Fabbio ancora sui fondi Meier: “problema di forma, non di sostanza”
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Fabbio ancora sui fondi Meier: “problema di forma, non di sostanza”

L’ex sindaco di Alessandria, in una conferenza stampa, è tornato sulla questione “fondi per il nuovo ponte”, insieme con l’ex ragione capo del Comune Paolo Ansaldi. “Occorre fare chiarezza”, ha spiegato Piercarlo Fabbio, “è una vicenda complessa ma ci sono tutti gli elementi per capire come sono andate le cose”

L?ex sindaco di Alessandria, in una conferenza stampa, è tornato sulla questione ?fondi per il nuovo ponte?, insieme con l?ex ragione capo del Comune Paolo Ansaldi. ?Occorre fare chiarezza?, ha spiegato Piercarlo Fabbio, ?è una vicenda complessa ma ci sono tutti gli elementi per capire come sono andate le cose?

ALESSANDRIA –  Aiutandosi con alcuni schemi l’ex primo cittadino, Piercarlo Fabbio,  ha provato a illustrare quanto realizzato dalla sua amministrazione in merito alla gestione dei fondi destinati al ponte Meier: “Esistono per legge fondi vincolati e altri ‘a destinazione vincolata’. Mentre i secondi possono essere utilizzati anche per le spese di cassa corrente, purché alla fine i conti fra le diverse voci di bilancio risultino corretti, per svincolare fondi vincolati ad un utilizzo specifico – come i 3,9 milioni da giorni oggetto di dibattito – occorrono alcuni passaggi di legge. Noi abbiamo scelto per svincolarli una possibilità che ci viene offerta dalla norma: poiché è stata avviata l’alienazione di alcuni beni patrimoniali del Comune (articolo 195 del Testo Unico degli Enti Locali, comma 3), ci è stato possibile utilizzare i fondi vincolati, giunti nelle nostre casse per la costruzione del ponte, per le spese  correnti di gestione dell’Ente. Ovviamente quando si sarebbe ultimata la vendita degli immobili prescelti (fra i quali l’ex educatorio Borsalino, il Comando di Polizia Municipale di Via Lanza e l’ex Palazzina della mensa Guala) i fondi sarebbero dovuti essere rimessi al loro posto. Se non che – ha proseguito Piercarlo Fabbio – da un lato queste vendite non sono ancora state realizzate (e quindi, in teoria, è presto per la ricostituzione del vincolo), dall’altro, nel frattempo, nelle nostre spese correnti abbiamo già provveduto a liquidare fatture inerenti il ponte: dalla viabilità connessa alla bonifica bellica, dalla riprogettazione a seguito di modifiche chieste dalla Soprintendenza del Ministero, fino all’abbattimento di parte del vecchio ponte”. “A questo punto – ha spiegato l’ex sindaco – abbiamo fatto un conteggio di quanto già speso, e ci siamo resi conto che si trattava di somme per circa 3 milioni e 880 mila euro, cosicché si è provveduto alla ricostituzione del fondo presso la Tesoreria per la somma rimanente, cioè 20 mila euro”.

Su questo aspetto ha voluto precisare la situazione anche l’ex ragioniere capo del Comune, Paolo Ansaldi: “può darsi che nel caos di quei giorni io mi sia dimenticato di firmare l’ultimo atto della trafila burocratica per ripristinare formalmente il vincolo di 20 mila euro (documento che al momento non si trova, ndr) ma non dovrebbe essere difficile ricostruire la trafila seguita e tutta la fase preparatoria. Ho anche ricevuto una visita degli ispettori della Guardia di Finanza, ai quali ho spiegato cosa era successo e nessuno ha avuto, a oggi, nulla da eccepire”.

Secondo l’ex sindaco di Alessandria, insomma, si tratterebbe di una confusione generata in questi giorni per un problema formale e non sostanziale: “i soldi sono stati spesi per il ponte e le sue opere connesse. Avremmo potuto prima ricostituire il fondo e poi da lì attingere il denaro necessario per le opere: abbiamo scelto un’altra strada per farlo, ma la sostanza non cambia”. Secondo l’ex ragioniere capo Ansaldi infatti: “tutte le norme sono interpretabili. Noi siamo convinti che l’operazione come l’abbiamo gestita noi sia perfettamente lecita, e siamo pronti a confrontarci con chi, eventualmente, la pensasse diversamente”.

Fra le questioni toccate durante la lunga conferenza stampa di ieri, martedì 6 novembre, c’è stato spazio anche per i costi complessivi che potrebbe raggiungere il ponte e per la decisione dell’attuale ragione capo, Antonello Paolo Zaccone, di indicare alla Tesoreria di reintegrare quanto prima il fondo vincolato, di fatto “bloccando” qualsiasi somma fosse entrata in cassa per questo scopo. “Stando così le cose” – ha puntualizzato Piercarlo Fabbio – si è scientemente scelto di mettersi nelle condizioni di non poter pagare gli stipendi, perché qualsiasi cifra entro i 3,9 milioni fosse arrivata sarebbe stata accantonata automaticamente dalla Banca di Legnano. Chi ha il potere di fare questi atti è il ragioniere capo e non il sindaco. Tanto è vero che la Banca di Legnano, ora che le è stato intimato di sbloccare i fondi, ha annunciato che si rivolgerà alla magistratura”.

Circa il costo complessivo del ponte, può darsi che le cifre finali siano più alte, e anche su questo l’ex primo cittadino ha le idee chiare: “spiace dirlo così esplicitamente, ma il responsabile unico del progetto è l’Ingegner Marco Neri del Comune. Al sindaco spetta la decisione politica di fare il ponte, ai dirigenti di seguire la giusta trafila per realizzarlo. In questo caso non si sono chieste preventivamente le dovute autorizzazioni al progetto da parte di Aipo e della Soprintendenza del Ministero. Quando infine il progetto è stato verificato – dopo averne già assegnato l’appalto – si è scoperto che erano necessarie modifiche ed è da lì che potrebbero derivare i tempi dilatati ed eventuali costi aggiuntivi”.
“Secondo i nostri calcoli – ha concluso Fabbio – questo è il conteggio dei fondi previsti per la costruzione del ponte: 3 milioni dalla Regione, 3 dalla Protezione Civile, 1 milione dalla Provincia, 1,4 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, 8 milioni di mutuo acceso dal Comune di Alessandria, 1,6 milioni disponibili attingendo a un precedente finanziamento per l’abbattimento del Ponte Cittadella poi non realizzato. Il totale è di circa 18 milioni di euro”.

Alcune questioni, anche dopo la conferenza, ci paiono però restare aperte e ci auguriamo che quanto prima su queste, come sul resto, venga fatta piena chiarezza.

1) Siamo sicuri che tutte le opere conteggiate nel rendiconto presentato dalla giunta Fabbio come inerenti al ponte siano oggettivamente ascrivibili a quei capitoli? Possibile che spese di viabilità o di altra natura non vadano sommate ai costi inizialmente preventivati per il ponte? 

2) Non sarebbe stato più corretto, mano a mano che i fondi venivano utilizzati per opere inerenti al ponte, esplicitamente indicare negli atti ufficiali che le somme spese andavano considerate a parziale ripristino del vincolo? 

3) La nuova amministrazione, alla luce di quanto successo, non avrebbe potuto aspettare a chiedere il ripristino dei fondi vincolati? Almeno il tempo necessario (di fatto, pochi giorni dallo “scoppio del caso”) dopo che tutti gli stipendi fossero stati pagati? E ancora, se effettivamente i soldi sono stati utilizzati per opere inerenti al ponte, perché chiedere il ripristino del fondo?

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