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“Il tribunale provinciale è un’opportunità”. Ma chi ci mette le risorse?
Il consigliere e vicepresidente del Consiglio Comunale Fabrizio Priano chiede di incontrare il presidente del Tribunale per capire le esigenze in vista dell'accorpamento con Acqui, Casale e Tortona. Diverse le ipotesi per la nuova maxi sede, ma solo se arriveranno risorse dallo Stato
Il consigliere e vicepresidente del Consiglio Comunale Fabrizio Priano chiede di incontrare il presidente del Tribunale per capire le esigenze in vista dell'accorpamento con Acqui, Casale e Tortona. Diverse le ipotesi per la nuova maxi sede, ma solo se arriveranno risorse dallo Stato
Quattro ipotesi, “quella ottimale, però, sembra essere impraticabile”. Fabrizio Priano chiede che la città di Alessandria non si faccia cogliere impreparata quando si tratterà di indicare la sede per il nuovo maxi tribunale alessandrino che accorperà quelli in via di chiusura di Casale, Acqui e Tortona. Durante la recente commissione dei presidenti dei Gruppi Consiliari ha proposto infatti di convocare, possibilmente questa settimana, una Commissione che affronti il tema della collocazione del nuovo tribunale. Per Priano, infatti, “è un’occasione per la città, che in questo momento è in forte difficoltà, accogliere il tribunale provinciale”.
Il primo passo deve essere, secondo Priano, “un incontro con il Presidente del tribunale così da comprendere le reali esigenze legate, per esempio, alle diverse valutazioni derivanti dall’unione o dalla separazione delle sedi di tribunale civile e penale”.
Tre soluzioni, si diceva: “quella ottimale sarebbe stato l’allargamento dell’attuale sede utilizzando l’immobile dell’ex consorzio agrario, in via Cardinal Massaia. Il sindaco Calvo già all’epoca aveva acquisito l’immobile con quell’intenzione”. Le cose, poi, sono andate diversamente e ora l’immobile è nel patrimonio di Svial in fase di liquidazione. “Ricomprarlo per il Comune sarebbe in questo momento improponibile”, ammette il consigliere del Pdl.
Seconda ipotesi: “la caserma Valfrè. Ampia, in posizione centrale”. Ma occorre intervenire pesantemente per una ristrutturazione ed adeguamento dei locali.
Un altro “sogno” sarebbe la possibilità di recuperare l’ex ospedale Militare. Anche questo situato in centro. L’immobile era destinato all’Università. Dopo la ristrutturazione della cappella, “peraltro un gioiello”, puntualizza Priano, l’ente universitario lo ha “restituito al comune”. L’ipotesi forse più ragionevolmente attuabile, “se ce ne fossero le condizioni”, è l’utilizzo dei locali della Banca d’Italia, in piazza della Libertà, “magari solo per la sezione Civile, o Penale. Per questo è importante capire prima le esigenze reali del Presidente del Tribunale e dell’ordine degli avvocati che sarebbe importante incontrare”.
“E’ vero, ci sono alcune ipotesi, ma prima occorre capire cosa prevede la legge che istituisce questi tribunali provinciali”, aveva detto l’assessore all’Urbanistica e a Patrimonio Marcello Ferralasco. Di una cosa è certo: “l’operazione dovrà essere a costo zero per il Comune che potrà essere chiamato eventualmente solo per dare un’indicazione e mettere a disposizione, qualora sia necessario, una sede”.
Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, gli accorpamenti dovranno avvenire entro un anno.
Ma occorre soprattutto capire se ci saranno le risorse per adeguare la sede del tribunale. Spetterà ovviamente allo Stato stanziare quanto necessario. Di garanzie, però, al momento non ce ne sono.
Gli ordini degli avvocati avevano “denunciato” per tempo il fatto che l’accorpamento non avrebbe portato un risparmio di costi proprio per la necessita, nella realtà alessandrina, di adeguare la sede di corso Crimea. Insomma, se lo Stato non indicherà chi e come dovrà sopportare il prezzo del trasloco c’è il rischio che l’opportunità si trasformi in un’ulteriore costo per Alessandria che, in questo momento, sembrerebbe insostenibile.