo cristiano, ma anche gli Alessandrini che non ritenevano di poter condividere la sua fede, ad una conclusione dell’anno e ad un inizio di nuovo anno diversa dal solito: una marcia per le vie della città per richiamare il significato della pace.

Non che volesse impedire la festa di mezzanotte, tanto che voleva terminare il cammino entro le ventitre al massimo, ma intanto i partecipanti avevano modo di riflettere prima di gozzovigliare. Se ci sono stati alcuni della fazione avversaria a quella di un sindaco che in allora non è stato il peggiore della città (esperienza testé conclusa insegni), che l’hanno presa come disturbo alle iniziative festaiole del primo cittadino, pazienza; c’è sempre il rischio del fraintendimento.

E se ci sono stati parecchi della fazione clientelare dello stesso sindaco, che hanno giudicato la marcia come alternativa polemica ai loro festini, in attesa delle più ambiziose conferenze di Arcore, ancora pazienza; parecchi vescovi finiscono per essere incompresi, soprattutto i grandi vescovi che pretendono di estendere la loro paternità a tutto il popolo di Dio e non solo ai praticanti secondo la legge e le regole. Lui seguiva e guidava la marcia con abiti dimessi; per chi non sapesse che era il vescovo avrebbe potuto confonderlo con qualche militante politico che non mancava di mettersi in prima fila, in paziente aspettativa della campagna elettorale.

Come vedete i rischi mi sono ben presenti, ma tutto questo non mi impedisce di immaginare, non senza speranza, che certe iniziative abbiano a ripetersi in un prossimo futuro. L’eminenza Versaldi, approdata ad incarichi prestigiosi, ha invitato prima di lasciare Alessandria, alla pacificazione istituzionale e politica. Avremmo preferito però che qualcuno, invece di commentare, avesse pensato, col doveroso silenzio e la consapevolezza del peccato, all’espiazione indispensabile, come premessa di qualsiasi pacificazione.

Tanto per esplicitare, si potrebbe fare una marcia partendo dalle tenebre e rischiarando con candele successive, ad ogni tappa, tutte le intenzioni di espiazione. Alla prima tappa si potrebbe accendere una candelina per quelli che hanno giocato e banalizzato una campagna elettorale contro un sindaco che, odiato e “maledetto”, non li aveva beneficiati di scambio privilegiato per le future scadenze di legislatura; una seconda candelina potrebbe essere accesa per quelli che con tartufi e roselline hanno reso possibile la futura sobrietà (qualcuno, malvagio, dice miseria) per gli Alessandrini; una terza candelina sarebbe da accendersi, soprattutto se si passasse in corso Roma, per le risorse sfumate nel rifare la pavimentazione cittadina distruggendo quella, migliore, che era da poco in posa adeguata.

Infine accenderei una candelona per chi, dando impressione di voler promuovere il “voto di scambio” ha assunto tre dove bastava uno; è vero che l’IMU ha provveduto in merito (o a cercato di farlo), ma con quali lacrime e sangue per gli Alessandrini che hanno avuto il perseguibile demerito di farsi una casa di indispensabile a prima abitazione!

Se così si facesse, alla fine si passerebbe dalle tenebre alla luce; anche per ricordare a chi governa adesso che se la situazione compromessa non è da imputarsi a loro, la soluzione sta nelle loro mani. Con i migliori auguri di buon Natale e felice anno nuovo.

[Dal blog appuntialessandrini.wordress.com]
 

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