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I dati sui tumori a Spinetta nel dossier della Procura
Tre studi commissionati dalla procura nell'ambito del processo contro alcuni dirigenti del Polo chimico evidenziano un numero maggiore di casi di malattia a Spinetta rispetto ad Alessandria: dati da valutare con attenzione ma non allarmanti e di cui tenere conto per azioni di prevenzione. Lombardi: guardiamo al futuro, Solvay rispetti ora le prescrizioni dell'Aia
Tre studi commissionati dalla procura nell'ambito del processo contro alcuni dirigenti del Polo chimico evidenziano un numero maggiore di casi di malattia a Spinetta rispetto ad Alessandria: dati da valutare con attenzione ma non allarmanti e di cui tenere conto per azioni di prevenzione. Lombardi: guardiamo al futuro, Solvay rispetti ora le prescrizioni dell'Aia
Tre studi specifici sono stati commissionati dalla procura della Repubblica nell’ambito del processo Solvay che si apre venerdì prossimo in Corte di Assise ad Alessandria contro ex dirigenti e amministratori delle aziende che negli anni si sono succedute al polo chimico di Spinetta Marengo. Alcuni elementi sono trapelati nel corso della commissione congiunta Comune e provincia, convocata dai presidenti Claudio Lombardi e Cristina Mazzoni. Dopo aver affrontato le questioni tecniche legate all’emergenza inquinamento, esplosa nel 2008 per la presenta di una altissima concentrazione di cromo esavalente nelle falde acquifere sotto lo stabilimento, ieri, davanti ai consiglieri dei due enti, hanno parlato l’Asl e nuovamente l’Arpa sulla problematica legata alla tutela della salute.
A redigere i dossier per la procura è stato l’esperto epidemiologico Ennio Cadum, già consulente per altre procure su casi analoghi. Sono stati analizzati i ricoveri ospedalieri in un arco temporale di 14 anni, dal 1996 al 2012 su una popolazione di 200 mila abitanti. Il secondo studio ha cercato di paragonare l’incidenza di alcune malattie, tra cui il tumore alla laringe, degli abitanti di Spinetta rispetto ad Alessandria; il terzo studio era volto a verificare l’eventuale esistenza di una maggiore incidenza di malattie in rapporto alla vicinanza allo stabilimento chimico. “Non è possibile in questa sede rilevare i dati specifici che saranno illustrati in aula durante il processo – dicono i dirigenti Arpa – ma è possibile dire che l’incidenza di malattie tumorali è superiore di un 15% circa a Spinetta rispetto ad Alessandria città.” Un dato che “deve far riflettere ma non allarmare” anche perchè sono numerose le variabili che potrebbero in qualche modo falsare il dato.
Nella stessa direzione vanno i dati dell’indagine epidemiologica condotta dall’Asl e illustrata in aula dal dottor Claudio Rabagliati, Responsabile della Struttura PePS dell’Asl Al e dalla dottoressa Maria Antonietta Brezzi, Direttore del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl Al.
In questo caso sono stati presi in considerazione non le ospedalizzazioni ma i decessi. La prima analisi era stata condotta nell’ambito del progetto Linfa e si riferisce agli anni 2004 e 2005. La seconda è stata richiesta dal comune di Alessandria dopo il 2008 ed ha preso in considerazione un lasso di tempo più lungo, da 1996 al 2008 con l’analisi di circa 2000 decessi (1005 uomini, 984 donne).
E’ emerso come: per i maschi la prima causa di morte nell’insieme del periodo 1996-2008 è rappresentata dai tumori (39.3%), seguiti dalle malattie dell’apparato cardiocircolatorio (38.6%) e dell’apparato respiratorio (8.6%); nello stesso periodo tra le femmine i decessi sono costituiti per il 45,6% dalle patologie circolatorie, seguite dai tumori (28.2%) e dalle malattie respiratorie (6.1%): tali distribuzioni riflettono l’ordine di importanza percentuale delle principali cause di morte a livello regionale e nazionale.
I tassi standardizzati su tutto il periodo indicano per le malattie respiratorie livelli inferiori rispetto alle medie regionali (il cui valore, nello specifico, è sempre uguale a 100) sia tra gli uomini (93.27, seppure in modo non statisticamente significativo), sia tra le donne (74.13, in modo significativo); parallelamente, l’andamento nel tempo (tra il 2004 e il 2008) ha evidenziato una graduale diminuzione di decessi per tali patologie, potenzialmente correlabili con l’intensificazione delle attività di controllo e bonifica prodotte sulla relativa area industriale e i cui vantaggi dovrebbero manifestarsi nel tempo.
I tassi standardizzati su tutto il periodo indicano per i tumori livelli superiori rispetto alle medie regionali (pari a 100) tra gli uomini (107.64, in modo non significativo), mentre tra le donne il dato risulta in linea con i valori medi piemontesi (100.27, non significativo); l’andamento tumorale femminile appare in decrescita tra il 2004 e il 2008.
Nel periodo 1996-2008 le morti per le malattie cardiovascolari sono risultate mediamente inferiori (anche significativamente) tra i maschi, con la sola eccezione dei decessi causati da ipertensione arteriosa, in quanto superiori ai dati di confronto piemontesi; tra le femmine i valori di mortalità cardiocircolatoria appaiono significativamente inferiori ai valori medi regionali.
I tassi standardizzati su tutto il periodo indicano per le malattie respiratorie livelli inferiori rispetto alle medie regionali (il cui valore, nello specifico, è sempre uguale a 100) sia tra gli uomini (93.27, seppure in modo non statisticamente significativo), sia tra le donne (74.13, in modo significativo); parallelamente, l’andamento nel tempo (tra il 2004 e il 2008) ha evidenziato una graduale diminuzione di decessi per tali patologie, potenzialmente correlabili con l’intensificazione delle attività di controllo e bonifica prodotte sulla relativa area industriale e i cui vantaggi dovrebbero manifestarsi nel tempo.
I tassi standardizzati su tutto il periodo indicano per i tumori livelli superiori rispetto alle medie regionali (pari a 100) tra gli uomini (107.64, in modo non significativo), mentre tra le donne il dato risulta in linea con i valori medi piemontesi (100.27, non significativo); l’andamento tumorale femminile appare in decrescita tra il 2004 e il 2008.
Nel periodo 1996-2008 le morti per le malattie cardiovascolari sono risultate mediamente inferiori (anche significativamente) tra i maschi, con la sola eccezione dei decessi causati da ipertensione arteriosa, in quanto superiori ai dati di confronto piemontesi; tra le femmine i valori di mortalità cardiocircolatoria appaiono significativamente inferiori ai valori medi regionali.
Il presidente della commissione Ambiente del Comune, Claudio Lombardi, ha fatto presente come “occorra guardare al futuro, partendo proprio da questi dati e facendo in modo che possano migliorare sensibilmente”. Un momento di svolta sarà il 31 dicembre 2012, quando le aziende del polo chimico saranno tenute a rispettare alcune prescrizioni indicate dall’Autorizzazione Integrata Ambientale. E in particolare: “La messa al bando del Pfoa; la riduzione delle emissioni del tetrafloruro di etilene fino al raggiungimento delle soglie consentite dalla legge; il monitoraggio continuo delle fonti di emissioni e la trasmissione agli organi istituzionali senza reticenze o rinvii”.
L’assessore provinciale all’Ambiente Lino Rava ha assicurato che “il nostro lavoro non finisce qui. Continueremo a monitorare la situazione attentamente, ci auguriamo con la piena collaborazione delle aziende”.
L’assessore provinciale all’Ambiente Lino Rava ha assicurato che “il nostro lavoro non finisce qui. Continueremo a monitorare la situazione attentamente, ci auguriamo con la piena collaborazione delle aziende”.