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Tv a palazzo Rosso. In onda il “caso” Alessandria
Alessandria è sotto i riflettori della tv e della stampa nazionale: mi auguro che a partire dal nostro caso si possano apportare modifiche alla nuova legge sul dissesto che presenta incongruenze. Non chiedo elemosina, ma equità
Alessandria è sotto i riflettori della tv e della stampa nazionale: ?mi auguro che a partire dal nostro caso si possano apportare modifiche alla nuova legge sul dissesto che presenta incongruenze. Non chiedo elemosina, ma equità?
Alessandria sotto i riflettori della stampa nazionale. Ieri sera, mentre erano in corso i festeggiamenti di un Capodanno che avrebbe voluto essere il simbolo della rinascita, le telecamere de La 7 erano a palazzo Rosso, in diretta dall’ufficio del sindaco dove è arrivato, poco dopo, anche il deputato Maurizio Grassano, ormai assurto al ruolo di “simbolo” del parlamentare da Italietta. Rita Rossa ha cercato di parare i colpi di un conduttore “d’assalto a tutti i costi” ma, alla fine, chi ha assistito alla trasmissione ha avuto l’impressione di una città sull’orlo del baratro il cui dramma è stato sbattuto in prima pagina. Questa mattina, come diretta conseguenza, in piazza della Libertà c’erano gli inviati di due quotidiani: il Fatto Quotidiano e il Foglio.
“Non l’ho cercata io questa visibilità – dice il sindaco – del resto è evidente che Alessandria sia diventata un caso. Piuttosto mi auguro che questo possa servire ad apportare i correttivi ad una legge, quella sul dissesto, applicata per la prima volta e che presenta non poche incongruenze”.
Più che di clamore, “abbiamo bisogno di tavoli di approfondimento”, aggiunge il sindaco.
Diverso è il discorso delle responsabilità: “il dissesto non l’ho voluto io. Ci sono altri responsabili e la città, tutta, chiede giustizia, non elemosina”.
Non si lascia scoraggiare Rita Rossa: “Io ho il dovere di difendere la città e garantire equità. Questo chiedo allo Stato. Si sta discutendo di un fondo di riequilibrio per evitare il dissesto dei comuni e noi che lo siamo già non possiamo avere accesso. Queste sono le incongruità che devono essere corrette ed è mio dovere di Sindaco chiederlo al governo”.