“Alessandria ce la farà. E’ nel suo dna”
Home
Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
7 Dicembre 2012
ore
00:00 Logo Newsguard

“Alessandria ce la farà. E’ nel suo dna”

Povertà in aumento, il futuro dei giovani e mancanza di spiritualità. Sono i punti critici, che il nuovo vescovo della diocesi di Alessandria, monsignor Guido Gallese, ha individuato al suo arrivo nel tessuto della comunità alessandrina. "So che ci sono dei problemi ma la città ce la farà. E' nel suo dna", dice. Il suo impegno verso i giovani e i "suoi" sacerdoti

Povertà in aumento, il futuro dei giovani e mancanza di spiritualità. Sono i punti critici, che il nuovo vescovo della diocesi di Alessandria, monsignor Guido Gallese, ha individuato al suo arrivo nel tessuto della comunità alessandrina. "So che ci sono dei problemi ma la città ce la farà. E' nel suo dna", dice. Il suo impegno verso i giovani e i "suoi" sacerdoti

ALESSANDRIA – Povertà in aumento, il futuro dei giovani e mancanza di spiritualità. Sono i punti critici, le “piaghe”, che il nuovo vescovo della diocesi di Alessandria, monsignor Guido Gallese, ha individuato al suo arrivo nel tessuto della comunità alessandrina. Insediatosi ufficialmente da due settimane circa, il vescovo più giovane d’Italia (classe 1962) fa, in occasione di un incontro con la stampa cittadina, una prima “diagnosi” che, per sua ammissione, non è differente rispetto al resto delle realtà italiana. “In ogni famiglia ci sono problemi, e ad Alessandria sicuramente non mancano, ma ha passato momenti peggiori, quando era vessata ed attraversata dagli eserciti. Ne uscirà, perchè è nel suo Dna”, dice d’impeto. “Certo ci dovrà mettere impegno, sviluppare il senso di solidarietà”.
Inizia così, con una buona iniezione di fiducia, il cammino di monsignor Gallese nella diocesi alessandrina, catapultato dalla Collegiata di S. Maria delle Vigne a Genova, dove era canonico, nell’entroterra appenninico. Da Genova si porta il lieve inconfondibile accento, la sua bicicletta e la sua esperienza, soprattutto accanto ai giovani (è stato Responsabile diocesano per la Pastorale giovanile, tra gli altri e numerosi incarichi). Ed è dai giovani che vorrebbe partire. Dopo la cerimonia di insediamento, infatti, ha voluto tenere la veglia proprio con loro: “sono stati fantastici, un’esperienza bellissima. E’ stata una gioia vederli al mattino, mentre facevamo colazione, sorridere. Non è il sorriso che hanno quando tornano a casa dopo una notte in discoteca. Avevano occhi diversi ed è quelli che dovremmo imparare a guardare”.
Della nuova comunità che si appresta a guidare dice che è “tiepida”. “I cattolici oggi sono quiescenti, ma ad un certo punto scatta qualcosa dentro e ripartono”. Mentre i giovani “sono atleti ai blocchi di partenza, non aspettano altro che gli si dia il via”. E’ a loro, ai giovani, “che dobbiamo dare una chance”.
Ha un suo profilo Facebook (“leggo personalmente tutti i messaggi”, precisa), usa come mezzo di spostamento la bicicletta o lo scooter.
Sarà forse più dura per gli alessandrini abituarsi a questo vescovo, capace di parlare anche con gli occhi e con il sorriso, che per lui adattarsi agli alessandrini “tiepidi” e fiaccati dalla crisi.
“Il miei primi passi? Abolire gli scatolini da casa mia. In questo momento è impraticabile. La prima cosa è vivere in modo decoroso perchè altrimenti ne risente anche il pensiero. Poi farò visita ai sacerdoti, che sono il bene più prezioso della comunità, sono i veri strumenti del signore. Quando parlo con i sacerdoti, soprattutto quelli anziani, che si preoccupano prima della loro parrocchia che dei propri problemi, vorrei abbracciarli”.
Qualche visita a sorpresa l’ha già fatta: “una domenica sono stato a Valenza, non credo si esserci mai andato prima. Sono stato al seminario ed ho passato la giornata con i seminaristi. All’ingresso la signora che mi ha aperto non ci ha quasi creduto che fossi il vescovo”. C’è tutto l’entusiasmo di cui, evidentemente, è capace di metterci nei suoi racconti dei primi scampoli di vita alessandrini.
“So di essere qui non per mia volontà – aveva esordito – Il Signore provvederà”.
Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione