Danno erariale, la Corte dei Conti non decide
Home

Danno erariale, la Corte dei Conti non decide

Dopo otto ore di udienza e la presentazione delle memorie difensive dell'ex sindaco Piercarlo Fabbio, dell'assessore Vandone, del ragioniere Capo Ravazzano e degli assessori e i consiglieri di maggioranza, la Corte prende tempo prima della pronuncia. La difesa gioca la carta dell'assenza di dolo

Dopo otto ore di udienza e la presentazione delle memorie difensive dell'ex sindaco Piercarlo Fabbio, dell'assessore Vandone, del ragioniere Capo Ravazzano e degli assessori e i consiglieri di maggioranza, la Corte prende tempo prima della pronuncia. La difesa gioca la carta dell'assenza di dolo

TORINO – Otto ore di udienza, prevalentemente tecnica, davanti alla Corte dei Conti di Torino dove la passata amministrazione è chiamata a rispondere di danno erariale per lo sforamento del patto di stabilità con il bilancio 2010.
In aula non erano presenti sindaco, assessore e consiglieri comunali dell’ex maggioranza, ma solo i rispettivi legali.
“Sono processi documentali in cui non è necessaria la presenza. La materia è tecnica e il confronto si è basato su perizie presentate e depositate”, commenta l’ex sindaco Piercarlo Fabbio, a cui è imputato, insieme all’allora assessore al Bilancio, Luciano Vandone e all’allora ragioniere capo, Carlo Alberto Ravazzano, il 60% del presunto danno.
La Corte dei Conti, al termine dell’udienza, si è riservata di decidere, probabilmente non prima della fine dell’anno, anche perchè si tratta del primo procedimento di questo genere a carico di pubblici amministratori. I difensori, l’avvocato Cavallone per Fabbio e l’avvocato Bullo per i consiglieri di maggioranza (chiamati a rispondere per il 10%) mettono in discussione il danno e sottolineano l’assenza di dolo.
“Intanto – dice Fabbio – dall’iniziale 39 milioni di euro contestati sono stati ridimensionati a 9 milioni. Non che sia poco, per carità. Ma quel che sosteniamo è che quanto imputato per lo sforamento del patto nel 2010 avevamo iniziato a pagarlo. Peraltro, c’è la convinzione che le sanzioni di parte non siano contestabili ai singoli amministratori ma agli organi, ossia, in questo caso, all’ente”.
Fabbio anticipa già che “in ogni caso, sia che la Corte accolga o meno le nostre osservazioni, siamo solo al primo grado ed è prevedibile che si andrà in appello”.
I consiglieri comunali di maggioranza hanno optato per una memoria difensiva unica, sotto la guida dell’avvocato milanese Bullo. La loro linea difensiva sembra diretta a puntare il dito contro “chi i documenti contabili li ha fatti”, visto che l’accusa nei loro confronti è di “negligenza”, per non aver dato retta – se così si può dire – al parere “dubbio” espresso dal Collegio dei Revisori dei Conti. Un parere contrario, e due favorevoli ma con riserva, non sono però bastati ai consiglieri seduti nelle file della maggioranza ad esitare. La difesa avrebbe puntato anche sul “mancato” tempo a disposizione per visionare nel dettaglio i documenti di bilancio, oltre alle “sicurezze” che venivano dall’allora assessore al Bilancio, Luciano Vandone che ne affermava la correttezza. Insomma “ci siamo fidati”, sembrano dire a gran voce i consiglieri.
Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione