Senza pudore
Home
Angelo Marinoni - Appunti Alessandrini  
10 Dicembre 2012
ore
00:00 Logo Newsguard

Senza pudore

Il Sistema Ferroviario Metropolitano appena inaugurato è sicuramente un grosso passo avanti fatto da una regione molto indietro nel settore trasporti, ma non si deve assolutamente dimenticare che è un passo che ne segue molti altri fatti nella direzione opposta sia dall’Ente Locale che dal vettore Trenitalia. Alessandria poi è terra di confine...

Il Sistema Ferroviario Metropolitano appena inaugurato è sicuramente un grosso passo avanti fatto da una regione molto indietro nel settore trasporti, ma non si deve assolutamente dimenticare che è un passo che ne segue molti altri fatti nella direzione opposta sia dall?Ente Locale che dal vettore Trenitalia. Alessandria poi è terra di confine...

OPINIONI – Gli anni che stiamo vivendo passeranno alla storia come gli anni senza pudore, non per un certo malcostume che popola la televisione e nemmeno per le eclettiche abitudini dell’uomo moderno, ma per la totale assenza di vergogna che provano persone come l’ing. Moretti o l’Assessore Bonino che, con la massima limpidezza, inaugurano un buon servizio ferroviario metropolitano torinese con anni di ritardo ponendosi nel ruolo a loro per nulla congegnale di alfieri del trasporto ferroviario regionale, principalmente in Piemonte

Il duo, infatti, dimentica o ignora di aver calato il pur importante “sistema ferroviario metropolitano” nel niente: sarebbe un’opera davvero completa se la Provincia di Torino fosse un’isola, ma essendo, almeno in teoria, inserita in un contesto più ampio vorrei tanto chiedere alla brillante Assessora:

1) cosa faccia il viaggiatore una volta giunto a Bra, città che è degna di ogni stima (per parafrasare Vecchioni), ma dove ci attende una graziosa città, buoni locali, tanta simpatia ma solo qualche corriera che bene o male ci porterà da qualche altra amena località del circondario, ben lungi dall’essere esercito un collegamento ferroviario per la Langhe e nelle Langhe: già perchè mentre Trenitalia mandava in malora la linea Alessandria (Asti) – Alba -Bra – Cavallermaggiore con l’80% di soppressioni e mentre RFI e la Regione promettevano e negavano di aver promesso il ripristino della galleria Ghersi di Neive, la Regione tollerava e aggravava con una programmazione fallimentare (iniziata ben prima di Cota ne convengo) concludendo con la chiusura all’esercizio di una linea ferroviaria splendida, dal valore storico e turistico immenso che solo in questo disgraziato angolo di mondo non viene riconosciuto ;

2) cosa faccia il viaggiatore una volta giunto a Pinerolo, altra città degna di ogni stima, ma dove la ferrovia, elettrificata, che conduceva a Torre Pellice è stata chiusa per una manciata di euro di risparmio, mentre teorie di corriere sfilano nel traffico della Val Chisone, che meriterebbe ben altro che una strada statale affollata, per lei e per i suoi visitatori;

3) Cosa faccia il viaggiatore una volta giunto a Chivasso, terza città degna di ogni stima, dove un disgraziato servizio ferroviario conduce ancora a Aosta e ancora per un po’ a Pre’ St Didier; il servizio per la Valle d’Aosta, infatti, parte da Chivasso perchè i diretti Torino – Aosta sono stati soppressi visto che da queste parti un cambio trazione è equiparabile al lancio di una sonda spaziale, del resto è la regione dove si inaugura una importante stazione di una metropoli dimenticandosi dei treni a trazione termica e dove vengono incriminati i treni diesel invece dei responsabili di un progetto che non ne tiene conto. A Chivasso poi c’era una bellissima ferrovia che portava ad Asti, ferrovia costruita alla fine dell’Ottocento con manufatti di alto valore architettonico e storico, inserita in un contesto paesaggistico dall’alto valore e lasciata lì a far da coreografia alle tranquille valli e alle stradine che si inerpicano tra le vigne scoprendo chiese romaniche e paesini che difficilmente scopriranno, invece, i turisti in discesa dal SFM.

Il Sistema Ferroviario Metropolitano appena inaugurato è sicuramente un grosso passo avanti fatto da una regione molto indietro nel settore trasporti, è sicuramente un importante momento favorevole per una consistente parte dei pendolari piemontesi, ma non si deve assolutamente dimenticare che è un passo che ne segue molti altri fatti nella direzione opposta sia dall’Ente Locale che dal vettore Trenitalia.

Non possiamo dimenticarci degli interventi dell’ing. Cioffi, dirigente del Trasporto Regionale di Trenitalia, che si complimentava per la chiusura delle dodici linee piemontesi nel giugno 2012, come se la FIOM plaudesse a Marchionne che chiude uno stabilimento, come non possiamo dimenticarci che l’attuale amministrazione regionale ha tagliato un quarto della rete più capillare d’Europa senza alcun pensiero in ordine alla mobilità e al turismo sostenibile, ai costi della deinfrastrutturazione ferroviaria a favore del trasporto su gomma, ai costi indotti dall’aumento di traffico privato e del traffico su strada in termini sanitari, un triste unicum nel panorama amministrativo continentale che poco si sposa con la pompa magna dell’inaugurazione del 9 dicembre.

Un sistema metropolitano, come nel caso di Milano, mette in relazione nodi ferroviari attraversando l’area metropolitana, quindi non solo mettendo in relazione le periferie con la città, che è proprio di un sistema di trasporti urbano, ma mettendo in relazione tutte le linee ferroviarie fra loro aumentando esponenzialmente le possibilità di relazione a bassi costi di gestione ed in tempi ragionevoli, qualche esempio:

a) il viaggiatore che arriva a Pavia (magari essendo partito dalla periferia nordovest di Milano, Bovisa, troverà in coincidenza i regionali per Vercelli, per Alessandria e per Codogno, quindi per Piacenza e potremmo continuare, il viaggiatore che arriva a Bra e non vi è diretto cosa trova? Un autoservizio che in 1.40 arriva ad Alessandria passando per il fondovalle della Langa, o un treno per Alba dove finisce la sua corsa, o dove con un esercizio di pazienza può trovare gli autobus per la Langa.

b) il viaggiatore che arriva a Treviglio (magari essendo partito da Varese) troverà collegamenti cadenzati con Bergamo e Brescia, il viaggiatore che arriva a Chivasso e non vi è diretto cosa trova? Un autoservizio che facendo il fondovalle arriva ad Asti in 1.30 con un orario, per di più, esclusivamente scolastico e qualche relazione locale per la Valle d’Aosta, ben lungi dal proporre un servizio ferroviario in grado di rendere il turismo di massa valdostano ecosostenibile.

Dicono di aver migliorato i tempi delle relazioni Torino – Savona e Torino – Cuneo, ma perchè quei tempi erano aumentati cosi’ tanto negli ultimi venti anni? La Torino – Savona faceva parte della rete fondamentale e vi correvano gli espressi fino a venti anni fa, poi è stata ridotta a linea complementare e gestita in maniera sempre più approssimativa e localistica, il fatto di migliorare qualche tempo di percorrenza non è un grosso passo avanti, ma è solo un timido tentativo di porre qualche rimedio ai disastri degli ultimi vent’anni.

Alessandria poi è terra di confine, un po’ in Piemonte, un po’ in Lombardia e un po’ in Liguria e quindi per fortuna ci sono i treni Torino – Genova, anche se il consistente flusso pendolare con il capoluogo ligure vive da anni questa sensazione di frontalieri che rende patetico un federalismo ridicolo, con i disagi dovuti all’orario e all’applicazione delle tariffe. Per fortuna c’è Trenord e in qualche modo a Milano ci si arriva, a Asti e Torino, con qualche resistenza, ci portano ancora.

Come sono lontani i fasti del Sistema Ferroviario Metropolitano sulle rive del Tanaro! Eppure nell’ottica del sistema metropolitano proprio Alessandria sarebbe il nodo principale del sistema ferroviario regionale: con la sua rete di ferrovie complementari porterebbe un aumento esponenziale delle relazioni, invece un po’ di linee le hanno chiuse dopo averle trascurate per anni (Alessandria – Alba e Alessandria – Ovada), altre vivacchiano sperando di essere ignorate dai ridicoli conteggi sulla frequentazione operati dalla Regione (esempio Alessandria – Casale Monferrato – Chivasso), altre sopravvivono quasi avulse dal contesto dei capilinea (esempio Alessandria – Acqui Terme – Savona).

In un contesto di complessivo sottosviluppo del sistema ferroviario piemontese sentire l’Ing. Moretti parlare di investimenti unici in Italia nel campo del trasporto regionale proprio in Piemonte supera i confini della mia personale tolleranza, anche perchè le cinque linee del Sistema Ferroviario Metropolitano sfruttano un passante di 12, sottolineo DODICI, km di ferrovia urbana, non direi che siamo in presenza di un’opera pubblica monumentale, certo se applichiamo questi dodici km ai quattro anni per NON consolidare la galleria Ghersi a Neive (che ha contribuito all’abbandono della Alessandria – Alba), i tre anni per NON intervenire sulla galleria di Ozzano (Asti – Casale Monferrato), i tre anni per NON risolvere un banale problema di infiltrazione nella galleria di Brozolo (Asti – Chivasso), l’incapacità di gestire senza soppressioni la stagione scolastica di un terzo delle linee regionali piemontesi, effettivamente, attivare 12 km di ferrovia è un’opera monumentale.

Il pudore avrebbe consentito un’inaugurazione entusiasta, ma centrata sul rilancio del sistema ferroviario locale nel suo complesso, ma qui, sulle rive del Tanaro siamo molto contenti per i pendolari dell’area torinese, ma continuiamo a guardare il transito di qualche pullman sostituivo mezzo vuoto mentre le nostre ferrovie muoiono e con loro quella mobilità sostenibile e quello speranza di rilancio economico ecologicamente sostenibile che le infrastrutture costruite dai nostri padri e dimenticate da sciagurati figli potevano garantirci. 

[Dal blog appuntialessandrini.wordpress.com]

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione