Nervi tesi in Amiu, servizio bloccato fino a venerdi
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
31 Ottobre 2012
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Nervi tesi in Amiu, servizio bloccato fino a venerdi

Dopo 24 ore di fermo e di assemblea, oggi i lavoratori Amiu hanno deciso di confermare il blocco del servizio per mercoledi e giovedi. Per venerdi si deciderà nelle prossime ore. Rita Rossa incontra i lavoratori: "Siamo in una situazione di emergenza, non posso garantire gli stipendi di novembre e dicembre"

Dopo 24 ore di fermo e di assemblea, oggi i lavoratori Amiu hanno deciso di confermare il blocco del servizio per mercoledi e giovedi. Per venerdi si deciderà nelle prossime ore. Rita Rossa incontra i lavoratori: "Siamo in una situazione di emergenza, non posso garantire gli stipendi di novembre e dicembre"

15:00 Il sindaco ha incontrato i lavoratori 
Rita Rossa all’Amiu ha incontrato i dipendenti della partecipata: “I lavoratori mi hanno chiesto prospettive per il futuro di questa azienda rappresentatndomi una situazione drammatica. Naturalmente noi stiamo lavorando ad un piano di riorganizzazione e il dott. Rinaldi, che è stato da noi incaricato, ha avuto modo di dialogare con loro. Abbiamo gli elementi per dire che una nuova Amiu dovrebbe realizzare una situazione di maggior efficacia ed efficienza. Ho garantito loro il trasferimento dell’intera somma della Tia per il funzionamento dell’azienda, siamo impegnati a riorganizzarla con il minor danno e i minori sacrifici possibili e apriremo un tavolo di confronto sindacale anche sull’organizzazione del lavoro. Naturalmente siamo in una situazione di emergenza; la crisi di liquidità e la mancanza di risposte rispetto ai soldi che ho chiesto creano queste condizioni. Capisco la lotta dei lavoratori però il mio interesse è tutelare la continuità del servizio per tutalere l’azienda che è un’azienda strategica, fondamentale e alla quale l’amministrazione si sta dedicando con impegno.” “Non sono in grado di garantire per gli stipendi di novembre e dicembre (ma li avrei presi in giro se lo avessi fatto) – ha concluso il sindaco – ma posso garantire l’impegno a partire da gennaio nel riorganizzare il lavoro dell’azienda con i minori sacrifi possibili.”



10:10
Confermato il blocco
E’ stato confermato il blocco del servizio Amiu ancora per oggi e domani. Per venerdi si deciderà in questi due giorni. Intanto l’azienda ha chiesto di fare almeno il servizio nei piccoli comuni con 22 lavoratori ma i dipendeti Amiu hanno detto “no” alla richiesta. Accettanno piuttosto di incorrere in eventuali sanzioni disciplinari.


ALESSANDRIA – Tanti i temi sul tappeto e il clima non può essere che caldo. Ieri i lavoratori Amiu, a partire dal primo turno di lavoro, hanno dato avvio ad una assemblea spontanea, dopo che si era diffusa la notizia dello sblocco degli stipendi per i dipendenti pubblici, ad eccezione dei lavoratori dell’azienda di igiene urbana. La tensione è via via cresciuta, nel corso della giornata. I rappresentanti sindacali, a colloquio prima con il vice prefetto, poi con il sindaco Rita Rossa, sono riusciti a portare a casa la promessa di uno sblocco di 200 mila euro, sufficiente a garantire un acconto di circa i 77% dell’intero ammontare della mensilità di ottobre, con esclusione dei capi-reparto, equiparati ai dirigenti comunali.
Troppo poco? Abbastanza? Non è, o non è solo, lo stipendio del mese di ottobre il nocciolo della questione. Dando esempio di responsabilità e di spirito di collaborazione, “i lavoratori hanno deciso di estendere la possibilità di avere l’acconto anche ai capi reparto, che sono lavoratori anche loro”, spiega Angelo Barrocu, rappresentante sindacale Cisl trasporti. Ma il punto, ripetiamo, non è solo quello del salario di ottobre. C’è la paura del futuro, il timore dei “ridimensionamenti” ventilati, la difficoltà nell’avere informazioni adeguate ad un clima tutt’altro che ordinario.
L’assemblea è proseguita per tutta la giornata, con i rappresentanti sindacali presenti che si sono trovati ad incassare critiche: “vi comportate come i portavoce dell’amministrazione e non rappresentante i nostri interessi”. Ci stava anche quella in un clima via via più teso e con i nervi a fior di pelle. Al termine della giornata, un gruppo di dipendenti è determinato a mantenere il blocco del servizio, costi quel che costi. E può costare anche caro: l’azienda, subito dopo la notizia del possibile acconto ha diramato un comunicato interno, invitando alla ripresa del servizio, pena la possibilità di applicare le “norme contrattuali relative all’astensione dalla prestazione lavorativa con i conseguenti provvedimenti disciplinari”.
Ad usufruire dei servizi Amiu non è infatti solo la città di Alessandria (“che ha un debito di 30 milioni di euro nei nostri confronti”, dice un dipendente), ma anche altri comuni che invece pagano regolarmente. “C’è il rischio che avviino gare di appalto per l’assegnazione del servizio ad altre aziende e Amiu rischierebbe di perdere altri 2,5 milioni di contratti di servizio”, spiegano i rappresentanti sindacali.
Chi tenta di guardare oltre, dice che “manca un piano industriale serio, manca una direzione che si sappia esporre e prendere in mano la situazione”. Il piano è in fase di elaborazione, spiegano i sindacati, e sarà inevitabile un ridimensionamento del contratto di servizio, “ma sui lavoratori non si accettano compromessi, nessun taglio dovrà essere fatto, così come sul livello dei salari”. Scatta qualche applauso, in assemblea. Ma non basta a sciogliere la tensione.
Si chiede un tavolo di confronto sul futuro piano, una comunicazione più diretta con l’amministrazione. Il pensiero torna sulla promessa di un acconto, “poco ma subito”, una piccola “offerta del diavolo”. “Sul salario di alcuni di noi pesa la cessione del quinto con banche e finanziarie. L’azienda non paga e stanno arrivando gli ufficiali giudiziari. Sono magari pochi casi, ma anche uno solo è troppo”, dice Giovanni Zamirri, delegato Cgil.
Questa mattina si riprende con l’assemblea.
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