Fabbio: “Meier? Nessun mistero, solo scelte ordinarie”
Lex sindaco di Alessandria ribatte alle accuse di quanti ritengono che i 3,9 milioni mancanti per la costruzione del nuovo ponte siano un buco creato dalla Giunta e spiega: quei soldi sono stati effettivamente spesi per il ponte
Lex sindaco di Alessandria ribatte alle accuse di quanti ritengono che i 3,9 milioni mancanti per la costruzione del nuovo ponte siano un buco creato dalla Giunta e spiega: quei soldi sono stati effettivamente spesi per il ponte
ALESSANDRIA – Piercarlo Fabbio, ex Primo cittadino della città, stanco delle critiche e delle “azioni di chi cerca di instillare ad arte il dubbio presso i cittadini che qualcuno si sia intascato dei soldi pubblici”, interviene sulla vicenda dei fondi del Ponte Meier spiegando la posizione della precedente amministrazione.
“Sarebbe ora che la gente capisse – esordisce – che la politica è una cosa e la ragioneria un’altra. La politica decide di fare il ponte, la ragioneria ha poi il compito di gestirne le spese ordinarie. Nel caso del Meier è andata esattamente così, non c’è nessun mistero né giro strano di denaro, tutto è semplicemente ordinario”.
Come sono stati spesi allora i fondi che adesso mancano all’appello del tesoretto ammonticchiato per il ponte?
“Quel denaro è stato speso – spiega l’ex sindaco – per interventi di premessa alla costruzione del ponte. Sebbene i risultati della costruzione di un’opera del genere siano visibili a tutti quando il cantiere comincia a lavorare alla struttura, prima sono da realizzare tutta una serie di operazioni, quali ad esempio le opere di demolizione delle costruzioni precedenti e, nel caso del Meier, una bonifica bellica e poi l’intervento della soprintendenza per l’accertamento di eventuali interessi storici e architettonici sull’area poi oggetto di scavi. Tutto questo è perfettamente normale, tanto è vero che quei fondi sono stati attinti dalla ragioneria con una determina, senza bisogno di nessun altro atto”.
Tutto secondo programma dunque, quindi i costi del ponte non stanno lievitando rispetto a questo previsto inizialmente?
“Assolutamente no – conclude Piercarlo Fabbio – almeno non finché ci siamo stati noi, ora i conti sono in mano ad altri ed è giusto che altri rispondano del procedere dei lavori, perché loro sono a questo punto le scelte. L’unica spesa che si è aggiunta non prevista è stata quella per i lavori di ulteriore accertamento previsti dalla soprintendenza, e il rischio è che annullino il vantaggio ottenuto dal ribasso d’asta che c’è stato al momento dell’appalto. Il costo totale preventivato per il ponte Meier era di 18 milioni di euro, ribassati del 30% grazie alla gara d’appalto. Ora può darsi che quel 30% debba essere comunque speso per gli accertamenti della soprintendenza e lavori connessi a questo. Ma non c’è altro. L’importante è che il totale della spesa non superi i 18 milioni preventivati, e finché c’eravamo noi quel tetto non era in discussione”.
Su Facebook intanto gira una spiegazione firmata dallo stesso ex Ragioniere Capo Paolo Ansaldi, confermata anche da Piercarlo Fabbio.
Eccola di seguito:
Io, che molto “sabaudo” non sono se non per origine famigliare, sono stato “sabaudissimo” e con il supporto degli uffici, efficienti come non potevo immaginare, è stata preparata una corposa memoria che è stata a loro consegnata in cui viene giustificata la non ricostituzione del vincolo – se non per 20.000 euro -, essendo i 3,9 milioni stati spesi per pagare somme relative alla loro destinazione originaria.
Mi spiego meglio; i soldi erano stati svincolati per far fronte ad una emergenza di cassa, ma poi, in un momento in cui non c”era più necessita, si sono pagate con il corrente disponibile le spese per il ponte, che comprendono quelle per la demolizione, quelle per alcune operazioni accessorie (per esempio mi ricordo la bonifica bellica) e quelle per le integrazioni progettuali richieste dalla Soprintendenza.
È tutto documentato, contabilizzato e depositato, in copia, presso gli uffici della Ragioneria, ed in originale presso la Procura competente.
Certo bisogna essere un po’ de-sabaudizzati per evitare di ricostituire un vincolo, che è già stato speso per l’uso vincolato, solo per formalmente chiudere il processo iniziato con la delibera di Ravazzano; ma siccome quel che conta è la sostanza, sulla forma si può essere rimbrottati, ma niente di più.
Una ultima cosa.
A beneficio del Tesoriere, esiste una mia determina nella quale – e proprio a seguito della visita della Finanza – “ricostituisco” il vincolo originario per la sua parte rimanente, circa 20.000 euro: e la determina è stata fatta tempo fa, quindi in un momento non sospetto, ed in grado di tacitare gli organismi preposti ai controlli ed il Tesoriere stesso.
Paolo Ansaldi (ex Ragioniere Capo)