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Tornano al lavoro i dipendenti Amiu
Dopo l'assemblea di questa mattina, i dipendenti Amiu hanno deciso di riprendere il servizio, "nonostante non ci sia stata data garanzia sul nostro futuro". Mercoledì il Comune presenterà il piano industriale
Dopo l'assemblea di questa mattina, i dipendenti Amiu hanno deciso di riprendere il servizio, "nonostante non ci sia stata data garanzia sul nostro futuro". Mercoledì il Comune presenterà il piano industriale
ALESSANDRIA – Dopo cinque giorni di fermo per assemblea sindacale spontanea, i dipendenti Amiu questa mattina hanno ripreso il servizio di ritiro dell’immondizia, che si stava ormai accumulando fuori dai cassonetti. Una scelta fatta per “senso di responsabilità nei confronti della città”, dicono le rappresentanze sindacali, “nonostante sia ancora la forte la voglia di proseguire nella lotta”. Ad oggi, infatti, i circa 200 dipendenti dell’azienda di igiene ambientale non hanno ricevuto lo stiendio “neppure sotto forma di acconto” o, tantomeno, ricevuto garanzie sul loro futuro. “Mercoledì l’amministrazione comunale ci presenterà il nuovo piano aziendale. Abbiamo ripreso in attesa di conoscere i contenuti del piano”.
Il blocco del servizio era iniziato martedì scorso, dopo che l’amministrazione aveva annunciato l’accredito dello stipendio per i dipendenti comunali – poi bloccato – ma non per i lavoratori Amiu. Mercoledì, dopo la convocazione di una assemblea permanente e spontanea, era arrivata dal sindaco Rita Rossa la promessa di un acconto anche per i dipendenti Amiu di circa 1000 euro, ma i lavoratori avevano rifiutato.
Oggi, alle 7, si è svolta un nuova assemblea durante la quale è stato deciso di riprendere il servizio. “Dopo un’ampia discussione anche molto animata ma civile e costruttiva – scrivono in un comunicato stampa Cgil, Cisl e Uil – è stato deciso a larga maggioranza di riprendere il servizio nella sua totalità. Questa decisione è maturata soprattutto per venire incontro ai cittadini e agli esercizi commerciali del comune di Alessandria, comprendendo quanto disagio la protesta abbia causato”.
I sindacati precisano che “lo stato di agitazione rimane comunque alto e che se dal piano di impresa fossero messi in discussione i posti di lavoro e se non si dovesse risolvere in tempi brevi il grave probelma del pagamento degli stipendi e di tutte le incombenze economiche che l’azienda ha nei confronti dei lavoratori e di istituti esterni, vedi finanziarie, Inps, inail eccetera, la lotta ripartirà con forza e non si limiterà ai confini aziendali”: