Emergenza Nord Africa: il disperato appello dei rifugiati
Mercoledì 12 dicembre una trentina di stranieri si è presentata spontaneamente sotto la prefettura per chiedere che ne sarà di loro, prima accolti in Italia da un piano finanziato dal Ministero e ora a un passo dalla disperazione: fra due settimane potrebbero essere in centinaia in provincia a trovarsi senza più un tetto
Mercoledì 12 dicembre una trentina di stranieri si è presentata spontaneamente sotto la prefettura per chiedere che ne sarà di loro, prima accolti in Italia da un piano finanziato dal Ministero e ora a un passo dalla disperazione: fra due settimane potrebbero essere in centinaia in provincia a trovarsi senza più un tetto
ALESSANDRIA – Hanno vissuto l’esperienza drammatica di dover fuggire dai propri paesi d’origine per cercare rifugio in Italia, dopo un viaggio pericoloso e massacrante. Hanno trovato accoglienza presso diverse comunità, grazie a un piano ministeriale, ma ora rischiano di trovarsi, fra due settimane, senza più un tetto sotto il quale vivere, in pieno inverno, e senza neppure la possibilità di andare a cercare fortuna all’estero: è questa in sintesi la disperata situazione che ha spinto ieri pomeriggio, mercoledì 12 dicembre, alcune decine di ragazze e ragazzi stranieri a presentarsi spontaneamente sotto la prefettura di Alessandria, per chiedere alle Istituzioni, con dignità, pacatezza ma anche con la fermezza di chi non ha nulla da perdere, che ne sarà di loro. Ad accoglierli alcuni responsabili della Prefettura, che con pazienza hanno provato a spiegare loro qual è al momento la situazione e il lavoro costante che viene svolto per trovare al più presto una soluzione.
A partire da gennaio però il Ministero ha annunciato che non sarà più in grado di garantire alle comunità che li hanno accolti il versamento delle quote per il loro mantenimento. La prospettiva, per molti di loro, più di 180 in provincia, è quella di essere messi semplicemente alla porta. Una situazione drammatica, se si tiene conto delle temperature rigide e del fatto che finora per tutti loro è stato impossibile lavorare. A quanti ancora non l’avessero ricevuto, il Ministero ha promesso un permesso di soggiorno straordinario di un anno, ma questo gesto, pur importante, non sembra poter risolvere i loro problemi, e, anzi, in qualche caso rischia di diventare perfino un vincolo: con quel foglio non sarà infatti possibile recarsi all’estero, per cercare maggior fortuna, ma saranno costretti a restare in Italia, dove però, pare, per loro ci sarà sempre meno posto. La burocrazia è al lavoro per trovare soluzioni, ma intanto questi uomini e donne si sentono sempre più soli. Alcuni di loro, ospitati presso l’Ostello di Alessandria, lamentano che “il riscaldamento viene fornito solo per per un’ora al giorno, già in questo periodo. Le condizioni di vita sono insostenibili, abbiamo davvero troppo freddo”. Fabio Scaltritti, della Comunità San Benedetto al Porto, ha provato a rassicurarli e promette di rivolgersi alla Caritas diocesana per trovare almeno vestiti più pesanti da indossare, ma la situazione generale resta molto difficile. Già nei prossimi giorni si spera possano arrivare sviluppi positivi su questa vicenda, ennesimo caso di un paese, quello italiano, che è sempre più pieno di contraddizioni e sempre meno in grado di fornire risposte a chi più si trova in difficoltà.