Amiu: blocco a oltranza in città. Rossa: “pronta a guidare la protesta”
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Amiu: blocco a oltranza in città. Rossa: “pronta a guidare la protesta”

I dipendenti in assemblea permanente scelgono di garantire solamente i servizi minimi e la pulizia effettuata fuori Alessandria. Il sindaco li incontra ma ammette "non sono sicuri neppure gli stipendi di novembre". La tensione sale e se da Roma non arriveranno gli aiuti necessari si prepara il blocco totale della città

I dipendenti in assemblea permanente scelgono di garantire solamente i servizi minimi e la pulizia effettuata fuori Alessandria. Il sindaco li incontra ma ammette "non sono sicuri neppure gli stipendi di novembre". La tensione sale e se da Roma non arriveranno gli aiuti necessari si prepara il blocco totale della città

ALESSANDRIA – La situazione si fa sempre più pesante in città, e ogni giorno il dissesto prende corpo con maggiore vividezza e drammaticità. Nelle scorse ore la delusione fra tanti cittadini di Alessandria ha raggiunto un nuovo picco: da un lato i dipendenti del Comune, che si sono sentiti presi in giro quando hanno constatato che neppure l’atto “di forza” promulgato dal sindaco nei confronti della Banca di Legnano è per ora bastato a garantire loro la busta paga (ma il primo cittadino ha assicurato che la situazione sarà sbloccata nei prossimi giorni). Dall’altro i dipendenti dell’Amiu, due volte umiliati da uno stipendio che non arriva e dalla richiesta di proseguire a lavorare (che parebbe essere giunta in più di una circostanza dall’interno dell’azienda) pena sanzioni e minacce di procedimenti giudiziari. “Ma come si può pretendere che la gente lavori senza stipendio?” ripetono attoniti i dipendenti, riuniti ormai in assemblea permamente da quasi 48 ore. 

Il futuro dell’azienda
Ciò che più preoccupa i dipendenti non è però solo lo stipendio attuale (che pure per la maggior parte di loro è essenziale anche solo per poter fare la spesa) ma le prospettive future dell’azienda. Il sindaco Rita Rossa, in un serrato confronto avvento ieri nella sede dell’Amiu con i lavoratori, ha spiegato con schiettazza come stanno le cose, ribadendo che non può per ora offrire garanzie certe né sui prossimi stipendi, né che il piano di ristrutturazione dell’azienda non possa portare ad alcuni esuberi.
L’obiettivo dichiarato del primo cittadino è quello di liberare l’Amiu dal “cappio” costituito dagli accordi con la Banca Barclays presi dalla precedente amministrazione, di fatto costruiti in maniera tale da assorbire qualsiasi risorsa entri in azienda e da impedirne la ripartenza. La soluzione potrebbe essere la costituzione di una azienda nuova, con la garanzia, ripetuta ieri dal sindaco Rossa, di investire nella nuova Amiu l’intero importo della Tia, la tariffa di igiene ambientale che pagano i cittadini, una cifra ingente (più di 10 milioni di euro) che potrebbe essere sufficiente a garantire la gestione virtuosa dell’azienda. Nessuno a parole mette in discussione quando strategica sia Amiu, ma il problema è duplice: da un lato come arrivare a febbraio, data plausibile nella quale potrebbero arrivare i fondi della Tia, dall’altro ripensare a un modello che non preveda licenziamenti né taglio degli stipendi, due vincoli forti che i sindacati ritengono indispensabili per qualsiasi base di trattativa.  

La scelta dei lavoratori
Il sindaco Rita Rossa ha promesso che un acconto dello stipendio sarà versato nei prossimi giorni, circa 1000 euro a lavotatore, ma i dipendenti minacciano di proseguire a oltranza l’interruzione della raccolta rifiuti in città e di dar vita a un vero e proprio blocco di Alessandria, se una soluzione non verrà trovata nei prossimi giorni. Lo stesso primo cittadino ha annunciato che comprende la posizione dei lavoratori e che sarà pronta a guidare in prima persona la protesta se non si troveranno altre soluzioni. L’assemblea dei lavoratori Amiu ha deciso che oggi saranno garantiti solamente i servizi minimi essenziali, come la raccolta presso ospedali e carceri, mentre da domani i dipendenti a rotazione garantiranno anche la raccolta presso gli altri Comuni serviti dall’azienda e i privati che stanno pagando il servizio. “Una scelta di responsabilità” l’hanno definita i lavoratori, che si rendono conto che rischiare di perdere clienti a un passo dalla ristrutturazione sarebbe un ulteriore dramma. 

Oltre al danno, la beffa
Ad alimentare la rabbia dei lavoratori non vi è solo l’assenza dello stipendio (che per i dipendenti del servizio “anti zanzare” dura ormai da diversi mesi, sebbene il sindaco abbia già provveduto a pagare l’Amiu per il servizio, i fondi non sono mai arrivati ai lavoratori), ma anche per il mancato versamento (senza informare i diretti interessati) da parte dell’azienda delle “cessioni del quinto dello stipendio” di quanti erano ricorsi a questo strumento finanziario. “Una scelta scellerata” l’hanno definita i lavoratori, che mette gli sfortunati protagonisti della vicenda ancor più in difficoltà. Spiegano alcuni dipendenti: “l’azienda per mesi ha praticato le trattenute dal nostro stipendio, senza però poi girare i fondi alle finanziarie, sebbene dai documenti risultasse tutto perfettamente in regola. Così facendo adesso ci sono persone che si trovano l’ufficiale giudiziario alla porta con mesi e mesi di finanziamento non pagati senza averne prima notizia. Ma le trattenute ci sono già state, cosicché si dovrebbe pagare il tutto due volte, e come si può fare senza lo stipendio? Come se non bastasse, così risultiamo morosi, e ci sarà quindi molto più difficile ricorrere a eventuali prestiti per sopperire alla mancanza dello stipendio. Noi abbiamo sempre lavorato correttamente, e stiamo chiedendo solo di essere trattati come persone e non peggio dei rifiuti che ogni giorno raccogliamo“. 

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