“Alessandria non può spegnersi”: migliaia di fiaccole per tenere accesa la speranza
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“Alessandria non può spegnersi”: migliaia di fiaccole per tenere accesa la speranza

Tantissimi gli alessandrini in corteo per le vie delle città: "è il tempo delle risposte da Roma" invocano tanto i lavoratori quanto i sindacati e il primo cittadino. Intanto il Prefetto dalla sede di Confindustria precisa: "il mio ruolo è lavorare nell'ombra, comprendo le difficoltà della città, stiamo lavorando alle soluzioni"

Tantissimi gli alessandrini in corteo per le vie delle città: "è il tempo delle risposte da Roma" invocano tanto i lavoratori quanto i sindacati e il primo cittadino. Intanto il Prefetto dalla sede di Confindustria precisa: "il mio ruolo è lavorare nell'ombra, comprendo le difficoltà della città, stiamo lavorando alle soluzioni"

ALESSANDRIA – La città si è accesa con duemila fiaccole, distribuite dai sindacati Cgil, Cisl e Uil organizzatori del corteo. Ma la partecipazione è stata ben più ampia: le stime effettuate parlano di circa 4000 persone (e chiunque sia stato presente alla manifestazione potrà testimonare che per Alessandria si è trattato certamente di una risposta importante).

In testa alla fiaccolata la musica e l’allegria della Bandarotta Fraudolenta che ha reso gioioso il percorso del corteo per tutto il centro cittadino. Poi, a seguire, il sindaco di Alessandria, Rita Rossa, affiancata dai sindaci (tutti con la fascia tricolore) di molti altri paesi della provincia: Felizzano, Solero, Bergamasco, Piovera, Castellazzo, Castelletto d’Orba e anche Nizza Monferrato  e il vice sindaco di Asti, Davide Arri


Folta la delegazione politica, non solo comunale. E numerosi i rappresentanti anche della Provincia di Alessandria: non solo amministratori, ma anche dipendenti e lavoratori. I lavoratori, proprio loro, sono stati i protagonisti insieme a migliaia di cittadini “comuni” di Alessandria pronti a reagire e a partecipare. Per una notte le strade della città si sono riscoperte gremite: al passaggio del corteo da un capo all’altro di corso Roma si potevano vedere solo fiaccole, sorrette da persone intente a camminare e discutere al ritmo della musica e sospinti dalla voglia di “esserci” e di non arrendersi.

“Sono contenta della risposta della città, della partecipazione di così tanta gente – ha dichiarato il sindaco – Questa è la battaglia di tutta la città”. Poi ha aggiunto nel suo intervento a fine fiaccolata dal palco: “io non mi fermerò. Vogliamo risposte dal Governo, dalla Regione perché non siamo andati a chiedere aiuti a fondo perduto, ma solo i soldi degli alessandrini. Perché voi (rivolgendosi ai cittadini ndr) rappresentate questa sera il senso più vero di tutte queste richieste”. “La legge dei numeri imposta dai tecnici significa ‘morte’ per Alessandria – ha aggiunto Adelchi Puozzo della Cgil – Ma noi non vogliamo spegnere le luci che hanno attraversato la città questa sera, noi non vogliamo spegnerci”.

Quello della fiaccolata era il popolo unito, ma anche ferito di Alessandria, come l’ha definito Fabrizio Sala della Cisl. Anche Aldo Gregori della Uil esorta a “dire basta” per fermare il declino della città. Rita Rossa durante il suo discorso in piazza ha chiamato in causa anche il Prefetto: “chiedo che anche il Prefetto faccia sentire con voce forte il disastro che la città sta vivendo, anzi subendo. Perché non ha colpe”. E aggiunge: “farò qualsiasi atto straordinario per non lasciare indietro nessuno, e se necessario riproporro anche la delibera che è stata bloccata (quella dello svincolo soldi vincolati all’Osl ndr) a costo di prendermi una denuncia per abuso d’ufficio”.

E proprio ieri il Prefetto, ospite della tavola rotonda per la presentazione dell’ultima analisi congiunturale di Confindustria, aveva precisato la sua posizione, dichiarando in risposta alla richiesta dei sindacati di porre in atto azioni concrete: 

“Il mio ruolo è di operare sui tavoli, sul dialogo e sul confronto. Il mio compito non è di operare in modo pubblico, ma ‘in sordina’, senza farmi pubblicità”. In quell’occasione il prefetto ha confermato l’attenzione e l’impegno per le problematiche di Alessandria, dichiarando esplicitamente la condivisione del “disagio dei lavoratori e le loro preoccupazioni”. “Proprio perché la situazione è delicata e molto complessa è necessario che il lavoro e il ruolo del prefetto avvenga ‘ai tavoli'”. Romilda Tafuri si è dimostrata consapevole delle priorità da affrontare, concludendo il proprio intervento con una sottolineatura che lascia aperta qualche speranza per i tanti lavoratori tuttora con il fiato sospeso: “lo stipendio è un diritto garantito dalla legge ed è per questo che ci si sta muovendo. In questa fase bisogna essere coesi e solidali. Le polemiche non sono proficue. Serve invece la capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo ed è questo lo spirito con il quale stiamo vedendo come affrontare la situazione”.

In fatto di coesione e voglia di lottare un segnale dagli alessandrini, che hanno risposto in massa all’appello dei sindacati alla fiaccolata, è sicuramente stato dato. Bisognerà vedere se sarà sufficiente o quali saranno le prossime mosse del contenzioso con Roma. Intanto i sindacati hanno ribadito l’intenzione di realizzare un grande sciopero unitario di tutti i lavoratori di Alessandria per venerdì 26 ottobre: un ulteriore, disperato tentativo, di far sentire forte e chiara la voce di una città che non vuole arrendersi. 

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