Si chiude il vertice in Prefettura, arrivano i soldi per gli stipendi di agosto
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Si chiude il vertice in Prefettura, arrivano i soldi per gli stipendi di agosto

Termina una giornata di delusione e rabbia, di blocchi e presidi. Individuata una soluzione da Prefetto, Sindaco e rappresentanze sindacali: saranno svincolate le somme accantonate per l'Organismo Straordinario di Liquidazione

Termina una giornata di delusione e rabbia, di blocchi e presidi. Individuata una soluzione da Prefetto, Sindaco e rappresentanze sindacali: saranno svincolate le somme accantonate per l'Organismo Straordinario di Liquidazione

18:30 I soldi sbloccati dall’Organismo Straordinario di Liquidazione 
Per salvare gli stipendi dei lavoratori delle tre partecipate comunali (Atm, Aspal e Amiu) è stato deciso, grazie all’autorizzazione del Prefetto Romilda Tafuri, di svincolare le somme accantonate per l’Organismo Straordinario di Liquidazione. 86mila euro, i fondi destinati ad Aspal, 150mila quelli che andranno ad Atm (a completare quanto già ricevuto dai dipendenti) e 420mila euro per Amiu.


17:00

 Si chiude il vertice, trovata una soluzione 
Terminato da poco il vertice tra il Prefetto Romilda Tafuri, il sindaco Rita Rossa e le rappresentanze sindacali dei lavoratori di Amiu, Aspal e Atm. La soluzione trovata consentirà lo sblocco di fondi sufficienti al pagamento degli stipendi dei dipendenti delle tre partecipate per il mese di agosto. Il prossimo 18 settembre è stato, inoltre, programmato un nuovo incontro al fine di garantire ai lavoratori le successive mensilità. A breve, nel corso di una conferenza stampa, verranno illustrati i dettagli



14:00
Al via il vertice in Prefettura per verificare una soluzione per Aspal e Atm. Amiu malato terminale?
Sta iniziando in questi minuti il vertice in Prefettura al quale partecipano il sindaco Rita Rossa, i presidenti e direttori delle partecipate, i sindacati. Al vaglio possibili soluzioni per erogare gli stipendi. Intanto si è appreso che ieri sera, tra le 20 e l’una di notte,  le parti si erano già confronte durante un vertice notturno per valutare la possibilità di un’apertura di credito da parte della banca di Legnano per Atm e Aspal. Resterebbe fuori Amiu a causa “dell’incaglio” rappresentato dal precedente accordo con la banca Barclays. “La soluzione di una apertura di credito per le aziende appare quella più rapida, posto che le altre avrebbero una tempistica di medio o lungo periodo”, ha spiegato Silvia Robutti di Filcams Cgil. L’aggiornamento ad oggi della riunione ha consentito di effettuare verifiche tecniche. I sindacati e i lavoratori si attendono, a questo punto “risposte definitive” prima di sciogliere le assemblee permanenti. Rimane invece aperta la questione Amiu per la quale un’apertura di credito non risulterebbe possibile.
 


10:30 Anche Atm in assemblea spontanea. Fermi tutti i mezzi. 
I dipendenti di Atm questa mattina si sono uniti alla protesta dei loro colleghi di Amiu e Aspal riunendosi spontaneamente in assemblea e decidendo di non far partire i partire i mezzi pubblici, già dal primo turno delle 5. Garantito solo il servizio per il trasporto delle persone con disabilità. Sul posto anche i rappresentati sindacali: “per offrire tutela ai lavoratori, anche considerando le possibili conseguenze legate all’interruzione di pubblico servizio. Si tratta ovviamente di una situazione eccezionale. Chi non prende lo stipendio non si può pretendere che non decida di riunirsi in assemblea rifiutando di lavorare gratis”.

Già oggi alle 14 previsto un incontro in prefettura con i vertici delle partecipate e i rappresentanti sindacali. “Forse qualche spiraglio c’è – affermano gli addetti ai lavori – perché il prefetto potrebbe sbloccare fondi finora inaccessibili”.




 I rifiuti in città non verranno più raccolti, eccezione fatta per i servizi più delicati, come quelli a ospedali e carcere. Fermi anche i dipendenti di Aspal, che annunciano una nuova riunione questa mattina alle 11.30 per stabilire le prossime azioni da intraprendere. Da oggi probabile stop anche dei lavoratori Atm, pronti a bloccare almeno parzialmente il servizio bus in città, pur consapevoli delle gravissime conseguenze che il gesto potrebbe avere, considerando che l’interruzione di pubblico servizio può essere perseguita a livello penale. “Non abbiamo più niente da perdere ormai – spiegano da più parti – e abbiamo capito che senza azioni forti la situazione non verrà sbloccata”.

Domani mattina, giovedì 30 agosto, il sindaco Rita Rossa ha convocato i vertici dei sindacati confederali e di categoria per un incontro in Comune, mentre oggi l’attende un decisivo incontro telefonico con il presidente Napolitano. L’obiettivo è quello di ottenere un ingente finanziamento straordinario per la città (alcune decine di milioni di euro), o almeno una dilazione dei tempi per il piano di rientro.

La situazione è in fermento e si attendono sviluppi decisivi già nella giornata di oggi, dopo che ieri i dipendenti delle partecipate hanno sostanzialmente rispedito in blocco al mittente l’offerta elaborata dal prefetto Romilda Tafuri e dal sindaco Rita Rossa di accettare la sottoscrizione di una sorta di finanziamento per ottenere l’accredito del 90% dei prossimi due o tre stipendi. I lavoratori si sentono presi due volte in giro, per aver scoperto che il loro compenso non sarebbe stato erogato solamente il 27 del mese e per vedersi offrire una soluzione “che in realtà soluzione non può essere”, come spiegano con un misto di indignazione, disperazione e rabbia. “Ci chiedono di finanziare il nostro stipendio accendendo un prestito con una banca privata a titolo personale. Così se il Comune continuasse a non pagare le partecipate e queste a loro volta non versassero più gli stipendi – o, peggio, dovessero fallire – noi ci troveremmo non solo senza stipendio, ma perfino con un debito nei confronti della banca. Una proposta assurda e inaccettabile, per chi invece ha sempre lavorato e chiede solamente che i propri diritti, sancini a livello Costituzionale, vengano riconosciuti”.

Nell’incontro di giovedì i sindacati molto probabilmente chiederanno che la linea di credito, dove possibile, sia aperta nei confronti delle partecipate e non dei singoli dipendenti. Su questa proposta però il Primo cittadino ha già spiegato perché non sia stata intrapresa in precedenza: “purtroppo in questa situazione di dissesto il Comune e le sue partecipate non vengono ritenuti affidabili dalle banche”.

Più di un addetto ai lavori in realtà teme che la situazione possa precipitare ulteriormente, e che almeno alcune delle partecipate rischino concretamente il fallimento, Amiu in testa. Un panorama tragico per la città, che oggi si risveglia sempre più consapevole di quali pesanti conseguenze porti con sé il dissesto, “atto dovuto e necessario per costruire una ripartenza” secondo la maggioranza a Palazzo Rosso, “scelta avventata e non ben ponderata” secondo la minoranza, che accusa la Giunta di non aver fatto tutto il possibile per cercare strade alternative. Nel mezzo, come purtroppo spesso capita, i lavoratori, che colpe non ne hanno, e anzi da mesi proseguono a svolgere il loro servizio per la città pur con il fiato sospeso per il proprio stipendio e futuro. “Ma a tutto c’è un limite, e questo è il momento dei gesti estremi per difendere quel poco che ci resta, a partire dalla nostra dignità, che non può essere comprata, anche se alcuni di noi per disperazione forse finiranno per accettare l’offerta della Banca di Legnano, non fosse altro che per pagare la rata del mutuo o per fare la spesa e dar da mangiare ai nostri figli”. 

Per tutta la giornata vi forniremo, come sempre, aggioramenti in tempo reale degli attesi sviluppi.  

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