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Petizione anti-dissesto, “perché non siano i cittadini a pagare”
Il movimento Per la nostra città organizza una raccolta firme finalizzata alla presentazione di una petizione rivolta al presidente della Repubblica e al ministro degli Interni chiedendo che sia sospesa la legge sul dissesto in attesa che vengano accertate responsabilità
Il movimento ?Per la nostra città? organizza una raccolta firme finalizzata alla presentazione di una petizione rivolta al presidente della Repubblica e al ministro degli Interni chiedendo che ?sia sospesa la legge sul dissesto in attesa che vengano accertate responsabilità?
“Non devono essere i cittadini a pagare per il dissesto”. E’ partito da questo concetto il movimento “Per la nostra città” che alle ultime elezioni amministrative aveva espresso la candidatura di Mauro Morando alla carica di sindaco. Gli aderenti al gruppo promuoveranno nei prossimi giorni una raccolta firme a sostegno di una petizione popolare da presentare al presidente della Repubblica e al ministero degli Interni per chiedere che venga modificata la procedura, applicata per la prima volta ad Alessandria, prevista dalla legge sul dissesto finanziario. Con la petizione manifestano “tutta la contrarietà ad una procedura che comporta sacrifici per chi ha sempre pagato imposte e tariffe, per risolvere danni generati da inefficienti e dissennate gestioni politiche amministrative”. Chiedono “che si giunga a una rapida verifica delle responsabilità di chi ha nel tempo amministrato la città, portandola al dissesto; che si salvaguardino i servizi educativi, igiene urbana, trasporti, con opportuni piani industriali seri che permettano una qualità di vita dei cittadini che hanno sempre pagato, perché non garantire tali servizi significherebbe impattare in maniera grave sulla qualità della vita delle famiglie e sulla loro salute”. Chiedono inoltre “che sia sospesa in attesa di accertare la responsabilità agendo al recupero del danno procurato ogni forma di aggravio per le famiglie riguardante il dissesto finanziario” e, infine, un incontro con Monti e Napolitano per “presentare le proposte alternative pensate dai cittadini”.
Morando si attende una forte risposta da parte di Alessandria e il raggiungimento di 25 mila firme. “Siamo aperti alla collaborazione con tutti i movimenti che siano mossi dai nostri stessi principi”, ma fuori dalla logica degli schieramenti partitici.
Dopo la prima fase di raccolta firme, “organizzeremo manifestazioni di pubblica informazione e discussione per fare in modo che tutti i cittadini siano realmente informati su cosa significhi per le loro tasche la conseguenza della deliberazione”.