Decreto salva Enti: Roma tradisce Alessandria
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
6 Ottobre 2012
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Decreto salva Enti: Roma tradisce Alessandria

"E' uno schiaffo agli alessandrini" ha commentato il sindaco Rita Rossa alla notizia - di ieri - che nel decreto salva Enti, portato in Consiglio dei Ministri il "caso Alessandria" (che inizialmente c'era), ora non compare più. "Faccio appello ai Parlamentari, alle categorie produttive e ai sindacati: facciamo sentire la nostra voce"

"E' uno schiaffo agli alessandrini" ha commentato il sindaco Rita Rossa alla notizia - di ieri - che nel decreto salva Enti, portato in Consiglio dei Ministri il "caso Alessandria" (che inizialmente c'era), ora non compare più. "Faccio appello ai Parlamentari, alle categorie produttive e ai sindacati: facciamo sentire la nostra voce"

ALESSANDRIA – “Sono sconcertata. Dopo essere stati a Palazzo Chigi e aver avuto rassicurazioni, abbiamo constatato che il decreto è entrato in Consiglio dei Ministri alle 16.30 di giovedì con l’indicazione di Alessandria come Comune beneficiario del fondo di rotazione e ne è uscito nella notte senza che di Alessandria vi fosse più traccia”. Il sindaco Rita Rossa esprime così tutta la sua delusione per il mancato inserimento di Alessandria nel Decreto salva Enti.
Quindi Alessandria – almeno per ora – sembra essere fuori dagli aiuti offerti dal Governo, che sembrano interessare quelle realtà che si trovano in pre-dissesto. “Si vuole forse uccidere la città? E’ incredibile e scandaloso che si decida di salvare Comuni che sono in deficit strutturale da tempo, che si permetta a Palermo di sforare il patto per 900 milioni di euro, che si stanzino ancora una volta fondi per Roma capitale, che si aiuti Napoli con somme a otto zeri e non si tenga conto della nostra situazione”.
Il primo cittadino torna a ribadire “siamo stati costretti a dichiarare il dissesto dopo un anno di verifiche della Corte dei Conti su atti illegittimi della precedente amministrazione”, ponendo l’accento sul fatto che sono state rispettate alla lettera le prescrizioni di legge, con l’aumento delle tariffe, l’inizio del risanamento strutturale dei conti e il riordino delle partecipate.  Quindi escludere Alessandria da questo fondo salva Comuni, “è uno schiaffo ai cittadini di Alessandria, incolpevoli per questa situazione che stanno pagando con tanti sacrifici”.
“Faccio appello ai Parlamentari del territorio perché rappresentino la nostra città – conclude Rita Rossa -, voglio riunire tutte le categorie produttive e i sindacati così che, insieme all’amministrazione comunale, facciano sentire la propria voce. Questa è una città che vuole risanare i suoi conti e risollevarsi”.
La speranza, però, è sempre l’ultima a morire: c’è ancora la possibilità che Alessandria riesca a rientrare in questo testo – e di conseguenza non venga lasciata sola, ma aiutata dallo Stato. E sembra che questa speranza vada riposta nella voce, all’interno del decreto, che fa riferimento ai “Comuni in particolare difficoltà”: voce che deve essere esaminata e chiarita.
“Io auspico che si tenga conto degli sforzi fatti dalla nostra comunità e che in sede di riconversione del decreto questa aberrazione trovi giustizia, così che Alessandria trovi giustizia”, ha chiosato il sindaco con l’amaro in bocca. Ma questa situazione sembra non piacere a molti, al di là del colore politico o di pensiero. E’ dal social network Facebook che si apprende infatti la sconcerto e l’amarezza anche dell’onorevole Franco Stradella (Pdl), che annuncia: “non darò mai più la fiducia a questo Governo tecnico, se il decreto non sarà modificato, prendendo in esame il caso alessandrino”. E questo è piaciuto molto al presidente della Provincia Paolo Filippi.
Uno per tutti, tutti per uno…verrebbe da dire in questo caso. Forse l’ossigeno che serve alla città è davvero in cima alle prerogative di tutti: Roma ascolta Alessandria!
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