Words and Actions: “Di qua sono passate band come NoFx e Motorpsycho”
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Nicholas David Altea - musica@alessandrianews.it  
21 Dicembre 2012
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Words and Actions: “Di qua sono passate band come NoFx e Motorpsycho”

Oggi si parte a parlare con chi di sudore, fatica, sacrifici e soldi ne spende per far sì che la musica dal vivo esista, ossia le band e gli artisti

Oggi si parte a parlare con chi di sudore, fatica, sacrifici e soldi ne spende per far sì che la musica dal vivo esista, ossia le band e gli artisti

CITY SOUNDS – Senza sudore, fatica e sacrifici non si parte, non si crea il flusso di emozioni, rabbia e sensazioni che fanno sì che la musica entri a far parte della nostra vita in maniera più o meno presente e malgrado tutto il male che si possa dire di questa città non si può non dire che nella nostra città le band e gli artisti manchino. Alessandria è costellata di infinite band e musicisti dei più disparati generi, tutte molto interessanti e affascinanti nelle loro peculiarità.

I primi che andiamo ad intervistare sono piuttosto recenti, nascono nel 2010, dall’esigenza di Davide di trovare un tastierista che lo potesse seguire nella sua idea; trovato nella figura di Paz ecco nascere il duo, i Words and Actions. Per quanto riguarda il genere, il contesto di riferimento dove inquadrarli è il post-punk nella sua incarnazione più scura, fredda e sperimentale ma tutti e due provengono da svariate esperienze musicali precedenti che spaziano in diversi ambiti dal death metal al punk hardcore, dal math rock all’hip hop sino al gabber. Ma quelli che preferiscono citare nello specifico sono due: The Bigoz Quartet e The Art of Seppuku. Inoltre ci dicono che potrebbero esserci degli sviluppi per quanto riguarda il primo dei due nomi, ma voi fate come se non vi avessimo detto nulla. Noi abbiamo fatto nello specifico due parole con Davide.

Quanto è difficile suonare nella provincia di Alessandria?
Noi qui in realtà abbiamo suonato solo una volta in questi due anni. Bisogna tenere presente che la nostra proposta musicale è piuttosto complessa e la realtà alessandrina non è esattamente il contesto migliore. Inoltre l’assenza di locali per la musica live certamente non migliora la situazione, oltre ad essere vergognoso. Dei tre centri sociali con concerti che abbiamo, uno non riesce a buttare giù una programmazione musicale (il che è assurdo), uno è praticamente diventato proprietà privata di qualche occupante (ancora più assurdo) e uno mette come sottofondo musicale Skrillex (devo aggiungere altro?). Anni fa c’erano 2-3 concerti a settimana, di qua sono passati gruppi come Nofx, Brutal Thruth, Voivod, Motorpsycho, Down by Law, Blonde Redhead e altri. È desolante ma di quel mondo non è rimasto pressoché più niente.


Quindi Alessandria ha avuto una regressione notevole a livello di opportunità per la musica dal vivo in pochi anni. È così anche in altre realtà italiane che avete frequentato?
In linea di massima direi che da noi la situazione è peggiore, ci sono realtà di provincia tranquillamente paragonabili a quella alessandrina che ospitano ottimi locali e realtà musicali interessanti.

Ci potrebbe essere una soluzione per cercare aumentare le opportunità e far sì che Alessandria torni a diventare un punto di passaggio fisso della musica live di qualsiasi genere?
Ci vorrebbe semplicemente qualche posto attrezzato per ospitare live e djset con una certa continuità, magari con un minimo di gusto nell’allestimento degli spazi. E ovviamente qualcuno che riesca a mettere giù una programmazione decente.

Uno sforzo verso la musica dal vivo potrebbe aiutare a rialzare una città davvero in crisi non solo economica?
Bah! Sinceramente dubito, la base di partenza è talmente disastrata che non penso si possa trasformare Alessandria in una Glasgow o una Austin . Qui le tipe si mettono le Hogan e si vestono come mia nonna, guardandomi in giro mi sembra che il modello di riferimento di tantissimi giovani alessandrini siano quei mostri che compaiono in televisione alla domenica pomeriggio, è difficile spazzare via anni e anni di mediocrità. Comunque in linea di massima avere un minimo di night life farebbe sicuramente girare qualche soldo in più. E magari ci sarebbero meno depressi. Forse.

Come riuscite a trovare le date? Le cercate in maniera autonoma o avete un booking che lo fa per voi?
In maniera autonoma, di solito ci contattano persone interessate; anche perché se scrivi tu per primo solitamente non serve a molto.

Quanto riuscite a tirar su dalle serate?
Se il locale è distante il rimborso spese, se è vicino qualcosa in più.

Quanto tempo dedicate alla musica?
Di solito proviamo una volta a settimana. Se invece intendevi alla musica in generale, direi che le nostre vite sono costantemente accompagnate da ascolti, concerti e discussioni sull’argomento. A volte anche troppo forse. Ma tant’è. Poi non mi sembra che ci sia molto di meglio.

Altre vostre esperienze fuori provincia, in giro per l’Italia o all’estero?
All’estero non abbiamo ancora suonato, c’è qualcosa in ballo, vedremo. In Italia qualcosa (non troppo sia chiaro) abbiamo fatto: Torino, Milano, Napoli, Trieste e Genova. Personalmente mi piacerebbe riuscire a suonare presto a Roma e Bologna, vedremo.

Qualche aneddoto curioso dai vostri concerti?
Tra quelli che posso citare qui ricordo volentieri la volta che abbiamo suonato in una casa isolata in una vallata dell’entroterra ligure, con tanto di mega falò durante l’esibizione. Probabilmente è stata la migliore location che ci sia capitata.

Infine per chiudere, qualche novità futura su di voi?

Tra qualche mese uscirà per la Final Muzik un cd raccolta dei nostri pezzi, saranno presenti tutti i brani fin qui pubblicati nelle nostre tre precedenti autoproduzioni. Dovremmo fare anche qualche data in giro, ma per essere aggiornati controllate la nostra pagina dei Words and Actions .
Ciao e grazie per lo spazio concesso!  

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