Le denuncia di Cgil: “la Legnano risparmia sulle pulizie”?
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
22 Dicembre 2012
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Le denuncia di Cgil: “la Legnano risparmia sulle pulizie”?

La Banca di Legnano affida il servizio di pulizia ad un consorzio padovano e taglia del 30% le ore lavorative delle addette. Protesta di Filcams Cgil che chiede il mantenimento del livello salariale. "La paga non arriva a 6 euro lorde", dice il sindacato

La Banca di Legnano affida il servizio di pulizia ad un consorzio padovano e taglia del 30% le ore lavorative delle addette. Protesta di Filcams Cgil che chiede il mantenimento del livello salariale. "La paga non arriva a 6 euro lorde", dice il sindacato

L’ex Cassa di Risparmio di Alessandria oggi Banca di Legnano gioca al ribasso sulle pulizie? Così parrebbe, secondo Filcams Cgil. Il sindacato ha assistito le lavoratrici addette alla pulizia nel passaggio da Policoop di Ovada a Skill di Padova ed ora denuncia il tentativo del consorzio che subentrerà alla cooperativa ovadese di aver “imposto al personale interessato al cambio di appalto, circa una trentina di lavoratrici, una riduzione del monte ore del 30% nonostante nel capitolato non siano presenti abbattimento abbattimento delle prestazioni”. “Parliamo – precisa Marco Sali – di lavoratrici con orari settimanali che vanno, per la maggioranza, dai 45 minuti alle 3 ore.
45 minuti a settimana per pulire la sede di qualche filiale. Nemmeno 6 euro lordi”. Durante un incontro che si è svolto lo scorso martedì, l’azienda “si è rivelata sorda” alle richieste di Cgil di mantenere le retribuzioni dei lavoratori. “Riteniamo che tale rigido atteggiamento sia il frutto dell’ennesimo appalto vinto al ribasso – dice Sali – dove l’azienda vincitrice una volta raggiunto lo scopo cerca di recuperare il disavanzo dove è più ovvio farlo: sul personale. In tutta questa vicenda la Banca di Legnano cosa fa? Risparmia”.
Sali aggiunge qualche considerazione: “Le banche che hanno stretto il credito, chiesto il rientro degli esposti, che hanno strangolato fior fior di imprese e inibito l’attività delle altre. Le banche che non concedono più mutui o finanziamenti ai lavoratori in difficoltà e che lo stesso sono state garantite e messe al riparo dalla crisi da leggi ad hoc dal 2008 ad oggi. Quegli stessi istituti adesso cercano di fare bieca economia sulle proprie spese risparmiando sugli appalti e volgendo lo sguardo altrove mentre alla donna delle pulizie che riassetta l’ufficio del direttore tolgono immotivatamente ore di prezioso lavoro, addirittura minuti di prezioso lavoro che a loro frutta qualche euro per rimpinguare i magri bilanci familiari. Il grottesco è che quelle stesse lavoratrici quasi certamente sono correntiste di quella stessa banca!”.
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