Capra: “Nuove finanze e meno costi o a febbraio società in liquidazione”
Dopo l'assemblea dei soci di mercoledi sera, Gianluigi Capra ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa, in quale situazione si trova l'Alessandria e cosa ci si può aspettare per il futuro
Dopo l'assemblea dei soci di mercoledi sera, Gianluigi Capra ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa, in quale situazione si trova l'Alessandria e cosa ci si può aspettare per il futuro
ALESSANDRIA – Gli stipendi di settembre e ottobre verranno pagati entro la scadenza del 15 dicembre. Più che una fonte di speranza, assomiglia all’ultimo colpo d’orgoglio prima della catastrofe. Lo scenario delineato da Gianluigi Capra (unico presente tra gli azionisti dell’Alessandria Calcio) nella conferenza stampa di questa mattina, giovedi, per illustrare le decisioni prese dall’Assemblea dei soci, è dipinto infatti a tine molto fosche.Il neo amministratore delegato ha voluto fare chiarezza sulla situazione che si sta vivendo. “Sono rimasto da solo a far fronte a una situazione critica e delicata. Il gruppo che avrebbe dovuto condurre la società si è via via assottigliato fino a lasciarmi da solo. Il mio senso di responsabilità e il legame verso la città mi hanno nuovamente imposto di intervenire ed espormi in prima persona proprio adesso, per tentare di porre un qualche rimedio alla situazione insostenibile che si è creata dal 23 giugno 2011 in avanti”.
Allo stato di cose attuale si è arrivato per un percorso graduale, che parte dall’estate del dopo Veltroni e va avanti per oltre un anno e mezzo fino ad oggi. “A me e altri imprenditori era stato chiesto a giugno 2011 un aiuto per il salvataggio della società e per l’iscrizione al campionato (aiuto che in due ore è aumentato da 150 mila a 350 mila euro). Io ho accettato con entusiasmo incredibile impegnandomi esclusivamente nel settore giovanile, e dicendo chiaramente che quello sarebbe stato il mio impegno sia in termini di tempo che economicamente. Da lì poi l’obiettivo di tutti era quello di trovare un socio forte, che avrebbe dovuto proseguire un percorso di risanamento. L’Alessandria Comunication and Marketing, avrebbe dovuto essere socio di minoranza con il 30% delle quote, con il ruolo di garante dell’alessandrinità impedendo l’ingresso di personaggi non affidabili. Il socio forte non si è mai trovato, la compagine societaria così come è oggi è nata non per acquisire il controllo della società ma in conseguenza dell’impegno economico di ogni socio imposto dalla necessità di gestione dell’Alessandria, in base alle varie scadenze da rispettare per evitare penalizzazioni; i soci hanno agito spinti dal loro senso di responsabilità”.
Si è giunti così agli ultimi mesi in cui, spiega Capra: “Io sono stato l’unico a sostenere finanziariamente la società. Non è stata modificata la compagine societaria, ma quella del 15 dicembre sarà la terza volta in cui tiro fuori i soldi solo io. Questo dimostra il mio senso di responsabilità. E se si contano complessivamente i finanziamenti che ho fatto, anche insieme agli altri soci, siamo a sei. Senza contare che a maggio tutti noi ci siamo indebitati con le banche facendoci carico dei debiti che aveva la società”.
Se cronologicamente le tappe che hanno portato ad oggi sono chiare, quali sono le motivazioni che stanno dietro a questo susseguirsi di eventi?. “I bilanci hanno mostrato perdite evidenti che ovviamente tutti ci aspettavamo, ma non in questi termini e con queste proporzioni: questa società perde circa 200 mila euro al mese! In questo modo è evidente che non si può proseguire. Dal 23 giugno 2011 a oggi la gestione dell’Alessandria ha prodotto un perdita di circa 4 milioni di euro. Nell’ultimo esercizio il monte stipendi è stato di 3 milioni 300 mila euro, la scorsa stagione quando ci si è salvati all’ultima giornata. A fine 2011, l’anno dei playoff di C1, era di 2 milioni e 75 mila euro, a fine 2010 era di 1 milione 300 mila euro. La cifra più alta appartiene alla prima di due diverse gestioni in cui è passata la società nell’ultimo anno, quella tra il giugno 2011 e l’aprile 2012 in cui il 70% della quote era dell’avvocato Rossini come fiduciario. Il costo della gestione di questa stagione è di 2 milioni e 158, compresi contratti rimasti dallo scorso anno come De Petrillo (il ds Menegatti e mister Cusatis hanno tenuto a precisare che il costo della squadra è di 1 milione e 310 mila euro ndr)”
Ma, viene da chiedersi, se la scorsa stagione era costata così tanto, perché Capra non si era opposto essendo già presente all’interno della società? E perchè l’Alessandria Comunication and Marketing ad aprile a accettati di diventare unico proprietario nonostante condizioni già molto sfavorevoli? Inoltre, come mai in una situazione così grave si sono scelti alcuni uomini di prima fascia come Cusatis, Mora e Ferretti? “Per quanto riguarda la scorsa stagione, c’è un consiglio d’amministrazione che prendeva le decisioni in accordo –risponde Capra- e esprimeva le proprie opinioni su quello che era da fare. Sul fatto di esserci impegnati ad aprile è stato per senso di responsabilità. Infine, Ferretti e Mora hanno un contratto nettamente inferiore agli altri che c’erano già. Così Cusatis e Menegatti. In tutto il monte ingaggi che abbiamo messo su a giugno, 4 leggermente superiori ci sono stati. Con un altro giocatore dalle stesse caratteristiche avremmo risparmiato magari 5 mila euro. Il problema non è quello. è strutturale. A giugno poi abbiamo visto 4 diversi allenatori. L’allenatore di
A fronte di tutto quanto spiegato quale è il futuro che si delinea all’orizzonte? Per nulla sereno. “La situazione è drammatica –commenta Capra- Così non si può proseguire. Non è questo il momento di cercare il responsabile però. Questo è il momento di lavorare ed evitare il disastro societario. Non mi sono mai tirato indietro economicamente. Ora però oltre il cuore devo mettere anche la ragione: siamo arrivati a bivio. La scadenza del 15 dicembre verrà onorata da me. Se non avrò concreti segnali di aiuto entro il 16 febbraio (termine per pagare gli stipendi di novembre e dicembre ndr) proporrò all’assemblea dei soci di mettere in liquidazione la società, così come indicato all’ultimo punto all’ordine del giorno dell’assemblea di ieri. Infatti il collegio sindacale ha imposto al Cda di provvedere al più presto a reperire la copertura finanziaria per la conclusione del campionato”.
È lo stesso Capra a indicare una via d’uscita, doppia e da percorrere contemporaneamente: “Prima strada: trovare nuove finanze, nuovi soci, sponsorizzazioni, aiuti finanziari di ogni genere, maggiori introiti dovuti al minutaggio; seconda strada ridurre: drasticamente i costi alleggerendo il monte ingaggi con cessioni generalizzate di tutti i giocatori con contratti biennali (13 in tutto ndr), tagliare tutti i costi superflui e quant’altro. Se non si verificheranno queste situazioni si può ben immaginare il futuro della società”.