Amiu: lunedì o martedì gli stipendi. Verso una nuova azienda?
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Amiu: lunedì o martedì gli stipendi. Verso una nuova azienda?

Sono stati versati 500 mila euro per gli stipendi dei dipendenti di Amiu, ma saranno sui loro conti in banca tra lunedì e martedì. Questa mattina un incontro fra lavoratori, sindacati e amministrazione sulle prospettive future della società. Potrebbe nascere una nuova Amiu, ma con quali garanzie?

Sono stati versati 500 mila euro per gli stipendi dei dipendenti di Amiu, ma saranno sui loro conti in banca tra lunedì e martedì. Questa mattina un incontro fra lavoratori, sindacati e amministrazione sulle prospettive future della società. Potrebbe nascere una nuova Amiu, ma con quali garanzie?

15:30 Verso una nuova Amiu? 
Questa mattina, a seguito dello sciopero nazionale della Funzione pubblica Cgil, al quale hanno aderito anche i lavoratori dell’Amiu, una delegazione dei dipendenti ha chiesto di essere ricevuta dal sindaco Rita Rossa presso la Sala Giunta di Palazzo Rosso.

Durante il confronto che ne è conseguito, durato più un’ora e a tratti caratterizzato da toni accesi, il sindaco ha ribadito la necessità di rivedere l’organizzazione di Amiu, partendo dai vertici, e ragionando approfonditamente della possibilità di dar luce a una nuova società. La soluzione servirebbe ad aggirare “l’incaglio” in corso con la banca Barclays, che di fatto ha priorità su qualsiasi somma venga incassata da Amiu, perfino su quelle necessarie per pagare gli stipendi ai lavoratori.

Dipendenti e sindacati hanno discusso con il Primo cittadino ribadendo le preoccupazioni non solo per l’erogazione dei propri stipendi, di mese in mese racimolati grazie ad artifici e “invenzioni” contabili non sempre ortodosse, ma anche sugli assetti futuri che l’azienda per la raccolta dei rifiuti potrà assumere e su eventuali attività dismesse, con il conseguente rischio che non a tutti i lavoratori venga garantito il posto. Al termine dell’incontro è emersa comunque la volontà di intraprendere un percorso esplorativo delle diverse soluzioni praticabili e di proseguire il dialogo fra lavoratori, sindacati e amministrazione cittadina. A seguito dell’incontro i dipendenti torneranno regolarmente al lavoro domani, vista anche l’impossibilità di proseguire una protesta a oltranza e il rischio di subire conseguenze penali in caso di interruzione dei servizi. Il primo cittadino ha garantito il massimo impegno per trovare una soluzione finalmente stabile alla vicenda, ribadendo la necessità di ragionare del piano industriale complessivo della società con un occhio di riguardo alla tutela dei lavoratori e delle professionalità sviluppate nel tempo. 



Sono pronti a scendere in piazza e a scioperare

ad oltranza i dipendenti Amiu che ieri, giovedì 27, non hanno ricevuto lo stipendio del mese di settembre. Il sindaco Rita Rossa, intanto, conferma in conferenza stampa che i soldi ci sono e che sono anche già stati versati. “Gli stipendi saranno nei conti bancari dei dipendenti Amiu tra lunedì e martedì”. Purtroppo – oltre al problema Barclays, all’impossibilità di continuare a fare delibere straordinarie – si è presentato un nuovo ostacolo: il conto corrente sequestrato, che ha obbligato ad aprire una nuova procedura burocratica con la BNL. “A questioni burocratiche, di processi di apertura di un nuovo conto, è dovuto il ritardo, perché i 500 mila euro per gli stipendi di Amiu sono già stati versati”. Questa somma fa parte del denaro che è rientrato nelle casse comunali: 1 milione 800 mila euro, svincolato con l’approvazione dell’Organismo straordinario di Liquidazione, è legato alle anticipazioni che il Comune aveva dato ad Atm. “E’ stata fatta una ricostruzione dei fondi vincolati al Trasporto pubblico nel periodo dal 2008 al 2011: da qui sono stati prelevati 500 mila euro destinati agli stipendi Amiu”.

Ma la questione, dicono i sindacati, va ben oltre però al mancato percepimento dei compensi. “Ma non è questo il punto, o meglio non solo questo – dicono i rappresentanti sindacali – perché c’è in ballo il futuro dell’azienda”. Sotto “accusa” è l’atto di indirizzo con il quale la giunta comunale prefigura alcune ipotesi di “ridefinizione” del contratto di servizio di Amiu (scaduto dal 2008, precisa il sindaco), di fatto togliendo alla partecipata Amiu una serie di servizi, tra cui lo sfalcio dell’erba e lo sgombero neve. “In ballo ci sono circa 2 milioni di euro che potrebbero non andare più nelle casse di Amiu”: questa è la preoccupazione e la paura che sta colpendo in primis i lavoratori e ovviamente i sindacati. Questa stessa cifra viene citata anche da Rita Rossa nello spiegare la situazione: “il taglio dell’erba come servizio dato ad Amiu ci costa 2 milioni 100 mila euro, mentre se gestito in economia, cioè in proprio dal Comune, ne costerebbe 350 mila euro”. Questo atto d’indirizzo, “che non è una riorganizzazione dell’azienda” – ha voluto precisare il sindaco – prevede una serie di ipotesi per i servizi fuori dalla raccolta dei rifiuti (coperta dalla Tia) all’interno di una valutazione dei costi e delle destinazioni. “Il nostro incarico dato ad Amiu, che poi a sua volta lo appalta a cooperative viene a costare troppo. Tagliando un passaggio intermedio si risparmia”. Quindi l’amministrazione dovrà valutare se riuscirà con le proprie forze a coprire i servizi (prima di Amiu), oppure se dare l’appalto direttamente alle cooperative, senza passare da un’altra azienda. Il tutto nell’ottica del risparmio, “perché è in queste cose che si vede come ricade sulla città il dissesto”.
“Se così fosse, sarebbe gravissimo – replica Mauro Traverso di Cisl – perché significherebbe che sono state emesse fatture non commisurate al servizio per tanto, troppo tempo”. Mentre sul documento di indirizzo Traverso commenta così: “Quel che sorprende è il fatto che la decisione sia stata presa senza un preventivo accordo. A questo valuteremo di procedere con una vertenza per atteggiamento antisindacale”. Atteggiamento subito respinto dalla Rossa: “nel tavolo con i sindacati, di lunedì scorso, li avevamo informati di questo atto d’indirizzo. Nessun atteggiamento antisindacale, quindi”.
Ma la vera “gocciolina che ha fatto traboccare il vaso” sembra essere la determina firmata dal funzionario di settore con la quale si affida il taglio dell’erba di una piccola porzione di cimitero ad una ditta privata. Un mini-appalto da appena 4 mila 235 euro, iva inclusa, ma che è stato letto dai dipendenti Amiu come un segnale preoccupante. “E’ assurdo che il comune principale azionista di una azienda decida di affidare l’incarico ad un’altra ditta. E’ come se un titolare di una ditta di pulizia facesse pulire casa propria da un’altra ditta”, è l’esempio riportato da Traverso. Per tutte queste ragioni messe insieme, nella mattinata di oggi, a partire dal primo turno di lavoro, i dipendenti si riuniranno in assemblea permanente per decidere se proseguire lo sciopero ad oltranza anche nei giorni successivi, “se non otterremo risposte”. Mentre un’altra delegazione sarà invece in piazza della Libertà, sotto le finestre di Palazzo Rosso.

Nonostante il momento poco “idilliaco” tra lavoratori e amministrazione comunale, una buona notizia viene data dal primo cittadino: sembra che un problema, legato ad Amiu, sia stato risolto. Se sul fronte dialogo con la Barclays non si muove nulla, sul fronte della Newco Amiu/Iren si è raggiunto l’accordo. “La società Irene ha accettato l’annullamento del procedimento amministrativo di aggiudicazione (in associazione temporanea di impresa con Amiu S.p.A.), della gara per l’affidamento in concessione del servizio di gestione dei rifiuti urbani”. Ovvero è stato sciolto ogni rapporto con Iren. “L’azienda dichiara la disponibilità alla risoluzione dei patti parasociali stipulati con Amiu e si rende disponibile a cedere le sue azioni in Amiu (Newco) al valore nominale versato, al Comune di Alessandria, o ad altro soggetto indicato dall’amministrazione, con l’impegno, da parte della Newco AMIU ad eliminare qualsiasi richiamo ad Iren Emilia nell’uso del logo o marchio in ogni documento societario”.
Sul fronte economico finanziario l’amministrazione comunale – oltre agli stipendi – è riuscita a sbloccare anche lo “stop” arrivato dall’azienda di Genova Europam, fornitrice di carburante per gli automezzi comunali. “Nei giorni scorsi – ha spiegato il sindaco – Europam ha rifiutato di eseguire l’ordinativo di fornitura di carburante utilizzato da tutti i veicoli del parco automezzi comunale. La ditta, individuata da Consip Spa in convenzione, più di una volta ha utilizzato questo sistema per farsi pagare con regolarità le fatture a discapito dell’ordine cronologico di liquidazione”. Per evitare il fermo dei mezzi, quindi, l’amministrazione ha proceduto all’emissione di 19 mandati di pagamento per una cifra pari a 86 mila 500 euro, per fatture riferite al periodo gennaio-maggio 2012”.
“Ogni volta che si fa una verifica di cassa, si scopre sempre un nuovo imprevisto – ha commentato Rita Rossa- Anche questa è cronaca dal dissesto!”.

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