Falleti: “I dipendenti sono una risorsa per uscire dalla crisi”
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Falleti: “I dipendenti sono una risorsa per uscire dalla crisi”

Nessun “rischio” per i 702 assunti a tempi indeterminato di Palazzo Rosso, ma tanti punti interrogativi per il futuro dei precari, e di chi lavora nelle partecipate. “Ma qui ci sono professionalità eccellenti, che occorre valorizzare”, dice l’assessore a organizzazione, risorse umane e politiche per l’ambiente del Comune di Alessandria

Nessun ?rischio? per i 702 assunti a tempi indeterminato di Palazzo Rosso, ma tanti punti interrogativi per il futuro dei precari, e di chi lavora nelle partecipate. ?Ma qui ci sono professionalità eccellenti, che occorre valorizzare?, dice l?assessore a organizzazione, risorse umane e politiche per l?ambiente del Comune di Alessandria

Il suo ufficio si affaccia su piazza della Libertà, e ha una collocazione decisamente “felice”: anche in un torrido primo pomeriggio d’agosto sembra climatizzato, “ma non è così: qui l’aria condizionata non c’è”. Claudio Falleti è il nuovo assessore a organizzazione, risorse umane e politiche per l’ambiente di Palazzo Rosso. E con lui proviamo a fare il punto sulle delicate e molteplici vicende che riguardano il futuro del personale dipendente dell’ente in dissesto. Ma affrontiamo anche il tema, spesso trascurato, del verde pubblico cittadino.

Assessore, partiamo da una curiosità: perché spesso leggiamo su di lei “detto Faletti”? E’ un omaggio al comico e scrittore?
(sorride, ndr) Ma no, o forse anche. Nel senso che il mio cognome è di origine calabrese, mentre in Piemonte è molto più diffuso Faletti. Per cui fin da ragazzino, a scuola, in tanti, a partire dai prof, mi chiamavano Faletti. Così come per molti elettori sono rimasto tale, e a me non è che dia fastidio, quindi va bene.

Proviamo un po’ a fare il punto sul fronte personale? E’ emergenza?
Emergenza no, perché tutto è assolutamente sotto controllo. Sicuramente però essere il primo comune capoluogo di provincia in dissesto con la nuova normativa qualche incognita l’ha creata e ancora la crea, per cui ci stiamo muovendo con massima prudenza. Ma anche cercando di trasmettere ai dipendenti del Comune la massima serenità: lo spirito è quello di essere al loro fianco, non in contrapposizione.

Azienda speciale Costruire insieme: un centinaio di dipendenti del Comune saranno trasferiti con la formula del “comando funzionale”. Davvero nessun rischio per loro?
La formula del “comando funzionale” offre le massime garanzie, da tutti i punti di vista. Credo che sia sbagliato diffondere allarmismi del tutto infondati. Così come, sul fronte dei circa 70 precari degli asili, stiamo facendo il massimo. Il che significa, in mancanza dei tempi tecnici per espletare concorsi, attingere alle vecchie graduatorie, con contratti a tempo determinato. Nei prossimi mesi, con maggior calma, ragioneremo sul futuro.

Che clima ha trovato, insediandosi?
Non mi faccia giudicare l’operato di chi mi ha preceduto, sarebbe sgradevole. Diciamo che da subito io ho fatto il giro degli uffici, e mi sono presentato. Precisando a tutti che il mio ufficio qui è davvero sempre aperto, e che anzi ritengo essenziale che i dipendenti, ogni volta che hanno qualcosa da segnalare si facciano avanti, nell’ottica di migliorare e ottimizzare il funzionamento della macchina organizzativa. La mia impressione è che a Palazzo Rosso professionalità eccellenti, non sempre adeguatamente valorizzate. Cercheremo di farlo.

E’ vero, come molti pensano, che i dipendenti del Comune di Alessandria sono comunque troppi?
Facciamo parlare i numeri: al mio insediamento i dipendenti a tempo indeterminato erano, e sono, 702. Dirigenti compresi, che sono stati significativamente ridotti dalla nuova giunta, e sono 9, segretario generale compreso. Secondo la pianta organica dell’ente i dipendenti dovrebbero essere 828. Ma, soprattutto, in base alle attuali normative vigenti sui comuni in dissesto, con l’attuale numero di abitanti Alessandria non può avere più di 896 dipendenti. Direi che siamo abbondantemente sotto dimensionati.

Ed è anche certo che non potrebbero essere apportate alcune migliorìe sul fronte della distribuzione di ruoli e compiti? Insomma, magari in qualche settore sono al collasso, e in altri hanno tempo in eccedenza….
Questo è possibile, e infatti vorrei mettere in atto un processo di riorganizzazione vera, e condivisa con il personale e le rappresentanze sindacali. Proprio per valorizzare al meglio le professionalità, e migliorare certi servizi offerti alla cittadinanza. Ad esempio: spesso si sottovaluta l’importanza degli uffici demografici. Che sono però i più usati in assoluto dalle persone: dalla nascita alla morte, passando attraverso matrimoni, variazioni di residenza e quant’altro. Ebbene, quello è un comparto a cui va dedicata certamente la massima attenzione, consapevoli ad esempio che tante persone ritengono ancora preferibile recarsi agli sportelli, ma altri, soprattutto tra i giovani, utilizzano ormai stabilmente Internet e le nuove tecnologie. Sul quel fronte abbiamo certamente tanto da lavorare.

Assessore, i tre commissari ministeriali avranno competenza solo sul pregresso, o potranno intervenire anche sulla gestione presente e futura dell’ente?
Il loro compito è quello di mettere mano ai bilanci e ai debiti accumulati fino al 31 dicembre 2011, individuando tutte le strade possibili per farvi fronte. Mi pare evidente però che sarà naturale consultarli anche sul fronte della gestione di problematiche presenti e future, nell’ottica di procedere nella massima sintonia e trasparenza. Non dimentichiamoci che siamo osservati speciali, è inutile nascondercelo.

Lei non ha competenza diretta sul fronte partecipate: ma è da lì che, sul fronte del personale, potrebbero arrivare i problemi veri: pensa che ci saranno licenziamenti?
Alcune situazioni sono davvero delicate, lo sappiamo tutti. Il mio assessorato non si occupa direttamente delle diverse aziende, ma è intenzione della giunta adoperarsi perché davvero tutte le strade siano battute ed esplorate, perché neanche un lavoratore, se possibile, rimanga senza lavoro. E questo naturalmente si può fare soltanto evitando i fallimenti delle diverse società.

Lei si occupa anche della fruizione del verde pubblico: ad Alessandria gli spazi non mancano, ma ci sono mamme che, polemicamente, dicono “garantite ai nostri bambini almeno gli stessi diritti che sono riservati ai cani”. Com’è la situazione?
La stiamo mappando, proprio per muoverci avendo in mano un quadro completo e dettagliato. Alessandria è un comune vastissimo, ed è vero che, se gli spazi destinati al verde non mancano, possiamo e dobbiamo valorizzarli di più, e restituirli ai cittadini: alle mamme con bambini, ma anche ai tanti anziani e a tutti gli altri. Preciso però che io ho competenza sul piano della fruizione, mentre quanto attiene alla manutenzione del verde fa capo ai lavori pubblici.

Falleti, lei è un giovane avvocato: cosa l’ha spinta in politica?
Dopo la maturità classica ho studiato Giurisprudenza qui in città, e ho incrociato Diego Malagrino, che era già impegnato al fianco di Cesare Miraglia nella lista civica Mara per la nostra città, che poi divenne I Moderati. Il loro entusiasmo mi ha convinto, e mi ci sono dedicato. Sono stato consigliere di circoscrizione dal 2007 al 2009, e poi sono entrato in consiglio comunale in sostituzione proprio di Miraglia, divenuto nel frattempo assessore in Provincia. E alle ultime elezioni ho preso 394 preferenze, terzo assoluto dopo Ivaldi e Mazzoni. Un risultato che non mi aspettavo, e per il quale devo ringraziare tantissimo famiglia e amici, sempre al mio fianco nel dialogo quotidiano, porta a porta, con la gente.

Ma si sente un politico?
Ma no, io sono un cittadino che è stato chiamato a dare un contributo come amministratore. L’epoca dei professionisti della politica credo sia finita, e me lo auguro. Di questo noi Moderati siamo convinti da sempre, e mi creda: tanti giovani alla politica e al futuro di questo Paese e di questa città ci credono ancora, e hanno voglia di impossessarsene, e di essere protagonisti di un cambiamento vero.

 

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