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Tino Rossi: “Lega addio. Ma rimango in Europa”
Dimissioni col botto per leuro deputato, fondatore del Carroccio in provincia di Alessandria. Voci lo danno diretto verso i Moderati di Mimmo Portas, ma lui non conferma e dice: non mi candido alle politiche
Dimissioni col botto per leuro deputato, fondatore del Carroccio in provincia di Alessandria. Voci lo danno diretto verso i Moderati di Mimmo Portas, ma lui non conferma e dice: non mi candido alle politiche
POLITICA – Tino Rossi lascia la Lega Nord, e secondo molti si appresta ad approdare alla corte di Mimmo Portas, leader dei Moderati. Ma se è lo stesso europarlamentare a confermare la sua uscita dal Carroccio, la sua adesione al movimento che sostiene la candidatura di Bersani a premier è ancora tutta da verificare. “Riguardo alle dichiarazioni uscite sui giornali che mi danno “certo” in un’altra forza politica – afferma Tino Rossi – ci tengo a precisare che l’unico dato certo in questo momento è che ho dovuto lasciare la Lega Nord per divergenze politiche… ma senza rancore nei confronti di nessuno. C’erano incompatibilità che non erano sanabili. Ogni decisione riguardo il mio futuro politico, la prenderò solamente sulla base delle condivisioni politiche e sulla possibilità di poter continuare le mie battaglie in favore della gente, senza nessuna condizione e limite. Questo è quello che mi è richiesto dai cittadini, pensando soprattutto a questo momento di grave crisi. Non chiedo poltrone o vantaggi, sono abituato a guadagnarmi sul campo le “promozioni” e non le cerco ansiosamente… Infatti posso affermare da subito che nonostante le imminenti elezioni politiche non sarò candidato da nessuna parte. E’ mia intenzione continuare a rimanere nel Gruppo Europa per la Libertà e la Democrazia (ELD)”. Bocche cucite, al momento, in casa Lega, dove si limitano a confermare “Rossi ha restituito la tessera, e abbiamo ricevuto la raccomandata con le sue dimissioni”. Trattandosi, però, di colui che ha fondato e fatto crescere nei decenni la Lega Nord sul territorio alessandrino, è ovvio che si tratta di dimissioni destinate ad avere ampia risonanza.C’è chi sostiene che l’affinità con Maroni sia stata sempre stata modesta, chi tira in ballo anche questioni più personali, e legate ai rapporti col territorio. Ci sarà senz’altro modo di riparlarne nei prossimi giorni. Per ora nessuna conferma arriva neppure sul fronte dei Moderati, dove si preferisce attendere gli sviluppi della vicenda.