Ritorno a Montebuio, fra paura e misteri
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E.G. - ettore.grassano@alessandrianews.it  
16 Dicembre 2012
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Ritorno a Montebuio, fra paura e misteri

E’ in libreria il nuovo romanzo di Danilo Arona, scritto a quattro mani con la giovane alessandrina Micol Des Gouges. A Montebuio è arrivato l’autunno, portando con sé nuove inquietudini, mentre il mondo sembra essere ad un passo dalla guerra..

E? in libreria il nuovo romanzo di Danilo Arona, scritto a quattro mani con la giovane alessandrina Micol Des Gouges. A Montebuio è arrivato l?autunno, portando con sé nuove inquietudini, mentre il mondo sembra essere ad un passo dalla guerra..

LIBRI – Dopo aver letto l’Autunno di Montebuio (e in precedenza L’Estate di Montebuio, di cui questo secondo romanzo non è prequel né sequel, come va di moda dire, ma semplicemente una sorta di spin off) è difficile farsi passare la voglia di farci un salto davvero, in quello strano paese dell’appenino ligure-quasi alessandrino che esiste davvero, e che nella realtà si chiama Montemaggio di Savignone, novecento metri sopra Busalla. Perché pare che la colonia “che trasuda sale nero” ci sia eccome, ad esempio, così come la figura di Lisetta, la piccola protagonista della storia che promette ad un certo punto della narrazione “io da grande non lascerò mai Montebuio”.

Il nuovo romanzo di Danilo Arona, scritto a quattro mani con la giovanissima Micol Des Gouges, si fa leggere d’un fiato, e senza rinnegare gli elementi dell’Arona più classico che tanti hanno imparato ad apprezzare nel suo ormai lungo percorso di narratore, sembra aprirsi ad un pubblico assai più ampio, rispetto ai cultori dei lati più oscuri della mente e della natura, che pure non resteranno delusi. “L’autunno di Montebuio” è infatti, più della precedente “Estate”, un libro per tutti, che in particolare può appassionare gli adolescenti, e chi ama le storie di “iniziazione” e avventura. A Montebuio ci sono 32 abitanti, che si conoscono da sempre, e che diventano qualche centinaio d’estate, all’arrivo dei villeggianti liguri e alessandrini. Tra cui il dodicenne Manuel Perdinka, nipote di don Guido, che a 12 anni già “pigia i tasti” della macchina da scrivere dello zio, scrittore in erba che parla con una strana “erre” arrotata, ed è silenziosamente innamorato della bellissima Miriam.

Ma l’estate è finita, i villeggianti se ne sono tornati a Genova, o ad Alessandria, mentre i tre piccoli protagonisti (Lisetta, che è “il capo” del gruppo e avverte questa responsabilità, l’irritabile Ettore e il pauroso Santino) rimangono soli ad affrontare una serie di eventi inquietanti. Da un lato la paura degli adulti, alimentata dai primi telegiornali in bianco e nero, che narrano di America, Cuba e Russia, e di missili che potrebbero scatenare a breve una guerra planetaria. Dall’altro eventi “naturali” e terrificanti, che hanno come scenario proprio Montebuio e i suoi boschi, la colonia e il misterioso “mondo di fianco”. Intanto a Milano, sabato 27 ottobre 1962, in piena “crisi dei missili”, viene ucciso dalla polizia, durante una manifestazione, lo studente Giovanni Ardizzone. E lo stesso giorno, nelle campagne pavesi, si schianta al suolo l’aereo che trasporta Enrico Mattei, presidente dell’Eni, l’uomo in quel momento forse più potente, e temuto, d’Italia. Che si tratti di attentato e non di incidente verrà appurato con certezza solo molti anni dopo, ma già in quei giorni a Montebuio…Insomma, una storia tutta da “scoprire”, pagina dopo pagina. In cui si avvertono gli echi dei migliori romanzi di Stephen King, ma anche il fascino di quel capolavoro (letterario, e poi cinematografico) che fu e rimane Picnic a Hanging Rock.

Buona lettura a tutti!

 

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