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Processo polo chimico, parti civili ancora in sospeso
Seconda udienza per il maxi processo contro il polo chimico. Lunga discussione sulle ammissioni delle parti civili, tra cui quella di Solvay. L'azienda presenta un memoriale: "l'acqua dell'acquedotto è sempre stata potabile"
Seconda udienza per il maxi processo contro il polo chimico. Lunga discussione sulle ammissioni delle parti civili, tra cui quella di Solvay. L'azienda presenta un memoriale: "l'acqua dell'acquedotto è sempre stata potabile"
14:30 Parti civili ancora in sospesoCinque ore di udienza in aula, davanti al giudice di Corte d’Assise Alessandra Casacci, affiancata da Gianluigi Zulian e da sei giudici popolari, per decidere sull’ammissibilità delle parti civili. Una settantina quelle presentate durante la prima udienza, a cui vanno ad aggiungersi quelle già accolte in sede di udienza preliminare e che, comunque, andranno nuovamente valutate. Il pool di avvocati della difesa (otto gli imputati tra ex dirigenti e amministratori delle società che si sono succedute dal 1995 alla guida delle aziende del polo chimico) hanno contestato l’ammissibilità di molte richieste, soprattutto quelle formulate da singoli cittadini. In linea generale, sempre secondo la difesa, la richiesta di danni soggettivi non sarebbe attinente alle ipotesi di reato, ossia avvelenamento doloso delle acque di falda e omessa bonifica. Sull’avvelenamento doloso delle acque Solvay, in una nota depositata agli atti, rileva come “L’acqua dell’acquedotto e dei pozzi di Spinetta Marengo è sempre risultata potabile ai controlli effettuati nel tempo dell’Asl e dall’Arpa; il Pubblico Ministeroha formulato una accusa di avvelenamento dell’acqua della falda, ma non di quella dell’acquedotto e dei pozzi”.
Contestata anche la costituzione di parte civile della stessa Solvay nei confronti di due degli imputati, Cogliati e Boncoraglio. Una lunga discussione, in gran parte tecnica, che però mette in forse l’accoglimento dei cittadini e degli ex lavoratori che chiedono un risarcimento. Non c’è accordo neppure sull’ammissibilità degli enti: secondo il rappresentante legale del ministero dell’Ambiente, il comune di Alessandria e la Provincia non avrebbero i requisiti. Si prosegue il 28 novembre.
ALESSANDRIA – Secondo atto al processo contro il polo chimico che vere imputati otto persone tra ex dirigenti ed amministratori delle società che si sono succedute nella gestione degli stabilimenti di Spinetta Marengo. L’accusa formulata dai pubblico ministero è di avvelenamento doloso e omessa bonifica.
Nel corso della prima udienza era stata data lettura delle parti civili, circa 150 tra dipendenti, sindacati, comune di Alessandria, Provincia, associazioni ambientaliste, semplici cittadini che hanno contaratto patologie o si reputano danneggiati per la presenza dell’industria chimica sul territorio.
Il giudice di Corte d’Assise aveva disposto il rinvio ad oggi per consentire agli avvocati di prendere in esame le richieste. Tra queste, anche quella di Solvay che ha chiesto costituirsi parte civile contro degli imputati della vecchia gestione Montedison, Coglaiti e Boncoraglio, per avere un risarcimento “per gli enormi costi sostenuti e che continua a sostenere per eliminare l’inquinamento lasciato nell’area dello stabilimento di Spinetta Marengo da decenni di produzioni industriali”.