“Emergenza Nord Africa”: quale futuro per il progetto?
In una lettera inviata al prefetto, la Comunità San Benedetto al Porto chiede chiarezza sul futuro delle persone coinvolte nell'iniziativa di accoglienza promossa dal Ministero dell'Interno. Duecento persone in provincia da gennaio rischieranno di trovarsi in mezzo a una strada, senza né una casa né un lavoro né tutele
In una lettera inviata al prefetto, la Comunità San Benedetto al Porto chiede chiarezza sul futuro delle persone coinvolte nell'iniziativa di accoglienza promossa dal Ministero dell'Interno. Duecento persone in provincia da gennaio rischieranno di trovarsi in mezzo a una strada, senza né una casa né un lavoro né tutele
ALESSANDRIA – Negli scorsi mesi, a seguito dei drammatici scontri verificatisi in Libia e in altri paesi del Nord Africa, Il Ministero dell’Interno ha varato un progetto di accoglienza dei profughi su tutto il territorio nazionale, sovvenzionando comunità adeguatamente attrezzate perché potessero ricevere gli stranieri vittime di violenza e offrire loro una sistemazione dignitosa. Per molti di loro è cominciato un iter che li ha portati a ottenere un permesso umanitario o lo status di rifugiati, con relativa possibilità di fermarsi sul territorio nazionale, sebbene a tempo determinato.
Già da qualche mese però il progetto è a rischio chiusura per mancanza di fondi, e pare cosa certa che a partire dal 1 di gennaio le comunità non riceveranno più alcun contributo per la prosecuzione dell’assistenza a queste persone già provate da eventi drammatici e impossibilitate fino a ora a trovare un impiego in Italia. La situazione è molto complessa anche perché l‘iter per ottenere i permessi di soggiorno è complesso, prevedendo la raccolta di numerosi documenti e l’audizione, a volte a più riprese, presso un’apposita commissione istituita sul territorio. Diversi immigrati non hanno così neppure ultimato l’iter per ottenere il permesso temporaneo di soggiorno, e non è chiaro a cosa andranno incontro.

Da qui la decisione della Comunità di San Benedetto al Porto di scrivere una lettera al Prefetto, Romilda Tafuri (nella foto), spiegando come “sarebbe importante costituire un coordinamento o diversi momenti di verifica onde evitare l’abbandono o (peggio ancora) l’espulsione dai Centri di accoglienza al 1 Gennaio 2013 e contemporaneamente monitorare o coordinare le situazione dei Centri e delle singole persone in questa fase. Questo per evitare che con i Comuni interessati si vadano a creare situazioni di ‘appesantimento’ inatteso o addirittura fenomeni di abbandono a se stessi o di degrado. Con il rischio di innescare episodi di tensione o di insicurezza”.