Rossa: “Per tutti questo è un bilancio storico. Il punto da cui ripartire”
Home

Rossa: “Per tutti questo è un bilancio storico. Il punto da cui ripartire”

Queste sono state le parole del sindaco, Rita Rossa, nel discorso di presentazione dell'ipotesi di Bilancio stabilmente riequilibrato nel corso della prima seduta di Consiglio comunale (che proseguirà oggi). Il Bilancio ha ottenuto l'ok dei Revisori, mentre oggi toccherà all'aula consiliare esprimersi

Queste sono state le parole del sindaco, Rita Rossa, nel discorso di presentazione dell'ipotesi di Bilancio stabilmente riequilibrato nel corso della prima seduta di Consiglio comunale (che proseguirà oggi). Il Bilancio ha ottenuto l'ok dei Revisori, mentre oggi toccherà all'aula consiliare esprimersi

 ALESSANDRIA – “Per tutti questo è un bilancio storico, perché rappresenta il passaggio che determinerà il terreno per ripartire e ricostruire Alessandria, oppure l’ultima spiaggia, l’ultimo appello prima del commissario”. Con queste parole ha esordito il sindaco Rita Rossa nella prima seduta di Consiglio comunale dedicata alla presentazione e votazione del Bilancio stabilmente riequilibrato.
Un documento che, come è stato più volte ribadito, non è stato una scelta dell’amministrazione, ma un dovere, come la normativa impone dopo la dichiarazione di dissesto, che rappresenta appunto l’elemento da cui si è partiti. Un lavoro attento, di ricognizione della reale situazione dell’Ente comunale e delle sue partecipate. Scelte ben definite all’interno di questa ipotesi di bilancio riequilibrato che il primo cittadino ha tenuto a sottolineare ancora: “forse in alcune parti, su suggerimento della commissione ministeriale, potrà essere modificato. Ma non certo su quelle parti che questa amministrazione ha ritenuto fondamentali e che ha voluto salvaguardare: i diritti”.
Ad ascoltare le parole di Rita Rossa dalla balconata anche alcuni lavoratori dell’Aspal, dipendenti di una partecipata, ma anche prima di tutto cittadini di Alessandria. E sono il lavoro, l’occupazione, il personale e il welfare e le politiche socio-assistenziali che si sono volute “salvare” dai tagli. Perché come ha ricordato sia sotto il profilo tecnico l’assessore Pietro Bianchi, sia il collegio dei Revisori nel loro parere favorevole, questo bilancio si gioca sull’equilibrio contabile tra entrate ed uscite. Queste sono le due partite in gioco: le entrate e i tagli sulle spese, sugli eccessi.

“Sarà un bilancio storico per Alessandria – ribadisce il sindaco – perché se saremo riusciti a raggiungere gli obiettivi elencati nei tre anni, questi saranno tutti elementi a favore del futuro della città, delle generazioni future e della rinascita di una società”. Il pareggio di bilancio indica infatti la strada per il risanamento: “non si tratta solo di logiche ragionieristiche, perché è la politica e le scelte che essa fa che danno un senso ai numeri presenti in questo documento”, ha aggiunto il primo cittadino. “Purtroppo sino ad oggi si sono attuate politiche anticicliche solo sulla spesa corrente, creando debiti su debiti. Quindi per quanto ancora oggi la spesa è da contenere, è necessario liberare risorse per cambiare le modalità attuate fino a ieri. L’obiettivo deve essere l’investimento sullo sviluppo, nonostante l’obbligato contenimento della spesa corrente”.
Questo bilancio a detta del primo cittadino potrebbe rappresentare anche il punto di ripartenza per un dialogo tra forze politiche: “da questo bilancio in avanti siamo disponibili ad un superamento di questa fase di contrasti, per lavorare insieme per il futuro della città, perché il dissesto non è né di destra, né di sinistra. Ma è necessario che da parte di tutti si ammetta che era inevitabile! Che si riparta con lealtà da parte di quelle persone che in questi mesi hanno fatto circolare tante menzogne su ciò che si poteva fare per evitare il dissesto. Persino il Prefetto in persona e il ministro Balduzzi la scorsa settimana in occasione di un convegno l’hanno constatato: il dissesto non si poteva evitare e la notifica del Prefetto non era impugnabile”.  “Siamo aperti alle proposte, purché siano possibili, fattibili e che in relazione a questi numeri che abbiamo oggi possano rappresentare strade alternative per arrivare al risanamento”. Ovvero prendere atto del dissesto è necessario per ripristinare un confronto, un dialogo. “La libertà si conquista con la resistenza e noi dobbiamo resistere al dissesto!”.

Il metodo che sottende questo bilancio è quello dello “zero budget”: per Roma quelli che non rientrano per legge nei servizi essenziali, sarebbero dovuti essere i primi a venire tagliati, “ma noi non abbiamo voluto prendere in esame questa ipotesi”. Da qui l’appello alla città: “So quanti sacrifici e so anche – conclude il sindaco – che non più tutti guardano questa amministrazione con la fiducia dei primi tempi, ma noi stiamo davvero facendo il possibile per salvaguardare i diritti, di tutti!”. “Cercherò di essere coerente per uscire dalla crisi e alla città e ai cittadini prometto lealtà e impegno affinché questo dissesto non lasci indietro nessuno e con l’obiettivo di una rinascita per la nostra città”.
“Bisogna tornare a dare credibilità sia al Comune che alle sue partecipate – aggiunge l’assessore al Bilanciomuovendosi sul terreno dello ‘spreco zero’. E ci rendiamo conto che i sacrifici per non sprecare sono chiesti in primis ai dipendenti dell’ente e ai cittadini”. Anche il parere favorevole dei Revisori è arrivato con una serie di suggerimenti e consigli da seguire se si vuole rispettare il piano creato nel bilancio: “realizzare il riequilibrio mediante entrate proprie e riduzioni della spesa corrente”, ribadisce il presidente del Collegio, Antonella Perrone. “Bisognerà monitorare costantemente che queste previsioni di entrata e di uscita si realizzino, con un occhio attento anche sulle partecipate”. Che rappresentano un elemento cardine su tutta la linea: “si è scelto di insinuare il 65% della quota parte (20 milioni) della massa passiva, proprio per ‘salvare’ le aziende partecipate”, spiega Bianchi. Si tratta di una manovra economica concordata e approvata dal Ministero, “altrimenti ci saremmo trovati con 20 milioni di debiti addosso alle partecipate, a cui non sarebbe più arrivato un euro dal Comune, portando alla distruzione di queste aziende”.

Nella seduta del Consiglio di ieri, proprio nell’ottica del risanamento e del riequilibrio del piano pluriennale, sono stati messi in votazione altri due documenti allegati al bilancio stabilmente riequilibrato: le alienazioni delle partecipate (piano 2012-2014) e quelle dei terreni e degli immobili comunali per il 2012.
Sulla possibilità di vendita di quote intere o di parte delle società partecipate nell’arco del triennio 2012-2014 la maggioranza unita ha votato a favore, ottenendo l’appoggio anche del gruppo dell’Udc (con il voto del presidente Barosini). Contrari Pdl, Lega Nord e Movimento 5 stelle. Un astenuto, il presidente del Gruppo Misto, Raica. Roberto Sarti della Lega e Angelo Malerba per i grillini hanno utilizzato nella spiegazione del voto contrario la parola “svendita”: “forse prima di scegliere la strada delle alienazioni, per alcune partecipate almeno, sarebbe stato meglio conoscere e analizzare i piani industriali”, sostiene Sarti. La linea della “svendita” è sostenuta anche dal consigliere Locci, ma su un cavallo di battaglia del Pdl: la messa in vendita della palazzina Mensa Guala. Il secondo documento che è stato approvato dalla maggioranza, più il Gruppo Misto, più l’Udc è quello sulle alienazioni immobiliari di proprietà del comune. Anche in questo caso il Pdl, la Lega Nord e il Movemento 5 stelle votano contro al provvedimento.
La discussione (in piccola parte solo anticipata con la voce del presidente Idv, Giancarlo Cattaneo possibile assente oggi) proseguirà nella seduta di oggi per arrivare alla votazione finale, permettendo così l’invio del documento a Roma, alla commissione ministeriale.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione