Superare le perdite, insieme
Vi presentiamo l'associazione Stare Bene Insieme che organizza gruppi di auto mutuo aiuto per chi ha subito una perdita e dà sostegno ai pazienti in fase terminale e alle loro famiglie
Vi presentiamo l'associazione Stare Bene Insieme che organizza gruppi di auto mutuo aiuto per chi ha subito una perdita e dà sostegno ai pazienti in fase terminale e alle loro famiglie
Reagire alle perdite può essere difficile. Perdere un affetto, non avere più un lavoro, separasi da un coniuge sono eventi che lasciano dei vuoti nelle persone. Traumi in grado di far vacillare la direzione della vita, di aprire dubbi e solitudini, minare speranze. Smarrimento di senso e venir meno di un punto di riferimento su cui contare per condividere emozioni. O temi difficili da affrontare con chi non è passato per strade analoghe, con chi non capisce cosa comporta vivere certe esperienze sulla propria pelle. Assenza che si assomma ad un’altra, rendendo ancora più arduo il percorso di uscita dalla sofferenza. Da questa lacuna nascono i gruppi di auto muto aiuto: realtà che uniscono persone che condividono il medesimo problema e la stessa situazione stressante di vita e forniscono loro supporto, incoraggiamento e amicalità. Non gruppi terapeutici o ricreativi, comunità ristrette che aiutano l’autostima e riducono il senso di solitudine che si crea dopo una perdita. Perché, questo è il convincimento: attraverso le dinamiche di gruppo si formano reti di sostegno, di condivisione, confronto e viene favorito il cambiamento a partire dall’individuo stesso e dalle sue risorse.
Dalla volontà di portare questo tipo di supporto anche in Alessandria ha preso vita, ormai più di una decina di anni fa, l’associazione Stare Bene Insieme. “Ho iniziato a fare la volontaria nel 1995 vicino agli ammalati terminali. Da quelle esperienze ho capito che dopo che si era subito il lutto non si aveva più nessun volontario al proprio fianco -ci racconta Mirella Faccini, presidente dell’associazione- Poi, nel dicembre 2000, sulla rivista di cura palliative, ho visto un articolo che parlava dell’Istituto tumori di Milano. Si diceva che stavano per partire dei gruppi di auto mutuo aiuto e si spiegava quello che erano. Lì ho capito che quello era ciò che cercavo e che colmava la mancanza di sostegno ai famigliari dopo una perdita. Così mi sono messa in contatto con chi aveva scritto l’articolo, il dottor Amadio Totis, per spiegargli che anche io avrei voluto aprire dei gruppi e come potevo fare per realizzarli. Il dottor Totis mi ha detto che sarebbe venuto ad aiutarmi fino a che saremmo state pronte a partire, e lo ha fatto per tutto l’inverno del 2001. Dopo un convegno a Roma, in cui siamo andate in 3 o 4, al ritorno in treno ci siamo dette “penso che siamo pronte per partire”. Così è cominciata: avevamo capito che anche noi avevamo bisogno di condividere i nostri problemi”.
Da quel viaggio in treno ne è stata fatta di strada: riunendo persone in momenti di difficoltà o organizzando conferenze e incontri (si possono vedere sul sito le numerose iniziative che ha organizzato) l’associazione Stare Bene Insieme è diventata una realtà importante, anche se ancora poco conosciuta, del nostro territorio. “La cultura del gruppo deve ancora entrare bene nella mentalità comune -spiega la presidente Faccini- Quando abbiamo iniziato comunque eravamo 5 o 6 in tutta Italia, ora nel coordinamento nazionale ci sono oltre 90 associazioni che organizzano gruppi di auto mutuo aiuto”. La difficoltà a farsi conoscere è dovuta anche alla reticenza a parlare di certi temi: “Dal 2001 uno dei nostri scopi principali è stato di divulgare la cultura del morire. È un tema però di cui si fa fatica a trattare e di cui molti non vogliono sentir parlare, anche adesso dopo dieci anni in cui le cose sono migliorate”. Origina però proprio dal conoscere da vicino il lutto, durante l’esperienza di assistenza ai malati oncologici e alle loro famiglie (continuata a tutt’oggi da Mirella Faccini e l’associazione all’interno dell’Hosipice Il Gelso), la grande spinta che muove Stare Bene Insieme. Si instaura un circolo virtuoso per cui molti di coloro che arrivano nei gruppi di auto mutuo aiuto poi diventano volontari dell’associazione, in un passaggio che coinvolge chi soffre anche nell’organizzazione delle attività.
Non solo un evento estremo come superare la morte di un caro trova conforto, quello di cui ci si occupa è: “elaborare la perdita. Per questo facciamo anche separazione, divorzi, cambi di città, perdita del lavoro o della casa”. Il gruppo di auto muto aiuto per la perdita del lavoro è stato una delle novità introdotte lo scorso anno. “In questo periodo di crisi ogni volta che accendevo la televisione mi dicevo: “qui bisogna fare un gruppo per chi perde il lavoro”. Lo scorso anno a settembre abbiamo organizzato un seminario di un giorno dove al mattino abbiamo toccato il problema psicologico della perdita lavoro e al pomeriggio si sono condivisi i propri pensieri in gruppo. Da quel primo approccio si è lanciato poi l’impegno di tenere aperto un gruppo sul tema per 7 incontri”. Purtroppo non c’è stato riscontro, però l’associazione non demorde e ha deciso di tenere aperto il gruppo ancora: a cadenza quindicinale, in alternanza con quello
Fondamentali per l’associazione Stare Bene Insieme sono anche i convegni e gli incontri. L’ultimo è del 10 settembre scorso in occasione della “decima giornata mondiale per la prevenzione del suicidio”, dedicata quest’anno al rafforzamento dei fattori protettivi e a infondere la speranza. Nell’occasione si sono anche tirate le file in senso numerico di questo drammatico fenomeno: in Italia la percentuale è scesa negli ultimi anni attestandosi al 6,9% di mortalità per suicidio ogni 100mila abitanti, nel 2009. In Alessandria e provincia sono solo 9 i casi di suicidio dell’ultimo anno, minori rispetto alla media nazionale e non aumentati a seguito della crisi, come ci ha spiegato Mirella Faccini. Per rimanere in Piemonte solo Novara ha così pochi casi di suicidio ma più tentativi: 13 contro i 5 di Alessandria. La Regione Piemonte ha registrato 236 suicidi, il picco massimo è nel cuneese con 72 casi. Correlare la presenza di realtà come Stare Bene Insieme alla scarsità dei casi di suicidio rispetto ad altri territori è forzato. Non lo è però vedere nel loro impegno, e in ciò che mettono a disposizione, un fattore positivo per aiutare persone provate emotivamente dalla perdita. Sono accompagnate nell’uscita con le proprie forze da momenti in cui tutto sembra nero. Come dice la presidente Faccini: “Tutti abbiamo bisogno di condividere e di comunicare. Ancora di più al giorno d’oggi in cui non c’è mai abbastanza tempo, siamo sempre tutti di corsa. I gruppi permettono proprio questo, aiutano ad aprirsi: al futuro, a una vita nuova dopo una perdita di qualunque tipo”.
Per avere ancora più dettagli sull’associazione e sui suoi scopi potete leggere qui e qui.