Comunali senza stipendio, partecipate senza futuro? L’agonia di Aspal
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Comunali senza stipendio, partecipate senza futuro? L’agonia di Aspal

I dipendenti Aspal in Comune per chiedere che ne sarà del loro futuro. Il consiglio di amministrazione per votare la messa in liquidazione della società rinviato al 15 gennaio; il 27 dicembre il tavolo tecnico. E sul fronte partecipate Bianchi ammette: "Come giunta non possiamo dare la garanzia, ma auspichiamo che, compatibilmente con i piani aziendali delle singole aziende, si riesca a risanarle e mantenere i livelli occupazionali" [AGGIORNAMENTI ALL'INTERNO]

I dipendenti Aspal in Comune per chiedere che ne sarà del loro futuro. Il consiglio di amministrazione per votare la messa in liquidazione della società rinviato al 15 gennaio; il 27 dicembre il tavolo tecnico. E sul fronte partecipate Bianchi ammette: "Come giunta non possiamo dare la garanzia, ma auspichiamo che, compatibilmente con i piani aziendali delle singole aziende, si riesca a risanarle e mantenere i livelli occupazionali" [AGGIORNAMENTI ALL'INTERNO]

12:00 Bianchi: “la messa in liquidazione non cambia la situazione dei dipendenti” 
“La messa in liquidazione delle società non cambia la situazione immediata dei dipendenti di queste aziende, che potrà essere modificata solo se si riuscirà (e qui l’impegno è affidato soprattutto agli organi gestori delle aziende), ad intraprendere un circolo virtuoso di ottimizzazione e di razionalizzazione dei costi, di risparmio e di raggiungimento della maggiore efficienza operativa possibile. Il tutto nel rispetto del servizio che devono prestare e nella massima tutela possibile dei lavoratori”. E’ quanto ha affermato l’assessore alla Sostenibilità Economica Piero Bianchi dopo il rinvio del consiglio di amministrazione di Aspal. Aggiunge Bianchi: “Ricordo a tutti che la politica di tenere nascoste eventuali problematiche nei bilanci delle società oltre a non essere contemplata dalla legge, non fa altro che aggravare la situazione problematica e ciò a discapito dei lavoratori e dei fornitori delle aziende. Le situazioni patrimoniali e contabili delle società devono rappresentare in modo veritiero e corretto la realtà. Buttare la palla avanti non fa altro che aggravare i dissesti e rendere inefficaci i tentativi di porre rimedio a situazioni già gravi”.


10:45
 Tavolo tecnico convocato il 27 dicembre
I sindacati sostengono che l’amministrazione abbia “cambiato le carte in tavola” relativamente alla vicenda Aspal e chiedono al sindaco garanzie per il loro futuro. Rita Rossa risponde che “l’impegno è quello di lavorare proprio per assicurare a tutti i dipendenti delle partecipate una possibilità” ma che in un bilancio da 90 milioni di euro per effetto del dissesto e del patto di stabilità 79 sono “vincolati”. I margini di manovra sono quindi di 11 milioni per un “paniere” in cui rientrano tutte le partecipate. E’ già stata fissata la data per il tavolo tecnico in cui si entrerà nel dettaglio del futuro dei dipendenti Aspal, il 27 dicembre


9:25
 Dipendenti Aspal in Comune
I dipendenti Apsal hanno portato la loro protesta direttamente a Palazzo Rosso. I lavoratori chiedono al sindaco Rita Rossa quale futuro li aspetta, vista la riunione del cda della società programmata per deliberare la messa in liquidazione della partecipata. Previsto in un primo momento per questa mattina, il consiglio di amministrazione è stato rinviato al 15 gennaio per intoppi tecnici posti dal collegio sindacale

ALESSANDRIA – Non è più solo la questione dello stipendio, che tarda ad arrivare. Sono le prospettive future che preoccupano. Comunali, Aspal, Atm, Amiu: il cerchio è sempre più stretto e la rabbia e la paura sono sempre più forti.
Ieri, tramite una lettera, il sindaco Rita Rossa ha comunicato a tutti i dipendenti pubblici comunali che lo stipendio non arriverà al 27: “entro la fine del mese”, se va bene, o al più tardi “entro la prima settimana di gennaio”.
“Siamo a conoscenza della situazione della cassa comunale: non ne siamo sicuramente contenti, ma ….”, dice Fabrizio Ferrari, rsu Cgil. Come dire: non possiamo fare altro che prendere atto del ritardo. Il punto del contendere della riunione che si è tenuta ieri mattina è un’altra: “sono una serie di misure, dai buoni pasto, agli incentivi, dagli straordinari, al rientro dei part time”, tenta di spiegare Ferrari.
Il bilancio riequilibrato taglia tutti i costi possibili sul fronte stipendi. “Ma di esuberi non ne vogliamo sentire parlare. E’ come una bestemmia”, dice il sindacalista. “Lo dicono i numeri, non noi. Potremmo essere in 900. siamo in 690. La spesa per il personale non supera il 49% della spesa corrente ma a pagare sono sempre i dipendenti. Ci sono altre spese che potrebbero essere tagliate”. Qualche esempio? “Le spese di affitto di immobili, come il servizi tributi presso Aspal e l’Informagiovani a palazzo Guasco che ci costano 200 mila euro. Perchè non si usano invece gli immobili comunali vuoti?”.
Se ne riparlerà a breve: i sindacati hanno chiesto un tavolo tecnico di confronto su questi temi con l’amministrazione.

Aspal in liquidazione, dipendenti in assemblea

I sindacati sono ai ferri corti anche su Aspal. Ieri sera, lunedì, c’è stato un “pre incontro” in vista del 

consiglio di amministrazione che si riunirà questa mattina per deliberare sulla messa in liquidazione della partecipata. “Durante l’incontro sono stati evidenziati dati economici molto preoccupanti rispetto al mantenimento dell’occupazione e dei servizi alla cittadinanza”, dicono in un comunicato congiunto Cgil Cisl Uil. Secondo i sindacati, “i dati oggi forniti dall’amministrazione di Aspal e Costruire Insieme” non consentono nei tempi prospettati la costituzione dei tavoli tecnici per discutere “il ricollocamento di tutto il personale”. I confederali chiedono quindi un “incontro urgente” per un “confronto sui dati”. Vista la situazione – annunciano – “tutto il personale Aspal si riunirà in assemblea a partire da questa mattina in concomitanza con l’assemblea straordinaria per la messa in liquidazione di Aspal”.

E le partecipate? Di male in peggio

Di tagli e livelli occupazionali se ne è parlato anche il commissione Bilancio, in previsione del consiglio comunale di mercoledì e giovedì. Tagli per quasi sei milioni di euro sul fronte delle società partecipate, con riduzione dei contratti di servizio e dei servizi definiti dallo stesso assessore al Bilancio, Pietro Bianchi, “extra”, ovvero che non rientrano nella mission dell’azienda. Per cui stop a quei servizi che vanno al di là della filiera dei rifiuti per l’Amiu e tagli ai trasferimenti che non riguardino limitatamente il trasporto pubblico per Atm.
Questi sono solo alcuni esempi, perché alla base della voce “lavoro” – come confermato da Bianchi in commissione – c’è ancora la volontà dell’amministrazione comunale di cercare di fare il possibile per garantire il posto di lavoro dei cittadini in queste aziende. Ma a furia di limare sui costi c’è il rischio di arrivare all’osso e non fornire garanzie che, anche a livello occupazionale, non si arrivi a dei tagli. Senza girarci troppo intorno a darne conferma è l’assessore al Bilancio, nel rispondere al presidente Giancarlo Cattaneo che ha evidenziato la “contraddittorietà” del dire “tagliamo contratti di servizio ma manterremo il livello occupazionale“. Come è possibile affermarlo, si chiede Cattaneo. “Sulla linea di principio sono d’accordo, è contraddittorio – ha replicato Bianchi – Ma io infatti ho aggiunto la parola ‘possibile'”. Ovvero l’intento della giunta è quello di andare a salvare il massimo del livello occupazionale possibile: “Come giunta non possiamo dare la garanzia, ma auspichiamo che, compatibilmente con i piani aziendali delle singole aziende, si riesca a risanarle, con dei minimi utili accettabili. Tanto da garantire l’occupazione all’interno dell’azienda”. Anche perché la cosa invece certa è che queste partecipate dal Comune non riceveranno nel 2013 un euro in più rispetto a quelli stabiliti e dovuti.
Tra gli esempi di casi a rischio c’è quello dei 25 lavoratori delle cooperative (Company, Marcondiro, ecc….) che si occupano del servizio “porta a porta” per Amiu. “Se questo servizio viene internalizzato nell’azienda Amiu, queste 25 persone restano a casa” ha spiegato il presidente della Federazione della Sinistra Ciro Fiorentino.
Altro caso sulla bocca di molti è quello di Atm: “assunzioni, della precedente amministrazione, di 30 persone in Atm che in 5 anni hanno portato agli squilibri (di bilancio) questa azienda, e non hanno aggiunto nulla alla città, perché non è stato aggiunto nessun servizio con le loro assunzioni”, ricorda Cattaneo. “Senza contare che nonostante le assunzioni in più, poi oggi mancano autisti” prosegue nel ragionamento l’assessore Bianchi. Che infatti spiega: “Bisogna ripensare, e in fretta, ai modelli aziendali!”. Forse questa è la strada per ripartire. Soprattutto per chi rischia in queste società, invece, di cadere.

 
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