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Per Amiu due ipotesi di futuro appese ad una consulenza “a costo zero”
Due le soluzioni in esame per il futuro di Amiu: nuova società o concordato in continuità. Intanto, per i lavoratori Aristor è stata avviata la mobilità e rischiano anche i circa 80 dipendenti Compass che prestano servizio in stazione
Due le soluzioni in esame per il futuro di Amiu: nuova società o concordato in continuità. Intanto, per i lavoratori Aristor è stata avviata la mobilità e rischiano anche i circa 80 dipendenti Compass che prestano servizio in stazione
ALESSANDRIA – Sembra ormai un bollettino di guerra quotidiano quello consegnato dalla cronaca di una ordinaria giornata di una città in crisi. Ieri i lavoratori Amiu hanno avuto un nuovo confronto diretto con il sindaco Rita Rossa sul futuro dell’azienda e sulle sorti dei dipendenti. Si respirava un’aria tesa nel salone riunioni della sede Amiu e qualche parola dai toni accesi è anche volata. Ma alla fine regnava soprattutto rassegnazione: il Comune non ha soldi in cassa e gli stipendi con le tredicesime arriveranno a fine mese, se va bene, o al più tardi entro la prima settimana di gennaio. Le risorse di palazzo Rosso fanno i conti sull’Imu che i cittadini hanno appena pagato. Potrebbero essere circa 15 milioni di euro anche se i tecnici temono che la cifra definitiva possa essere un po’ inferiore per via delle difficoltà nell’affrontare i pagamenti di molti alessandrini.
Si cerca di guardare oltre all’emergenza, ma il panorama non è migliore. Il sindaco Rossa ha illustrato ai lavoratori le soluzioni al vaglio: intanto, il 10 gennaio il Comune dovrà esprimersi sulla richiesta di messa in liquidità di Amiu già avviata dal consiglio di amministrazione della partecipata. Poi, le strade saranno sostanzialmente due: la costituzione di una nuova società con il rischio che però questa si porti dietro il vincolo con la banca Barclays e che non ci posa essere un passaggio diretto dei dipendenti (rischio che dovrà essere valutato); oppure l’avvio di un Concordato in continuità. Amiu porterebbe, cioè, avanti la funzione principale fornendo maggiori garanzie sull’assorbimento degli attuali lavoratori. Ma in questo caso il rischio sarebbe di un “blocco tecnico” di circa due mesi.
Il Comune avrebbe richiesto nel frattempo consulenza “a costo zero”, assicurano da palazzo, ad un esperto del calibro di Bruti Liberati che starebbe studiando come uscire indenne dalle forche caudine dell’incaglio con Barclyas.
Resta aperto anche il fronte Aristor: “la società, in via di liquidazione, ci ha comunicato ufficialmente l’avvio della mobilità per i 120 dipendenti. C’è l’impegno ad andare avanti con l’attività, ma ci sono problemi di copertura dei costi, ora anche sulla parte corrente”, spiega il sindacalista Cgil Mario Galati.
Di fronte rischia di aprirsene uno nuovo: quello di Compass che ad Alessandria non riguarda solo Aristor, di cui la multinazionale è socio di maggioranza, ma anche i lavoratori che prestano servizio presso la stazione ferroviaria. “Si tratta di circa un’ottantina di dipendenti”, dice Angelo Barrocu di Cisl. L’azienda avrebbe interrotto a livello nazionale le trattative minacciando una mobilità “di massa” per circa 700 dipendenti in tutta Italia.
Una notizia positivi arriva invece da Atm. Nelle casse della municipalizzata del trasporto sarebbero state trasferite le somme attese e l’azienda ha emesso i mandati di pagamento per le tredicesime.