Lezione all’aperto contro il freddo in aula e la legge Aprea
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Marco Madonia - marco.madonia@alessandrianews.it  
26 Novembre 2012
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Lezione all’aperto contro il freddo in aula e la legge Aprea

Gli studenti del liceo classico Plana di Alessandria questa mattina si sono rifiutati di entrare a scuola dopo l'ennesimo riscontro delle temperature troppo fredde presenti nelle aule e per protestare contro la legge Aprea, rea "di consegnare la scuola ai poteri economici, mortificando il ruolo dell'educazione e il futuro degli studenti"

Gli studenti del liceo classico Plana di Alessandria questa mattina si sono rifiutati di entrare a scuola dopo l'ennesimo riscontro delle temperature troppo fredde presenti nelle aule e per protestare contro la legge Aprea, rea "di consegnare la scuola ai poteri economici, mortificando il ruolo dell'educazione e il futuro degli studenti"

ALESSANDRIA – Si sono ritrovati davanti al liceo come ogni mattina gli studenti del “Plana”, ma a differenza degli altri giorni, esasperati dall’ennesima misurazione delle temperature, cosiderate “davvero troppo basse per fare lezione, come d’altronde la legge prescrive”, hanno deciso di rimanere fuori e di fare lezione in piazza. Con loro alcuni docenti, mentre altri, pur restando all’interno dell’istituto, hanno fatto sapere di essere d’accordo con la protesta. “La situazione ormai è insostenibile – spiegano i ragazzi – e quel che è peggio è che ci sentiamo presi in giro perché a ogni segnalazione che facciamo seguono rassicurazioni poi sistematicamente smentite dai fatti”.

Ma non è solo questo a preoccupare insegnanti e studenti: sullo sfondo della protesta si staglia un giudizio complessivo sulla direzione che la scuola sta prendendo, “depressa e mortificata da tagli continui e da scelte che indicano una concezione dell’insegnamento sempre più strumentale all’interesse economico e sempre meno attenta al vero valore della cultura, dello spirtito critico e della libertà”, come sottolineano a più voci rappresentanti degli studenti e insegnanti. Spiegano alcuni di loro: “la legge Aprea sdogana l’ingresso dei privati nelle scuole, con tutte le conseguenze del caso. Nel nostro istituto già si sono cominciate a vedere le prime conseguenze. Si chiede ai ragazzi di sospendere le lezioni per assistere a eventi promossi da chi sponsorizza la scuola elargendo fondi. E’ una situazione inaccettabile, che lede il diritto dei ragazzi a una formazione dignitosa e la libertà dei docenti di aderire o meno a iniziative che non siano comprese nel percorso istituzionale”. 

Gli studenti lamentano il poco ascolto finora ricevuto da parte del preside e del prevviditore agli studi, che oggi si sarebbero rifiutati di affrontare un contronto con i ragazzi all’esterno dell’istituto. Per domani è previsto che la protesta continui, e non è escluso che altre scuole si aggiungano. “Non cederemo – spiegano i ragazzi – è una battaglia che va combattuta per il nostro diritto a non accettare una virata della scuola verso logiche di asservimento agli interessi economici, quantomai pericolosi quando si parla di cultura e libertà di pensiero. Meglio stare in piazza a discutere di educazione civica e diritti piuttosto che nell’istituto a gelare o a dover assistere a presentazioni pilotate dagli sponsor”. 

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