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Polizia municipale, “sotto organico di 40 unità”
Il comandante vicario della polizia municipale di Alessandria Alberto Bassani traccia un bilancio dell'attività: dai controlli antiaccattonaggio a quelli antiprostituzione, dai rilevamenti degli incidenti all'attività dell'unità cinofila. Ma il problema di cui non si vede una soluzione a breve resta la mancanza di personale
Il comandante vicario della polizia municipale di Alessandria Alberto Bassani traccia un bilancio dell'attività: dai controlli antiaccattonaggio a quelli antiprostituzione, dai rilevamenti degli incidenti all'attività dell'unità cinofila. Ma il problema ?di cui non si vede una soluzione a breve? resta la mancanza di personale
ALESSANDRIA – Pochi uomini e tante competenze, che vanno dai controlli territoriali, alle attività di polizia giudiziaria, ai rilevamenti degli incidenti stradali. Ha voluto tracciare un bilancio delle attività ad ampio raggio il comandante vicario di polizia Municipale Alberto Bassani, (nella foto) convocato per un’udienza davanti alla commissione Politiche per la Sicurezza presieduta da Claudio Lombardi. Il nodo sulla sicurezza cittadina sembra però dover passare in ogni caso dalla questione risorse umane: “attualmente sono in servizio 91 persone; in base al numero della popolazione cittadina, dovremmo avere un organico di 136 o 137 unità. Abbiamo quindi circa 40 operatori in meno”, ammette il vicario che dallo scorso maggio, quando è scattato il termine per la pensione del comandante Rossi, ha assunto la guida dei civich alessandrini.
“E’ un problema che ci trasciniamo da anni e che non so quando potrà essere risolto”, ammette. Nonostante tutto, “garantiamo una copertura 24 ore su 24 di un territorio che non solo è molto esteso, ma anche molto complesso perchè le problematiche di Lobbi non sono quelle di Spinetta, tanto per citare due opposti”.
Una prima riorganizzazione è stata fatta ad agosto, quando è stata decisa la chiusura del posto di polizia in Cittadella, che copriva la zona nord della città. Sette operatori che ora sono stati tutti impiegati in altre mansioni. Così come si prevede di impiegare diversamente gli operatori che oggi sono in servizio presso la control room (la centrale di videosorveglianza), che andrà in carico alla questura, come è stato annunciato dall’amministrazione comunale.
Due scelte, quella di chiudere il presidio territoriale in Cittadella e di trasferire la control room, che non tutti i commissari hanno condiviso (Roberto Sarti, Lega Nord; Geroghe Raika, Domenico Di Filippo e Andrea Cammalleri del Movimento 5 stelle).
Bassani in qualità di comandate vicario, ammette di “aver proseguito sulle linee che erano state date nel 2011”, concentrando gli sforzi per contrastare in particolare il fenomeno della prostituzione e quello dell’accattonaggio. Su entrambe i fronti, “abbiamo agito in forza ad ordinanze sindacali che rivestono carattere d’urgenza. Il prefetto in un primo momento non avrebbe voluto riconfermarle e, su sua indicazione, si sta lavorando ad una modifica del regolamento di polizia municipale che le recepisca in modo stabile”.
Sul fronte antiprostituzione “sono stati fatti controlli e siamo arrivati ad una sorta di censimento per cui abbiamo individuato circa una quarantina di donne, per lo più provenienti da paesi comunitari, dedite all’attività di meretricio. Dati raccolti che sono condivisi con le forze dell’ordine”. Una volta effettuato l’identificazione, “come polizia municipale abbiamo però le mani legate”, poiché l’eventuale espulsione dal territorio italiano spetta alla questura e, per giunta, solo nel caso di cittadini extracomunitari. “Mani legate”anche nel caso dei controlli antiaccattonaggio: “noi facciamo le segnalazioni, per il resto l’iter deve essere quello previsto per legge”.
Rinunciare? “I controlli messi in atto hanno comunque portato ad una limitazione dei fenomeni” sostiene Bassani. “Il rischio era che invece di trovarsi di fronte a 40 donne dedite alla prostituzione, potevano essere 400”. Se ne riparlerà in una serie di nuove commissioni, convocate sui singoli temi.