Il sindaco Rossa chiede aiuto a tutti comuni piemontesi
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Il sindaco Rossa chiede aiuto a tutti comuni piemontesi

Il sindaco Rita Rossa chiede "aiuto" all'Anci, associazione nazionale comuni d'Italia, per il "caso" Alessandria. Il neo presidente regionale, Piero Fassino, promette: "La prima cosa di cui mi occuperò è mettere in campo tutte le forze affinchè la città rientri nel decreto salva comuni"

Il sindaco Rita Rossa chiede "aiuto" all'Anci, associazione nazionale comuni d'Italia, per il "caso" Alessandria. Il neo presidente regionale, Piero Fassino, promette: "La prima cosa di cui mi occuperò è mettere in campo tutte le forze affinchè la città rientri nel decreto salva comuni"

15:30 Fassino, neo presidente regionale Anci. “mi occuperò di Alessandria”
Il sindaco Rita Rossa è intervenuta stamattina all’Assemblea Regionale dell’Anci (associazione nazionale comuni d’Italia) che si è tenuta a Cherasco e nel corso della quale è stato eletto il nuovo presidente Piero Fassino, sindaco di Torino. Rita Rossa ha ripercorso le vicende che hanno portato l?amministrazione a ottemperare alla Deliberazione della Corte dei Conti che dichiarava il dissesto di Alessandria, ed ha sottolineato come la città stia vivendo in una situazione di emergenza. “Rimango esterrefatta – ha detto – quando vedo che Alessandria non è ricompresa nel Decreto salva enti. Questo Decreto mette in luce un forte abbassamento dei livelli di rappresentanza. L’Anci deve fare diga a questo processo e proporsi come interlocutore del Governo nella rappresentazione dei problemi drammatici delle autonomie locali. Si sta profilando il pericolo silente dello svuotamento della riforma del titolo V della Costituzione”. Il neo presidente Fassino ha promesso di “mettere i campo tutte le forze, far valere tutte le forme di pressione perché in sede di riconversione il fondo di rotazione previsto dal Decreto sia destinato anche ad Alessandria: è la prima cosa di cui mi occuperò”. Nel ringraziare Fassino, il sindaco Rossa ha aggiunto: “Evidentemente i tecnici non hanno ben chiara la curva dei bisogni dei cittadini e delle risposte che i sindaci sono tenuti a dare. I comuni rischiano di morire per asfissia contabile e finanziaria. Dobbiamo risvegliare la rappresentanza del territorio, insieme ai parlamentari piemontesi, alle associazioni di categoria, ai sindacati e a tutti coloro che si vorranno prendere a cuore le sorti della nostra città”.
 

ALESSANDRIA – “Pronti a ‘marciare’ su Roma” contro l’esclusione dal decreto salva comuni. Quella che il sindaco Rita Rossa lancia come domanda provocatoria sulla sua pagina del social network facebook sta accarezzando i sogni degli alessandrini che, vessati da tasse e tariffe al massimo storico e incerti per il loro futuro, si dicono pronti a manifestare davanti a palazzo Chigi.
Si tratta, forse, più di una nota di colore che una proposta vera e propria. Ma stando agli umori del popolo del web questa volta Alessandria parrebbe pronta ad uscire dalla consueta sonnolenza.

“Queste ultime ore sono state molto convulse – scrive il sindaco Rossa – Come ricordate, sono stata a Roma dieci giorni fa e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Catricalà e il ministro alessandrino Balduzzi ci avevano garantito l’inserimento della nostra città nel decreto salva comuni approvato venerdì. Tanto eravamo ottimisti che nella comunicazione avevamo, pur nella riservatezza della…cosa, per consentire senza clamori il lavoro dei tecnici per la soluzione che permettesse ad Alessandria di essere inserita nel decreto, ringraziato con enfasi. Come invece e’ andata a finire l’avete visto tutti: Alessandria inspiegabilmente esclusa nonostante noi fossimo stati obbligati da una sentenza della corte dei conti a votare la procedura di dissesto, pena lo scioglimento del neo eletto consiglio comunale”.

E ancora: “Ci hanno obbligato, per legge, ad aumentare tutte le tasse e tariffe locali. Ci obbligano a fare un bilancio con trenta milioni di euro di tagli in tre mesi, bilancio gestito dalla vecchia, e colpevole del dissesto, amministrazione Fabbio. Nel loro bilancio entravano 90 milioni e ne uscivano 120 milioni”.
Rita Rossa non risparmia neppure la corte dei conti, che “ha aspettato 8 mesi ad emettere la sentenza, lo Stato ha fatto finta di niente per comodità o pressioni indebite”. E ora, “dobbiamo vedere anche il salvataggio preventivo di Napoli, Palermo, Catania, la Sicilia e altre grandi città”.

Il riferimento che il sindaco fa alla situazione di Alcoa rischia di essere letta come la dichiarazione di una guerra tra poveri, ma mette a nudo tutto la rabbia: “I nostri 2000 dipendenti tra comune e aziende che rischiano lo stipendio sono il triplo di quelli dell’Alcoa che sono andati a manifestare a Roma e subito sono stati riveriti da mezzo governo. Dobbiamo fare lo stesso? Dobbiamo manifestare contro l’abbandono che rischia di uccidere la nostra città?”

“Lo Stato ci deve 5 milioni ma naturalmente fa finta di niente. Pero’ alla Sicilia ne ha trasferiti 450 milioni in poche ore. Potrebbe lasciarci tutta l’Imu, che sono soldi nostri, ma fa finta di niente. Potrebbe anticiparci (non regalarci) l’addizionale comunale Irpef, che sono soldi nostri, ma fa finta di niente. Attendiamo risposte urgenti ma ci prepariamo alla mobilitazione”.
Insomma, sarà una amministrazione Rossa  “di lotta e di governo”? Vedremo nelle prossime ore come, concretamente, il sindaco e la sua giunta intende “opporsi con tutte le forze” a Roma. Intanto gli alessandrini “invocano” la linea dura.

Anche l’ex sindaco Piercarlo Fabbio, indicato dalla Rossa come “responsabile del dissesto”, dice di fare “il tifo per Alessandria. Mi auguro che rientri nel decreto legge perchè questo ci consentirebbe di uscire prima dal pantano”.
Circa le possibili sanzioni per i sindaci riconosciuti responsabili di dissesto dallo stesso decreto legge, Fabbio si chiama fuori: “riguarderanno coloro che governeranno da qui in avanti. Le norme non sono retroattive e quindi non attengono al nostro caso.
Per quanto ci riguarda, le sanzioni sono già previste dalla legge 149 dell’ottobre 2011 ed erano più o meno dello stesso tenore. Le nuove sono forse un più severe, in quanto prevedono la colpa grave e non il dolo. Non conosco comunque nel dettaglio i contenuti del ddl e le mie non possono che essere supposizioni”. Una considerazione, però, Fabbio la aggiunge: “mi sembra ci sia molta fretta di sanzionare qualcuno. E’ importante sottolineare due cose. La prima: mi chiedo perchè fare entrare anche i comuni e le province nel decreto, visto che si doveva parlare solo di Regioni.
La seconda, ma i danni prodotti dal presidente del consiglio chi li paga? perchè solo gli amministratori locali vengono colpiti? Se le sanzioni valgono, devono valere per tutti, non solo per alcuni. Non si possono cambiare le regole in corsa e dire che quel che è stato fatto fino ad oggi era sbagliato. In momenti come questi, di forte crisi e tensione sociale, occorre mantenere equilibrio. Se no c’è chi va allo Spielberg e che al ballo del Re”.
Questa settimana sarà comunque decisiva per le sorti di Alessadnria e la città attende di conoscere quale sarà la linea che l’amministrazione intende intraprendere.


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