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Un “girotondo” che partiva da Alessandria per evadere le accise
Ha preso le mosse da Alessandria una vasta operazione, denominata Girotondo, condotta dai Carabinieri e dalla Agenzia della Dogane e che ha portato a scoprire un giro di false esportazioni di alcolici. Circa 6 milioni di euro il giro d'accise evaso
Ha preso le mosse da Alessandria una vasta operazione, denominata Girotondo, condotta dai Carabinieri e dalla Agenzia della Dogane e che ha portato a scoprire un giro di false esportazioni di alcolici. Circa 6 milioni di euro il giro d'accise evaso
ALESSANDRIA – Ha preso le mosse da Alessandria una vasta operazione, denominata Girotondo, condotta dai Carabinieri e dalla Agenzia delle Dogane e che ha portato a scoprire un giro di false esportazioni di alcolici al fine di frodare sul pagamento delle accise. Si calcola che il giro di evasione possa essere pari a circa 6 milioni di euro sui prodotti come liquori, che figuravano destinati all’esportazione ma finivano invece sul mercato nero italiano. Oltre 15 le persone coinvolte a vario titolo, sottoposte su autorizzazione del giudice delle indagini preliminari a misure cautelari. Sette le aziende di produzione di alcolici, intermediari ed autotrasportatori. Nei guai sono finiti anche tre funzionari dell’agenzia della dogana di Napoli e Bari che facevano figurare come esportate, prevalentemente verso l’Albania e la Turchia, la merce che in realtà non usciva dei confini nazionali. Tra le persone coinvolte ci sono alcuni astigiani titolari di aziende del territorio.
Le indagini, che hanno visto impiegati circa 200 uomini dell’arma e dell’agenzia della dogana, hanno portato ad individuare il fulcro dell’attività illecita in una ditta in provincia di Avellino, la Verlight Italia, in seguito fallita, di Francesco Araci, nato a Crotone e residente in Germania ma di fatto gestita da Giorgio Cumino, 65 anni di Asti. La ditta, produttrice di alcolici, risultava avere un deposito anche ad Alessandria, in zona industriale. E lì che la merce spesso arrivava, teoricamente destinata all’esportazione ma, di fatto, immessa nuovamente sul mercato nazionale.
L’agenzia delle Dogane (nella foto a destra il direttore Claudio Berna) ha però notato gli spostamenti sospetti di merce che dal sud veniva trasportata al nord, per poi tornare spesso a Bari o a Napoli, da dove, in teoria, avrebbe dovuto partire verso i paesi extraeuropei. Il timbro (si tratta in realtà di un messaggio elettronico) della dogana in effetti veniva apposto, ma i bancali non si muovevano dai depositi. Il “risparmio” delle accise è di circa un terzo del valore della merce. Dopo le prime indagini, i titolari della Verlight avrebbero intuito che il cerchio si stava stringendo e la ditta è stata dichiarata fallita, nonostante un fatturato di 4 milioni di euro. Successivamente sono entrate nel “giro” altre ditte, come la Luxor e la Agro Alimentare entrambe con sede a Napoli. Sono risultate coinvolte anche aziende di Asti, la Martinengo Vini e la Martinengo Distribuzione di Belveglio, in provincia di Asti, e Cascina Dellavalle, di Asti.
“Quel che rileviamo – dicono gli inquirenti – è che si tratta di aziende sane e presenti da tempo sul territorio che per motivi le cui motivazioni non sono chiare vengono coinvolte”.
L’indagine è ancora in corso e potrebbe allargarsi ulteriormente.
Alle operazioni hanno collaborato anche gli organi di polizia dell’Unione Europea attraverso l’utilizzo degli strumenti previsti dalla convenzione di Napoli II che rafforza la mutua assistenza e la cooperazione tra le amministrazioni doganali degli stati membri della Ue e di quelli aderenti alla convenzione Eurogol.
I soggetti sottoposti alle misure cautelari sono:
Francesco Aracri (51enne) nato a Crotone e residente in Germania;Vincenzo Barretta (36enne) residente a Calvizzano (Na); Mattia Barretta (37enne) di Calvizzano; Renato Boasso (57enne) nato ad Alba e residente a Venticano (AV); Francesco Cervino (39enne) di Portico di Caserta; Giorgio Cumino (65enne) di Asti; Elio Battista Della valle (42enne) nato a Racconigi residente ad Asti; Antonio Dellorco (50enne) di Bari; Nicola Di Bari, (59enne) abitante a Cassano delle Murge, Renzo Eetreno (62enne) residente ad Asti; Antonio Romano (48enne) di Nola, in provincia di Napoli; Raffaele Romano (48enne) di Napoli; Vincenzo Scala (27enne) di San Giorgio a Cremano; Gaetano Valvano (38enne) residente a Sant’Angelo dei Lombardi. Il quindicesimo arresto, Carmine Porta (53enne) nato a Crotone e residente a Varisella, in provincia di Torino, è stato invece eseguito a Savona non appena sbarcato da una lussuosa nave da crociera.
Un sedicesimo uomo è ancora latitante.
Le aziende coinvolte sono la Verlight Italia s.r.l. di Torre le Nocelle (Avellino); Martenengo Distribuzioni s.a.s., Belveglio (At); Martinengo Vini s.a.s., Belveglio (At); Luxor s.r.l., Mugnano di Napoli (Na); Agro Ambiente International s.r.l. Calvizzano (Na); Ricar s.a.s., Belveglio (At); Cascina Dellavalle s.r.l.. Asti.
Un sedicesimo uomo è ancora latitante.
Le aziende coinvolte sono la Verlight Italia s.r.l. di Torre le Nocelle (Avellino); Martenengo Distribuzioni s.a.s., Belveglio (At); Martinengo Vini s.a.s., Belveglio (At); Luxor s.r.l., Mugnano di Napoli (Na); Agro Ambiente International s.r.l. Calvizzano (Na); Ricar s.a.s., Belveglio (At); Cascina Dellavalle s.r.l.. Asti.