Cissaca: “con la nostra gestione la Basile migliorò in efficienza e costi”
Home

Cissaca: “con la nostra gestione la Basile migliorò in efficienza e costi”

“Il passivo annuo della struttura passò da quasi 1 milione e 300 mila euro a 860 mila, e la struttura dal 2005 al 2011 fece bei passi in avanti”. Laura Mussano, direttore del Consorzio Socio Assistenziale, si toglie qualche sassolino dalla scarpa, ma precisa: “Bios sta lavorando bene, e con meno vincoli”

?Il passivo annuo della struttura passò da quasi 1 milione e 300 mila euro a 860 mila, e la struttura dal 2005 al 2011 fece bei passi in avanti?. Laura Mussano, direttore del Consorzio Socio Assistenziale, si toglie qualche sassolino dalla scarpa, ma precisa: ?Bios sta lavorando bene, e con meno vincoli?

ALESSANDRIA – “Vorrei chiarirlo una volta per tutte: il Cissaca ha preso in gestione la casa di riposo Basile dal Comune di Alessandria nel 2005 con un disavanzo annuo di 1 milione e 288 mila euro, e l’ha restituita, ai primi di gennaio del 2011, con un passivo che si era ridotto a 860 mila euro all’anno. E anche dotandola di circa 40 posti convenzionati con la Asl: quindi garanzia, per chi è venuto dopo, di un introito sicuro”. Laura Mussano, direttore del Cissaca, dopo aver letto con attenzione le dichiarazioni sul tema di Bruno Paradiso, deus ex machina dell’operazione che ha condotto quasi due anni fa la struttura socio assistenziale alessandrina sotto il controllo gestionale della cooperativa Bios, chiede la parola per alcune significative precisazioni: “Ritengo Bruno Paradiso un imprenditore preparato e serio – sottolinea Mussano – e che per onestà intellettuale riconosco che Bios ha avviato alla Basile in questi ultimi due anni un percorso di migliorìe anche strutturali che un privato può certamente realizzare più agevolmente, e con meno vincoli. Ma francamente non ci sto a vedere il nome del Cissaca in qualche modo accomunato a episodi o periodi di gestione scialba: semplicemente perché non è andata così”. Eccola, allora, la ricostruzione di Laura Mussano: “quando siamo subentrati noi – spiega – nel 2005 abbiamo in effetti trovato una situazione caotica, con una miriade di appalti e incarichi che rendevano complicata, e forse anche poco competitiva, la gestione complessiva della struttura. Per questo, nel 2007, la gestione di tutta l’attività della casa di riposo è stata affidata con regolare gara pubblica ad un unico soggetto esterno. Ha vinto la cooperativa Il Quadrifoglio, con un’offerta al ribasso e più competitiva rispetto ad altri soggetti, tra cui la stessa Bios”. Bruno Paradiso però (e anche Marì Chiapuzzo, presidente di Bios, in una precedente intervista) rimarca che, ancora all’inizio del 2011, la situazione era tutt’altro che ottimale. La direttrice del Cissaca al riguardo chiarisce: “è vero che la gestione della mensa era rimasta separata, in mano all’Aristor, ma questo per precisa scelta, e diciamo pure imposizione, della proprietà, ossia di Palazzo Rosso. Ma va anche sottolineato che, nel frattempo, non solo grazie al Cissaca i conti della struttura erano migliorati (pur senza rinunciare alla nostra vocazione “sociale”: ovvio che sarebbe stato facile risanare ancora di più, chiudendo la porta ai poveri e puntando su un target medio alto: ma non è certo quella la nostra mission), ma abbiamo anche ottenuto dall’Asl l’autorizzazione al funzionamento, e il conseguente accreditamento: che sono attestazioni tecniche importanti, poi ereditate da Bios. Insieme, credo di poterlo dire, ad un’azienda nel complesso risanata e rimessa in piedi con criteri di efficienza”. Altra questione: il personale comunale che sarebbe stato “parcheggiato” alla Basile, e rimpatriato dalla Bios a Palazzo Rosso: “In realtà – sottolinea Laura Mussano – si trattava di 11 persone, 9 delle quali sono state trasferite dal Comune di Alessandria a noi, che abbiamo provveduto a riqualificarle e ad impiegarle su altri fronti: per cui è vero che il passivo annuo di gestione con Bios (che, ripeto, è cooperativa che lavora con grande professionalità) si è ulteriormente ridotto rispetto alla nostra gestione: ma una parte del personale è rimasto a carico nostro”. Impossibile, però, non chiedere alla direttrice del Cissaca anche un aggiornamento sul fronte dei pagamenti alle cooperative: “la situazione rimane di emergenza – spiega – e noi quando riceviamo risorse, come nel caso dell’ultima tranche della Regione di 1 milione e 300 mila euro, procediamo immediatamente al pagamento dei fornitori, cooperative sociali in primis. Finché sarò in trincea, farò fino in fondo il mio dovere. Ma il mio contratto scade a fine anno, per cui nel 2013 onori e oneri spetteranno a qualcun altro”.

 

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione