San Baudolino: qualcosa non ha funzionato?
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Marco Madonia - marco.madonia@alessandrianews.it  
15 Novembre 2012
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San Baudolino: qualcosa non ha funzionato?

"Passata la festa, gabbato lo santo" recita un antico motto. Per le imprenditrici di via San Giacomo della Vittoria quella di San Baudolino è stata una festa più amara del solito, e rivolgendosi all'amministrazione e a chi ha organizzato l'evento sottolineano alcuni aspetti che a loro avviso hanno danneggiato i commercianti

"Passata la festa, gabbato lo santo" recita un antico motto. Per le imprenditrici di via San Giacomo della Vittoria quella di San Baudolino è stata una festa più amara del solito, e rivolgendosi all'amministrazione e a chi ha organizzato l'evento sottolineano alcuni aspetti che a loro avviso hanno danneggiato i commercianti

ALESSANDRIA – “Peccato – spiega non appena la incontriamo la presidente dell’Associazione imprenditrici di Via San Giacomo della Vittoria, Maurizia Pertegato – si è trattato di un’occasione persa. Purtroppo non è la prima a cui dobbiamo assistere, e tanti commercianti meriterebbero invece un sostegno ben diverso. Ho sentito della soddisfazione di molti per l’esito della festa del nostro padrono: sicuramente è un discorso che non vale per Via San Giacomo della Vittoria, visto che i nostri commercianti sono stati molto penalizzati dalle scelte prese dagli organizzatori”.
 
Cosa non avrebbe funzionato dunque? 
“Intanto la nostra via non era neppure stata presa in considerazione dalla Camera di Commercio, dalla Procom e dal Comune in fase di pianificazione – esordisce Pertegato – ma una città capoluogo che ha una sola strada come centro ha ben poca attrattiva. Bisogna ricordarsi che il centro ad Alessandria non è solo Piazzetta della Lega e Corso Roma, dove peraltro ormai trovano posto quasi solo franchising della distribuzione nazionale. Abbiamo dovuto muoverci noi commercianti con una raccolta firme a 10 giorni dall’evento perché anche la nostra via venisse inclusa nell’area interessata dal clou della festa di San Baudolino, e in ogni caso il nostro impegno non è bastato: fino alle 17 non è passata un’anima nella via, e analizzando la situazione è anche facile capire il perché”. 

Due in particolare sono gli aspetti sui quali si concentra il rammarico espresso da Pertegato e dagli altri commercianti riuniti nell’associazione: “per prima cosa la scelta di porre davanti ai giardinetti di piazza Marconi la cucina e ristorante degli alpini. In questo modo si è oscurata completamente la visione di via della Vittoria al pubblico in ingresso da Piazza Garibaldi. La seconda osservazione riguarda invece il costo che si è scelto di chiedere per il plateatico, cioè l’insieme di autorizzazioni per occupare il suolo pubblico e per partecipare di fatto alla manifestazione: ben 120 euro, che in questi tempi di crisi da molti sono considerati una cifra così alta da non consentire un ritorno dell’investimento. A quel punto chi ha scelto di esporre lo ha fatto prevalentemente indirizzandosi su Corso Roma, così da sfruttare il maggior afflusso previsto di persone, finendo per svuotare infatti anche via San Lorenzo, insolitamente povera di espositori”.

Secondo l’associazione imprenditrici di via San Giacomo della Vittoria si è così finiti per vanificare gli sforzi messi in atto dalla via, pur fra mille difficoltà, “unica strada durante la festa a offrire della musica ed espositori, quelli che hanno aderito, di eccellenza”. “A quel punto – conclude il pensiero Pertegato – se dobbiamo essere considerati di serie b allora tanto vale che ci vengano anche fatte pagare tasse di serie b, e non le stesse che pagano altri, nei fatti poi favoriti rispetto a noi”.

Un’ultima considerazione, nella sua amara riflessione, la presidente la rivolge però ai suoi stessi soci: “i commercianti della via avrebbero dovuto aprire i negozi dal mattino e posizionare i gazebo all’esterno come da me richiesto, fin da piazza Marconi, invito raccolto solo dal negozio di alimentari che ho già ringraziato e dal rivenditore di moto, che è stato infatti visitato da amici e clienti. Nonostante la clemenza del tempo, insperata, abbiamo cozzato contro l’ignoranza organizzativa, la stessa che amministra il Paese e che ci sta portando verso un baratro in cui neppure i burocrati privilegiati potranno trarre vantaggi, dato che non bastano certo gli stipendi degli statali per mantenere le spese dello Stato, pertanto, far fallire le imprese, come questo governo sta alacremente cercando di fare, significherà privare il pubblico di risorse e i suoi dipendenti dello stipendio. La fiera di San Baudolino mostra nel piccolo come mal funzionano gli Enti. A questo punto, visto che Procom è un consorzio che annovera le associazioni di categoria, Camera di Commercio e Comune ed è stata fondata, come dice il nome, per promuovere il commercio, sarebbe meglio scioglierla e utilizzare i contributi che le arrivano per farci direttamente promozione da soli. Episodi simili si sono verificati anche alla Fiera di Gagliaudo e a quella del cioccolato, siamo stanchi di non venir tutelati e di essere considerati sempre meno importanti di altri”. 

(Saremo lieti di offrire a chi è stato chiamato in causa, come sempre, se lo riterrà necessario, la possibilità di replicare ndr).  

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