Assessore Bianchi e “partecipate” : scoppia il caso
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Assessore Bianchi e “partecipate” : scoppia il caso

Se ieri l'assenza dell'assessore Pietro Bianchi sembrava aver fatto scoppiare un caso sul suo ruolo, oggi la vera polemica che scoppia è sulle dichiarazioni relative al futuro delle partecipate. Sbottano i sindacati, mentre il sindaco fa le sue precisazioni. Non sarà stato "letto male" il futuro di queste società?

Se ieri l'assenza dell'assessore Pietro Bianchi sembrava aver fatto scoppiare un caso sul suo ruolo, oggi la vera polemica che scoppia è sulle dichiarazioni relative al futuro delle partecipate. Sbottano i sindacati, mentre il sindaco fa le sue precisazioni. Non sarà stato "letto male" il futuro di queste società?

Aggiornamento ore 15.50
“Scoppia il caso “partecipate”

Le parole dell’assessore Pietro Bianchi sul destino delle partecipate hanno fatto scoppiare un vero e proprio caso oggi. O forse, meglio, è stato frainteso il percorso futuro che spetta alle aziende ex municipalizzate per la superficialità con cui si legge l’informazione (locale). 
L’assessore Bianchi, nel corso della commissione di ieri, ha parlato chiaramente di “steps”, di gradini: “valutazione reale delle condizioni in cui si trovano le aziende, riorganizzazione, stabilizzazione e solo in un secondo momento vendita”. Questo è lo scenario che si presuppone per un futuro non certo prossimo,ma ben più lontano. A sottolineare quindi la necessità di un risanamento “ora”, nell’imminente, di queste società è intervenuta anche il sindaco Rita Rossa, con una “lettera-comunicato”. “E’ evidente che, come peraltro è sottolineato nel programma di mandato, verranno individuate le aziende strategiche e che alcuni assets sono indiscutibili (si veda ad esempio tutto il discorso sull’acqua pubblica e sul rispetto del mandato referendario). Voglio però ribadire  – prosegue il sindaco – che è altrettanto evidente che i servizi debbono funzionare e che le aziende stesse debbono superare, attraverso un risanamento, le difficoltà che attualmente colpiscono, in maggiore o in minore misura, tutte le partecipate”.
E ha aggiunto ancora: “Mi sembra di non dire niente di nuovo né di scandaloso se affermo, per esempio, che AMIU ha bisogno di soci e anche di recuperare produttività. Ovviamente tutti questi percorsi saranno individuati caso per caso, in accordo con le organizzazioni sindacali con tavoli di concertazione, nell’ottica  di non lasciare solo nessuno come più volte abbiamo affermato. Ma che oggi quelle aziende siano in forte difficoltà, che assolutamente non siano in grado di andare sul mercato e che abbiano necessità di un forte risanamento, questo credo che nessuno possa negarlo”.
Queste parole di supporto del primo cittadino sembrano voler essere anche una risposta al comunicato inviato questa mattina dalle organizzazioni sindacali, che con aria di battaglia scrivono: “Cosa vogliono dire le gravissime dichiarazioni dell’Assessore al Bilancio sul destino delle partecipate: tagli ai contratti di servizio per 30 milioni, vendita per fare cassa.  E’ la decisione del Sindaco e di tutta la sua Giunta? Se è così, vuol dire che l’Amministrazione ha scelto di andare avanti da sola. La strada è sbagliata. Nel metodo e quel che più conta nella sostanza“.
 Anche Alessandrianews questa mattina riportava le parole dell’assessore Bianchi, che ha ipotizzato tra le soluzioni future per le partecipate, quella della vendita, del 100% o di alcune quote, ancora non si sa. Perché ancora non si sa nemmeno come risanare queste aziende, figuriamoci metterle oggi sul mercato! Un “caso” scoppiato nel buio della realtà che vivono queste società. 
 

ALESSANDRIA –  La “fase due” della presentazione del Programma di mandato si è aperta in commissione Bilancio, congiunta con Affari istituzionali in maniera insolita.
A balzare subito all’occhio è stata l’assenza dell’assessore al Bilancio e alle Partecipate Pietro Bianchi. “Sospendiamo la seduta e aspettiamo che arrivi” è la stata la richiesta dei commissari di minoranza Locci e Barosini. Addirittura il consigliere pidiellino ha aggiunto “Non si può discutere di materie finanziarie, in una situazione come quella del dissesto, senza l’assessore preposto. Se non può essere presente a questi impegni il sindaco gli ritiri le deleghe…così risparmieremmo anche lo stipendio di un assessore”.
L’attenzione quindi per oltre un’ora si è concentrata sull’assessore – e sulla sua assenza – più che sul contenuto del Programma di mandato in materia di Bilancio. L’aula appoggia la sospensione della commissione, in attesa dell’arrivo del sindaco, Rita Rossa, a farne le veci. Ma prima di entrare nel vivo dei temi, il primo cittadino ha spiegato: “Bianchi è un professionista prima di tutto. La sua assenza in commissione non è sintomo di poco impegno e di scarsa professionalità, perché tutto quello che deve fare in qualità di assessore lo porta a termine. Le cose le fa bene, pur non essendo sempre qui”. Sembra infatti che dalla convocazione della commissione Bilancio, avvenuta giovedì 18 ottobre, si fosse già a conoscenza dell’assenza di Bianchi per motivi di “lavoro accumulato”, quindi per impegni lavorativi.
“Con 110 minuti di ritardo” – come ha ironizzato il commissario Emanuele Locci – l’assessore è arrivato a Palazzo Rosso. “Credo sia fuori luogo questo sarcasmo – ha risposto Pietro Bianchi – Intanto perché io sono un tecnico e questa è materia prettamente politica e poi perché il mio lavoro, come tutti sanno, mi impegna molto. Ciò nonostante la mia ‘non presenza’ non mette in dubbio l’impegno che mi sono assunto con questo ruolo”. “Privilegiare il mio lavoro (inteso da professionista) – che è la scelta dell’assessore, come ha lui stesso dichiarato – non significa che non faccio quello che devo fare”.
Terminata la polemica, che tra l’altro non sembra essere nuova nei confronti dell’assessore al Bilancio, assente anche in altre occasioni importanti di discussione secondo alcuni esponenti di minoranza (e qualcuno anche della maggioranza stessa, ndr), il sindaco Rossa è entrata nei dettagli del futuro “economico” della città.

“L’obiettivo del Programma di mandato – sintetizza subito il primo cittadino – è quello obbligatorio di una ‘spendig review’ interna, con azioni che possano portare al risparmio e che permettano di recuperare risorse tese al risanamento”. Quella del risanamento, per poter poi ripartire, sembra l’obiettivo finale, mentre a breve termine torna l’imminenza del Bilancio stabilmente riequilibrato del 30 novembre, che assume le sembianze già di un consuntivo. E così il sindaco parte con qualche numero: “Con il Bilancio stabilmente riequilibrato dobbiamo puntare al taglio di 25 milioni (visto che possiamo scrive a bilancio 1/3 dei debiti fuori bilancio): il debito del Comune verso le società partecipate è di 78 milioni di e le entrate certe 90 milioni”. Le grosse problematiche sembrano non riguardare il 2013, ma bensì il 2012 perché si tratta di una situazione “già avviata”, ovvero che non parte da inizio anno, ma che per metà è stata ancora seguita dalla precedente amministrazione Fabbio.
Sembra infatti che anche se si decidesse di tagliare, ci sono comunque servizi già destinati (come 3 milioni di euro ad Amiu). E ancora “30 milioni – dichiara Rita Rossa – di residui attivi per pagamenti vari, destinati ad altro che non hanno quindi coperto e saldato tante fatture per servizi delle partecipate”. E così se per l’emergenza stipendi dei dipendenti comunali si cerca di “arrancare” un favore delle banche per posticipare le date delle rate dei mutui, l’obiettivo per le società partecipate è prima quella del risanamento, della “messa in bolla” come l’ha definita Bianchi. “Il primo sforzo deve essere quello di riuscire a mettere in tranquillità tutte queste aziende e non mi riferisco solo a quelle che sono sulla bocca di tutti per le imminenti problematiche dei salari”. L’assessore Bianchi preannuncia anche la necessità/possibilità nel futuro di vendita di qualche società (per intero o solo qualche quota di partecipazione), ma nel presente l’obiettivo è arrivare all’”auto-alimentazione” di queste aziende: “gli steps devo essere valutazione, riorganizzazione, stabilizzazione e solo poi vendita”. Le critiche di “poca concretezza” e della mancanza di una strategia arrivano dal consigliere Davide Buzzi Langhi: “non è possibile non avere nero su bianco una linea strategica di risanamento”. Una tirata di orecchie arriva anche dal Movimento 5 Stelle con il consigliere Domenico Di Filippo: “Mi sembra un teatrino. Maggiore impegno deve arrivare sia dalla Giunta che dall’opposizione, che deve iniziare a fare delle proposte: la nostra è che in mancanza di fondi gli enti pubblici devono far riferimento all’articolo 53 del testo unico per gli Appalti pubblici che si riferisce allo ‘scambio di immobili’”.

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