Cooperative: il presidio non si ferma. Boccata d’ossigeno per il Cissaca
Ieri l'evento "nessun dorma" davanti alla Prefettura, dove prosegue il presidio per richiedere lo sblocco della situazione e l'erogazione dei fondi arretrati da parte del Comune. Intanto è di ieri la notizia dell'arrivo di 1 milione e 300 mila euro al Cissaca da parte della Regione
Ieri l'evento "nessun dorma" davanti alla Prefettura, dove prosegue il presidio per richiedere lo sblocco della situazione e l'erogazione dei fondi arretrati da parte del Comune. Intanto è di ieri la notizia dell'arrivo di 1 milione e 300 mila euro al Cissaca da parte della Regione
ALESSANDRIA – Una protesta colma di dignità e preoccupazione quella che prosegue in piazza della Libertà, di fronte alla Prefettura, da parte dei rappresentanti delle tante cooperative cittadine soffocate dal dissesto e dai crediti vantati nei confronti del Comune e delle sue partecipate, per ormai più di 8 milioni di euro. Ieri, martedì 23 ottobre, a dare forza e voce alla protesta ci hanno pensato artisti, giocolieri e musicisti, riuniti in piazza per uno spettacolo e alcuni momenti di riflessione. Tra loro anche il tenore Silvano Santagata, che ha interpretato la celebre aria “nessun dorma” tratta dalla Turandot di Giacomo Puccini.
Fra le buone notizie di ieri, oltre alla testimonianza di una città che non si arrende, l’annuncio dell’arrivo di una trance di pagamento da parte della Regione al Cissaca: 1 milione e 300 mila euro versato nelle casse del Consorzio dei Servizi Socio Assistenziali di Alessandria che servirà a dare una boccata di ossigeno alle cooperative, alcune delle quali attendono di essere pagate ormai da due anni.

Fra di esse anche l’Aias, che pur non essendo una cooperativa si occupa di ragazzi diversamente abili e giace, come altre realtà, in estrema sofferenza. Il presidente, Savino Di Donna, ammonisce: “ad Alessandria si sta compiendo una vera e propria ‘strage degli innocenti’, chi di dovere rifletta su queste parole”.
Nei prossimi giorni saranno promosse altre iniziative. Le cooperative proseguono la loro battaglia che, come spiegano alcuni esponenti, fra i quali Renzo Sacco, della cooperativa Coompany&: “invece della violenza e della contestazione continua a preferire la dignità, la musica e l’impegno attivo sul territorio. Il problema però è che la nostra non vuole essere una manifestazione simbolica, ma la testimonianza concreta che non abbiamo più i soldi per andare avanti”.