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Aristor verso la chiusura? I sindacati: “andremo a manifestare a Milano”
Per Compass, socio di maggioranza di Aristor, "sono venute a mancare le condizioni per la continuazione dell'attività". Lavoratori a rischio e addio al servizio mensa per scuole a case di riposo? Lunedì vertice in prefettura. Per i sindacati: "è un ricatto inaccettabile. Da tre anni i dipendenti vengono usati come scudo"
Per Compass, socio di maggioranza di Aristor, "sono venute a mancare le condizioni per la continuazione dell'attività". Lavoratori a rischio e addio al servizio mensa per scuole a case di riposo? Lunedì vertice in prefettura. Per i sindacati: "è un ricatto inaccettabile. Da tre anni i dipendenti vengono usati come scudo"
“La società versa in una situazione di grave tensione finanziaria a causa del gravissimo inadempimento da parte del Comune alle proprie obbligazioni di pagamento. Sono venute a mancare le condizioni per la continuazione dell’attività aziendale della società”.Lo scrive nero su bianco Compass in una lettera inviata per raccomandata all’attenzione del sindaco Rita Rossa in cui si chiede la convocazione urgente dell’assemblea dei soci Aristor. Il Comune è socio di minoranza mentre Compass, multinazionale nel settore della ristorazione, è socio di maggioranza. Compass indica anche le due strade alternative: ricapitalizzazione della società, con l’immissione di nuovi capitali nell’azienda, oppure liquidazione.
“Un ricatto”, secondo Mario Galati di Cgil che segue da anni la vicenda Aristor. “Un ricatto che dura da tre anni. Compass ha usato i dipendenti come scudo umano. E ora vengono fuori le reali intenzioni della società”.
Il “caso” Aristor era scoppiato già lo scorso inverno (nella foto uno dei presìdi) con il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti che gestiscono la preparazione e distribuzione dei pasti nelle scuole e ricoveri alessandrini. Una situazione “tamponata” per diversi mesi fino a lunedì scorso quando, ancora una volta, i dipendenti, 15 operatori e gli amministrativi, si vedono recapitare la busta paga, ma i soldi in banca non arrivano.
Sindacati e amministrazione si attivano e l’accordo sembra raggiunto. Il Comune verserà direttamente nelle casse di Compass gli introiti delle mense a compensazione del debito. Ma, secondo i sindacati, la multinazionale della ristorazione ci ripensa e continua a non versare i soldi degli stipendi. Ieri il sindaco Rita Rossa, i delegati sindacali e i lavoratori vengono convocati dal Prefetto per trovare una via d’uscita. Nel pomeriggio arriva la lettera di Compass che mette con la schiena al muro l’amministrazione. In queste ore la giunta sta valutando come procedere.
Nella fase di dissesto in cui si trova il Comune di Alessandria la strada della ricapitalizzazione appare ardua. Ma non è neppure semplice dichiarare la fine di Aristor proprio alla ripresa dell’anno scolastico. A rischio, oltre i posti di lavoro dei dipendenti Aristor, circa una trentina, c’è anche lo stesso servizio mensa. I sindacati restano determinati nell’individuare forti responsabilità nel socio di maggioranza, Compass, che ha “usato i dipendenti come scudi”, fermo restando l’inadempienza del Comune di Alessandria verso il fornitore.
“Lunedì siamo nuovamente convocati dal Prefetto insieme ai due soci, Compass e Comune, per tentare di trovare una via d’uscita”, dice Galati. La lettera del socio di maggioranza giunta nel pomeriggio, dopo la prima riunione in prefettura, gela le speranze. “Subito dopo l’incontro con il Prefetto – prosegue il sindacalista – faremo un’assemblea con i lavoratori e non è escluso che andremo a Milano a manifestare sotto la sede della Compass”.