Terzo giorno in strada per gli studenti del Liceo Classico: “il freddo ce lo abbiamo nell’anima”
Resiste la protesta degli studenti contro il freddo nelle aule e i pesati tagli al mondo della scuola. Il preside: "la temperatura è salita, tornata nelle aule". Gli alunni: "in gioco c'è il nostro futuro. Le leggi degli ultimi governi sembrano seguire un piano sistematico per affossare la cultura". Venerdì grande manifestazione in città
Resiste la protesta degli studenti contro il freddo nelle aule e i pesati tagli al mondo della scuola. Il preside: "la temperatura è salita, tornata nelle aule". Gli alunni: "in gioco c'è il nostro futuro. Le leggi degli ultimi governi sembrano seguire un piano sistematico per affossare la cultura". Venerdì grande manifestazione in città
ALESSANDRIA – “Quello del freddo per noi è il problema minore. A essere calpestato, ogni giorno, è il nostro diritto a un’istruzione libera e di qualità e alla speranza di costruirci un futuro. Siamo delusi dal preside e da quella parte dei professori che, invece di lottare con noi, minaccia punizioni e ostenta indifferenza”. Questo in sintesi il messaggio che gli studenti del liceo classico Plana di Alessandria, per il terzo giorno consecutivo, hanno deciso di lanciare alla propria scuola e alla città. “Per non essere lasciati soli a confrontarci con tagli sistematici a ciò che ci spetterebbe di diritto – spiegano – come la possibilità di svolgere attività al pomeriggio in istituto, perché non esistono fondi per pagare i professori e riscaldare quel minimo indispensabile gli ambienti. Perfino i corsi di recupero sono stati bloccati, perciò chi ha soldi va privatamente, e gli altri si devono aggiustare. Quasi ogni settimana siamo costretti a constatare con quale spregio il Governo si rivolge a noi giovani e in quale direzione vadano i tagli proposti. Siamo stanchi e sappiamo che la posta in gioco è altissima. Per questo non molleremo”.
Organizzati con megafoni, thermos e coperte gli studenti hanno però deciso di non rinunciare alla possibilità di seguire le lezioni, che si svolgono, quando i professori sono d’accordo, sotto il porticato di fronte all’istituto. Un segno chiaro di come la volontà dei più sia quella di non saltare la scuola per il gusto di farlo, ma di combattere per il proprio diritto alla cultura. Nelle altre ore organizzano invece seminari autogestiti sui temi della partecipazione e dell’educazione civica.
I vertici della scuola non sono però dello stesso avviso, così come anche molti professori, che, dall’interno dell’Istituto, invitato i ragazzi a tornare in classe. Spiega la professoressa Fassina, vicepreside: “capiamo le ragioni dei ragazzi relative ai giorni scorsi, quando la temperatura in effetti non era adeguata. Ora però il problema è rientrato e la scuola è calda. D’altronde la responsabilità per quel che riguarda il riscaldamento non è nostra, ma degli uffici provinciali, con i quali è aperto un dialogo perché disguidi del genere non si verifichino più. Ai ragazzi lo abbiamo spiegato, e sanno che siamo contrari alla protesta che hanno deciso di intraprendere. Non è neppure vero che non li abbiamo voluti incontrare. Anzi, proprio domani (questa mattina ndr) ci sarà la riunione della consulta degli studenti e gli stessi rappresentanti delle scuole potranno incontrare il responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale. Stiamo ricevendo anche telefonate di genitori preoccupati per i propri figli, vorremmo che la protesta rientrasse quanto prima”.
La gran parte degli studenti pare però intenzionata a proseguire la protesta almeno fino a venerdì, quando è già stata annunciata una grande manifestazione da parte di tutte le scuole cittadine.