Studenti in piazza fra lotta e polemiche
Grande affluenza al corteo che ieri, venerdì 30 novembre, ha attraversato le vie del centro. Non tutto però è andato nel verso giusto, visto che circa a metà della manifestazione quasi tutti i rappresenti d'Istituto hanno deciso di prendere le distanze dal corteo e una parte di esso, pur piccola, si è perfino separata
Grande affluenza al corteo che ieri, venerdì 30 novembre, ha attraversato le vie del centro. Non tutto però è andato nel verso giusto, visto che circa a metà della manifestazione quasi tutti i rappresenti d'Istituto hanno deciso di prendere le distanze dal corteo e una parte di esso, pur piccola, si è perfino separata
ALESSANDRIA – Ad aprire il corteo che ieri ha “invaso” pacificamente le vie del centro cittadino c’erano alcuni ragazzi con i “book block”, grandi pannelli a forma di scudo, ciascuno rappresentante la copertina di un libro, simbolo della voglia di studiare e di rivendicare il proprio diritto a lottare per la cultura e il proprio futuro, da costruire anche e soprattutto attraverso lo studio. Quella di ieri mattina, venerdì 30 novembre, è stata una delle manifestazioni studentesce più riuscite degli ultimi anni, almeno in termini di partecipazione: vi hanno aderito tutte le scuole, ed era dai tempi dell'”Onda” contro i tagli della riforma Gelmini che centinaia (probabilmente più di un migliaio) di studenti non si trovavano tutti insieme per sfilare nelle vie del centro. Fra le ragioni dello sciopero l’ingresso dei privati nella scuola promosso dalla legge Aprea, che secondo gli studenti può ledere la libertà dei ragazzi introducendo nella scuola pubblica scelte strumentali all’interesse economico di pochi, le questioni relative alle temperature negli istituti, oggettivamente spesso sotto i 18 gradi che è il minimo previsto per legge, e i tanti tagli imposti dalle scuole alle attività, specie quelle pomeridiane, che un tempo venivano proposte agli studenti: dai corsi di recupero alle iniziative extracurriculari, comprese le gite d’istruzione d’ogni tipo e, in qualche caso, sostengoni i ragazzi, perfino le udienze.
Quella che però doveva essere una battaglia unitaria si è trasformata ben presto in un piccolo caso: al di là dello scoppio di qualche petardo (subito stigmatizzato dagli organizzatori) e dell’accensione di alcuni fumogeni (semplicemente per “dare colore alla manifestazione”, hanno sostenuto gli autori del gesto, non a tutti gradito) appena imboccata Corso Roma, dopo pochi minuti dalla partenza, sono stati intonati i primi slogan suggeriti dalla testa del corteo, fra i quali “siamo tutti antifascisti”. Giunti successivamente davanti alla sede del Comune, in piazza della Libertà, è partito un coro di insulti rivolto a Palazzo Rosso, “reo” secondo gli organizzatori del corteo, di aver alzato le tariffe del trasporto pubblico, costringendo tanti studenti che vanno a scuola in autobus a pagare un biglietto più che triplicato.

Lotta Studentesca, in un comunicato, prende invece le distanze dalla manifestazione. Di seguito il messaggio giunto in redazione.
Meritevole di menzione è invece la manifestazione che ha preso luogo inizialmente sotto i portici di Piazza Garibaldi, lato Piazza Marconi, terminata poi in Piazza d’Annunzio per motivi pratici, dove un gruppo consistente di studenti, capeggiato dai vari rappresentati d’istituto, stufo di partecipare alle solite manifestazioni “apolitiche”, ha deciso di manifestare il proprio dissenso nei confronti dei tagli apportati all’istruzione pubblica e al DDL Aprea. Tale iniziativa ha avuto anche una buona considerazione da parte dei media locali.
Per concludere, vorremmo ricordare che LS non è un movimento xenofobo, estremista e violento come viene ingiustamente descritto: è un movimento patriottico che si batte per la giustizia anche nelle mura scolastiche. Alle nostre manifestazioni sono ben accetti tutti gli studenti, sia di destra che di sinistra, poiché secondo noi non esiste più una distinzione tra le due fazione, dato che i provvedimenti del governo colpiscono tutti gli studenti, indifferentemente dalla fazione politica alla quale appartengono.
Pertanto invitiamo tutti gli studenti, anche quelli che negli ultimi giorni ci hanno ostacolato e diffamato, a unirsi a noi, perché insieme possiamo fare la differenza, ricordando che il nemico non è il ragazzo di LS o del centro sociale, ma bensì il sistema capitalistico e bancario responsabile della crisi che sta frantumando anche, e soprattutto, la scuola pubblica!